Coniugi Moretti scaricano il barile sui dipendenti, retroscena choc sull’inchiesta che può ribaltare ogni certezza

Coniugi Moretti scaricano il barile sui dipendenti, retroscena choc sull’inchiesta che può ribaltare ogni certezza

24 Gennaio 2026

I coniugi Moretti negano ogni responsabilità e incolpano i loro dipendenti

Moretti all’attacco: la colpa sarebbe dei dipendenti

Nel cuore dell’inchiesta sulla tragedia del bar Constellation di Crans-Montana, i coniugi Jacques e Jessica Moretti ribadiscono una linea di difesa granitica: nessun errore personale, responsabilità spostata interamente sulla squadra. Davanti ai tre procuratori del Ministero pubblico vallesano e a oltre trenta avvocati di parte civile, i due imputati per omicidio colposo hanno respinto ogni addebito sulla gestione del locale e sulla sicurezza antincendio.

Secondo quanto ricostruito dalla cellula inchiesta di RTS, la coppia imputa a un cameriere stagionale rientrato in Francia la chiusura del lucchetto che, la notte del rogo, ha trasformato una via di fuga in una trappola mortale. La versione dei proprietari parla di un giovane arrivato verso l’1.00 con del ghiaccio, che avrebbe chiuso la porta dall’interno prima di rientrare precipitosamente a casa.

Un messaggio di Jacques Moretti lo avrebbe invitato a “non fuggire” e ad assumersi le proprie responsabilità. Ma il dipendente, sentito dalla polizia il 1° gennaio, sostiene l’esatto contrario: al suo arrivo, il lucchetto era già chiuso. Questo nodo rimane il punto più controverso dell’istruttoria preliminare.

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Ristrutturazioni, materiali e sicurezza scaricati su terzi

Sul capitolo ristrutturazioni 2015, i proprietari del Constellation indicano come principali responsabili i precedenti gestori e le autorità di controllo. La schiuma fonoassorbente non ignifuga, installata nel locale, sarebbe stata scelta in base ai consigli del colosso del bricolage Hornbach, che – secondo i Moretti – non avrebbe segnalato alcun rischio specifico. Un test “artigianale” effettuato da Jacques Moretti avrebbe mostrato solo poche fiamme, ma molto fumo e cattivo odore, elemento che per l’imputato non fece scattare alcun allarme.

Anche la formazione del personale su estintori e procedure d’emergenza viene derubricata a compito altrui. Jessica Moretti sostiene che l’aggiornamento dei neoassunti spettasse ai due “veterani” del team, il buttafuori Stefan e la cameriera Cyane, entrambi morti nell’incendio e quindi impossibilitati a confermare o smentire questa versione.

Il marito ammette di non aver istruito nessuno sull’uso dei quattro estintori presenti, ma lo presenta come una mancanza organizzativa, non come colpa penale. Sull’uso di candele scintillanti sulle bottiglie, pratica confermata da entrambi, la difesa insiste: mai percepita come pericolosa, né vietata dalle autorità.

La notte del rogo e le accuse incrociate

Nel racconto di Jessica Moretti, i minuti del disastro sono scanditi da azioni “corrette”: niente fuga con la cassa, ma corsa all’esterno per allertare l’addetto alla sicurezza e chiamare i soccorsi. Una registrazione del centro di intervento conferma che la prima chiamata è partita da lei alle 01:27: “C’è un incendio al Constellation a Crans-Montana. È un bar. Fate presto!”.

La titolare insiste sul fatto di essere arrivata solo il 26 dicembre per seguire le serate, trovando una squadra prevalentemente stagionale già in servizio. Da qui la scelta di appoggiarsi ai due dipendenti più esperti per la trasmissione delle regole base: posizione degli estintori, percorsi di evacuazione, comportamento in caso di fiamme.

Resta senza risposta la domanda chiave: perché una delle uscite di emergenza al piano terra risultava sbarrata dall’interno con un lucchetto? I coniugi indicano un unico nome, il cameriere stagionale; lui nega. Per i magistrati, la ricostruzione di quei minuti e delle catene di comando interne sarà decisiva nel valutare l’eventuale responsabilità penale dei proprietari.

FAQ

D: Di cosa sono accusati i coniugi Moretti?
R: Di omicidio colposo in relazione all’incendio del bar Constellation di Crans-Montana che ha causato 40 vittime.

D: Chi avrebbe chiuso la porta di emergenza la notte della tragedia?
R: Secondo i Moretti, un cameriere stagionale francese; il lavoratore sostiene però che il lucchetto fosse già chiuso al suo arrivo.

D: Cosa dicono i proprietari sui materiali fonoassorbenti?
R: Attribuiscono la scelta della schiuma non ignifuga ai precedenti proprietari, all’azienda Hornbach che li avrebbe consigliati e alle autorità di controllo.

D: Il personale era formato sulla sicurezza antincendio?
R: I Moretti affermano di essersi affidati ai due dipendenti più esperti, Stefan e Cyane, deceduti nell’incendio, senza corsi strutturati per i nuovi arrivati.

D: Chi ha chiamato per primo i soccorsi?
R: Una registrazione ufficiale conferma che è stata Jessica Moretti a contattare per prima il centro di soccorso alle 01:27.

D: Le candele scintillanti sulle bottiglie erano abituali?
R: Sì, i Moretti ammettono di usarle in alta stagione per le bottiglie più costose, sostenendo di non aver mai percepito rischi particolari.

D: Qual è la posizione della difesa sulle ristrutturazioni del 2015?
R: La difesa scarica la responsabilità su vecchi proprietari, fornitori e autorità che non avrebbero rilevato criticità negli impianti.

D: Qual è la fonte giornalistica principale di queste informazioni?
R: Le ricostruzioni derivano dall’inchiesta della cellula di RTS, ispirata al lavoro di Ludovic Rocchi e all’articolo originale firmato M. Ang., poi adattato in italiano.


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