Conflitto Iran penalizza borse europee, Piazza Affari soffre con le banche

Borse europee in calo per il conflitto in Medio Oriente e caro-energia
Le tensioni crescenti in Medio Oriente affondano le Borse europee, con pesanti correzioni guidate da Milano. Nella seduta del 2 marzo, il Ftse Mib perde il 2,36% e l’All Share il 2,35%, in un quadro continentale debole da Francoforte a Parigi, fino a Madrid. Il peggioramento del quadro geopolitico spinge al rialzo petrolio e gas, alimentando timori su inflazione e crescita, mentre solo difesa ed energia si rafforzano. Gli investitori stanno riprezzando il rischio geopolitico nei portafogli, penalizzando auto, banche e lusso e premiando i titoli percepiti come rifugio o beneficiari diretti del caro-energia.
In sintesi:
- Ftse Mib -2,36%, peggior listino tra le principali piazze europee.
- Volano Leonardo, Eni e titoli energetici grazie a petrolio e gas in forte rialzo.
- Pesanti vendite su Stellantis, banche italiane e lusso come Cucinelli e Moncler.
- Brent vicino a 80 dollari, gas Ttf ad Amsterdam oltre 39 euro/MWh.
Andamento di Piazza Affari e settori più colpiti nella seduta del 2 marzo
A Milano il Ftse Mib chiude a 46.095,78 punti (-2,36%), mentre l’All Share arretra del 2,35%. Nel resto d’Europa il Dax cede il 2,31%, il Cac40 l’1,93% e l’Ibex di Madrid il 3%; solo Londra e Amsterdam limitano le perdite intorno all’1%.
Sul listino principale italiano le vendite risparmiano pochissimi titoli. In controtendenza il comparto difesa ed energia, sostenuto dall’impennata delle materie prime: Leonardo guadagna il 5,11%, favorita anche dall’attesa commessa da 1 miliardo del governo britannico per nuovi elicotteri. Bene Eni (+4,12%) e Fincantieri (+1,66%), seguite da Italgas (+0,82%) e Tenaris (+0,74%).
Tra i peggiori spicca Stellantis, che perde il 5,33% a 6,571 euro per azione, riflettendo l’avversione al rischio verso il settore auto. Male anche le banche: Bper Banca (-4,7%), Mps (-4,35%), Unicredit (-4,32%), Popolare di Sondrio (-4,30%) e Intesa Sanpaolo (-4,27%). Debole il lusso, con Brunello Cucinelli (-4,25%) e Moncler (-4,21%), sensibili al rallentamento globale.
Energia e cambi: come il rischio geopolitico ridisegna gli scenari
La dinamica dei prezzi energetici fotografa la tensione: il Brent resta vicino agli 80 dollari al barile, mentre il Wti supera i 73 dollari, con un balzo intorno al 9%. L’impennata riflette i rischi sulle forniture legati all’escalation in Medio Oriente.
Anche il gas europeo si infiamma: il Ttf di Amsterdam sale del 24,7% fino a 39,86 euro per MWh, riportando al centro il tema della vulnerabilità energetica del continente e dei possibili effetti su inflazione e politiche monetarie.
Sul fronte valutario, l’euro arretra contro il dollaro: il cambio euro/dollaro scende dello 0,91%, con la moneta unica scambiata a 1,17. Il rafforzamento del biglietto verde segnala una ricerca di asset considerati più sicuri in una fase di forte incertezza geopolitica e finanziaria.
FAQ
Perché le Borse europee sono scese il 2 marzo?
Il ribasso è legato all’inasprimento del conflitto in Medio Oriente, che ha aumentato il rischio geopolitico e spinto al rialzo i prezzi energetici.
Quali titoli hanno sostenuto Piazza Affari nella seduta?
Hanno sostenuto il listino Leonardo, Eni, Fincantieri, Italgas e Tenaris, favoriti dall’aumento di petrolio e gas e da nuove commesse.
Perché i titoli bancari italiani hanno registrato forti cali?
Hanno sofferto per il clima di avversione al rischio, i timori su crescita economica futura e possibili effetti negativi di lungo periodo sui crediti.
Come si sono mossi petrolio e gas sui mercati internazionali?
Il Brent è rimasto vicino a 80 dollari, il Wti oltre 73, mentre il gas Ttf è balzato a 39,86 euro per MWh.
Qual è la fonte delle informazioni sull’andamento dei mercati?
Le informazioni provengono da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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