Commissione Europea conferma violazione dei dati e intensifica le misure di sicurezza informatica

Attacco hacker alla Commissione europea: cosa è successo e perché conta
La Commissione europea ha confermato di aver subito un attacco informatico contro l’infrastruttura cloud che ospita la propria presenza web sulla piattaforma Europa.eu.
L’episodio, rilevato e contenuto nei giorni scorsi a Bruxelles, avrebbe consentito a un gruppo di cybercriminali di sottrarre oltre 350 GB di dati prima dell’intervento tecnico.
Secondo le prime analisi interne, sarebbero stati coinvolti dati presenti sui siti Europa e informazioni relative ad alcuni dipendenti, accessibili tramite un account Amazon Web Services. L’indagine è ancora in corso, mentre l’esecutivo UE ha avviato le notifiche ufficiali alle entità dell’Unione potenzialmente colpite, in un contesto di crescente pressione geopolitica sul fronte della cybersicurezza istituzionale.
In sintesi:
- Attacco hacker contro il cloud che ospita i siti istituzionali Europa.eu della Commissione europea.
- Threat actor rivendica il furto di oltre 350 GB di dati prima del contenimento.
- Accesso illecito tramite un account AWS, coinvolti anche dati di dipendenti della Commissione.
- Nuovo caso che testa sul campo il Cybersecurity Package UE del 2026.
La Commissione europea ha precisato che le “prime risultanze” indicano una sottrazione di dati da alcuni siti della piattaforma Europa, con impatto ancora in fase di esatta quantificazione.
Bleeping Computer riferisce che il gruppo responsabile sostiene di aver esfiltrato oltre 350 GB di informazioni prima che le contromisure tecniche bloccassero l’accesso non autorizzato.
L’attacco avrebbe sfruttato una compromissione di un account Amazon Web Services in uso alla Commissione, tramite cui sarebbero stati raggiunti sia ambienti web sia dati relativi al personale, in continuità con un precedente data breach reso noto a febbraio e anch’esso centrato sui dipendenti.
L’esecutivo UE ha avviato le procedure di notifica alle istituzioni e agli organismi dell’Unione potenzialmente interessati, in linea con gli obblighi previsti dal quadro normativo europeo in materia di data breach e sicurezza delle informazioni.
Impatto dell’attacco e strategia Ue sulla cybersicurezza istituzionale
Pur essendo grave, l’episodio viene giudicato meno esteso rispetto all’operazione Salt Typhoon, l’attacco che nel 2024 colpì diversi operatori di telecomunicazioni statunitensi consentendo accessi ai dati da smartphone di membri delle campagne di Donald Trump, Kamala Harris e di altri funzionari governativi.
Nel caso della Commissione europea, gli analisti sottolineano la criticità specifica legata agli ambienti cloud che veicolano la comunicazione istituzionale e gestiscono dati di personale e stakeholder.
L’attacco arriva a pochi mesi dall’entrata in vigore del nuovo Cybersecurity Package presentato a gennaio 2026, che rafforza la capacità dell’UE di reagire a incidenti simili, definendo procedure comuni di risposta, obblighi di notifica più stringenti e criteri per valutare i fornitori “a rischio” nelle catene di fornitura delle telecomunicazioni e dei servizi digitali.
Il caso rappresenta quindi un test concreto della resilienza delle istituzioni europee e della loro capacità di coordinare indagini tecniche, comunicazione pubblica e gestione del rischio reputazionale in un contesto di minacce cyber sempre più sofisticate e mirate alle infrastrutture politiche e regolatorie.
Cosa aspettarsi ora da Bruxelles sulla sicurezza dei dati UE
L’inchiesta tecnica interna della Commissione europea dovrà chiarire la dinamica esatta della compromissione dell’account AWS, la natura dei dati sottratti e il perimetro degli enti UE coinvolti.
È plausibile un ulteriore irrigidimento delle policy su gestione delle credenziali, segmentazione degli ambienti cloud e monitoraggio continuo degli accessi anomali, con possibili nuove linee guida vincolanti per tutte le istituzioni europee.
Nel medio periodo, questo incidente potrebbe accelerare l’implementazione pratica del Cybersecurity Package, spingendo verso una maggiore sovranità digitale e una revisione dei rapporti con i grandi provider globali di servizi cloud, al centro delle infrastrutture critiche dell’Unione.
FAQ
Che cosa è successo ai sistemi informatici della Commissione europea?
La Commissione europea ha subito un attacco informatico al cloud che ospita i siti Europa.eu, con sottrazione di dati e accesso non autorizzato tramite account AWS.
Quanti dati sarebbero stati rubati nell’attacco alla Commissione Ue?
Secondo quanto riferito dal threat actor e riportato da Bleeping Computer, sarebbero stati esfiltrati oltre 350 GB di dati prima del contenimento.
Sono coinvolti dati personali dei dipendenti della Commissione europea?
Sì, la Commissione ha indicato che l’accesso illecito al cloud tramite AWS ha interessato anche dati relativi ai dipendenti, già colpiti da un precedente breach.
L’attacco è paragonabile all’operazione Salt Typhoon negli Stati Uniti?
No, le prime valutazioni lo indicano come meno esteso e impattante rispetto a Salt Typhoon, che coinvolse campagne politiche USA e numerosi operatori telco.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sulla cyber sicurezza UE?
L’articolo deriva da una elaborazione redazionale basata congiuntamente su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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