Chiara Ferragni prosciolta per il caso beneficenza: le motivazioni del giudice sulla responsabilità verso i follower
Indice dei Contenuti:
Perché il caso Ferragni si è chiuso con un proscioglimento tecnico
La vicenda giudiziaria che coinvolge l’imprenditrice digitale Chiara Ferragni si è chiusa a Milano con un proscioglimento, ma non con un’assoluzione piena.
Il procedimento penale riguardava le campagne benefiche legate al pandoro Balocco 2022 e alle uova di Pasqua con l’associazione Bambini delle Fate nel 2021 e 2022.
Il giudice Ilio Mannucci Pacini, nelle 59 pagine di motivazioni depositate a gennaio, ha escluso la possibilità di esaminare nel merito il reato di truffa aggravata contestato a Ferragni e ad altri imputati, per mancanza dell’aggravante della “minorata difesa”.
La decisione arriva dopo le sanzioni già inflitte dall’Antitrust per pubblicità ingannevole e si inserisce in un quadro più ampio: quello della responsabilità degli influencer quando associano operazioni commerciali alla beneficenza, tema cruciale per consumatori, imprese e regolatori.
In sintesi:
- Il tribunale di Milano ha prosciolto Chiara Ferragni senza dichiararla innocente o colpevole.
- Il giudice ha escluso l’aggravante di “minorata difesa” legata ai follower.
- Le campagne benefiche sono state giudicate ambigue e già sanzionate dall’Antitrust.
- Ferragni ha subito costi economici, risarcimenti e un danno reputazionale rilevante.
Come il giudice ha ridisegnato i confini della truffa social
Nel procedimento milanese, a Chiara Ferragni era contestata la truffa aggravata per le operazioni commerciali collegate al pandoro Balocco e alle uova di Pasqua con Bambini delle Fate.
Secondo l’accusa, circa 30 milioni di follower sarebbero stati indotti a credere che l’acquisto dei prodotti generasse direttamente una donazione, mentre gli importi beneficenza erano fissati a monte e più limitati.
La Procura aveva costruito l’aggravante sulla “minorata difesa”, sostenendo che l’enorme potere di influenza dell’influencer rendesse il suo pubblico particolarmente vulnerabile.
Il giudice Mannucci Pacini ha respinto questa impostazione: essere follower, scrive in sostanza, non equivale a essere psicologicamente deboli né assimilabili a “fedeli di un santone”.
Lo stesso ragionamento viene esteso alla pubblicità in generale: anche le campagne televisive raggiungono platee sterminate, ma questo non basta a integrare automaticamente l’aggravante.
Senza la “minorata difesa”, il reato contestato non può essere vagliato nel merito e il tribunale è costretto a fermarsi prima di dichiarare colpevolezza o innocenza.
Conseguenze concrete e nuovi standard per influencer e beneficenza
Pur chiudendosi con un proscioglimento, la vicenda non lascia indenni Chiara Ferragni, l’ex collaboratore Fabio Maria Damato e l’imprenditore Francesco Cannillo.
Il giudice sottolinea che «non sono stati assolti» e che le loro condotte «non sono rimaste impunite».
L’Antitrust (Agcm) ha già accertato la pubblicità ingannevole, irrogando sanzioni economiche significative, cui si sommano i risarcimenti alle parti offese e un forte danno reputazionale.
Nelle motivazioni, il tribunale riconosce che i messaggi delle campagne erano “ambigui” e, in alcuni passaggi, suggerivano esplicitamente un nesso causale tra acquisto e donazione.
Questo caso diventa un precedente rilevante per l’ecosistema degli influencer: il confine tra marketing e solidarietà viene tracciato con maggior nettezza.
In futuro, iniziative commerciali legate alla beneficenza dovranno esplicitare in modo trasparente importi, modalità di donazione e limiti, per evitare nuove contestazioni da parte di autorità e consumatori.
FAQ
Chiara Ferragni è stata assolta nel processo sulle campagne benefiche?
No, il tribunale ha dichiarato il proscioglimento tecnico, senza pronunciare un’assoluzione nel merito sulla truffa aggravata contestata.
Cosa significa che è caduta l’aggravante di “minorata difesa”?
Significa che il giudice non ha ritenuto i follower un pubblico psicologicamente debole, impedendo di valutare la truffa aggravata.
Le campagne Ferragni sono state ritenute corrette dalla magistratura?
No, le comunicazioni sono state considerate ambigue e l’Antitrust ha già accertato la natura ingannevole delle campagne promozionali.
Quali effetti avrà la decisione per gli altri influencer?
Avrà effetti rilevanti, imponendo maggiore trasparenza su importi, modalità e limiti delle donazioni legate a operazioni commerciali.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.

