Chiara Ferragni prosciolta per il caso beneficenza: le motivazioni del giudice sulla responsabilità verso i follower

Chiara Ferragni prosciolta per il caso beneficenza: le motivazioni del giudice sulla responsabilità verso i follower

13 Aprile 2026

Perché il caso Ferragni si è chiuso con un proscioglimento tecnico

La vicenda giudiziaria che coinvolge l’imprenditrice digitale Chiara Ferragni si è chiusa a Milano con un proscioglimento, ma non con un’assoluzione piena.
Il procedimento penale riguardava le campagne benefiche legate al pandoro Balocco 2022 e alle uova di Pasqua con l’associazione Bambini delle Fate nel 2021 e 2022.
Il giudice Ilio Mannucci Pacini, nelle 59 pagine di motivazioni depositate a gennaio, ha escluso la possibilità di esaminare nel merito il reato di truffa aggravata contestato a Ferragni e ad altri imputati, per mancanza dell’aggravante della “minorata difesa”.

La decisione arriva dopo le sanzioni già inflitte dall’Antitrust per pubblicità ingannevole e si inserisce in un quadro più ampio: quello della responsabilità degli influencer quando associano operazioni commerciali alla beneficenza, tema cruciale per consumatori, imprese e regolatori.

In sintesi:

  • Il tribunale di Milano ha prosciolto Chiara Ferragni senza dichiararla innocente o colpevole.
  • Il giudice ha escluso l’aggravante di “minorata difesa” legata ai follower.
  • Le campagne benefiche sono state giudicate ambigue e già sanzionate dall’Antitrust.
  • Ferragni ha subito costi economici, risarcimenti e un danno reputazionale rilevante.

Come il giudice ha ridisegnato i confini della truffa social

Nel procedimento milanese, a Chiara Ferragni era contestata la truffa aggravata per le operazioni commerciali collegate al pandoro Balocco e alle uova di Pasqua con Bambini delle Fate.
Secondo l’accusa, circa 30 milioni di follower sarebbero stati indotti a credere che l’acquisto dei prodotti generasse direttamente una donazione, mentre gli importi beneficenza erano fissati a monte e più limitati.

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La Procura aveva costruito l’aggravante sulla “minorata difesa”, sostenendo che l’enorme potere di influenza dell’influencer rendesse il suo pubblico particolarmente vulnerabile.
Il giudice Mannucci Pacini ha respinto questa impostazione: essere follower, scrive in sostanza, non equivale a essere psicologicamente deboli né assimilabili a “fedeli di un santone”.

Lo stesso ragionamento viene esteso alla pubblicità in generale: anche le campagne televisive raggiungono platee sterminate, ma questo non basta a integrare automaticamente l’aggravante.
Senza la “minorata difesa”, il reato contestato non può essere vagliato nel merito e il tribunale è costretto a fermarsi prima di dichiarare colpevolezza o innocenza.

Conseguenze concrete e nuovi standard per influencer e beneficenza

Pur chiudendosi con un proscioglimento, la vicenda non lascia indenni Chiara Ferragni, l’ex collaboratore Fabio Maria Damato e l’imprenditore Francesco Cannillo.
Il giudice sottolinea che «non sono stati assolti» e che le loro condotte «non sono rimaste impunite».

L’Antitrust (Agcm) ha già accertato la pubblicità ingannevole, irrogando sanzioni economiche significative, cui si sommano i risarcimenti alle parti offese e un forte danno reputazionale.
Nelle motivazioni, il tribunale riconosce che i messaggi delle campagne erano “ambigui” e, in alcuni passaggi, suggerivano esplicitamente un nesso causale tra acquisto e donazione.

Questo caso diventa un precedente rilevante per l’ecosistema degli influencer: il confine tra marketing e solidarietà viene tracciato con maggior nettezza.
In futuro, iniziative commerciali legate alla beneficenza dovranno esplicitare in modo trasparente importi, modalità di donazione e limiti, per evitare nuove contestazioni da parte di autorità e consumatori.

FAQ

Chiara Ferragni è stata assolta nel processo sulle campagne benefiche?

No, il tribunale ha dichiarato il proscioglimento tecnico, senza pronunciare un’assoluzione nel merito sulla truffa aggravata contestata.

Cosa significa che è caduta l’aggravante di “minorata difesa”?

Significa che il giudice non ha ritenuto i follower un pubblico psicologicamente debole, impedendo di valutare la truffa aggravata.

Le campagne Ferragni sono state ritenute corrette dalla magistratura?

No, le comunicazioni sono state considerate ambigue e l’Antitrust ha già accertato la natura ingannevole delle campagne promozionali.

Quali effetti avrà la decisione per gli altri influencer?

Avrà effetti rilevanti, imponendo maggiore trasparenza su importi, modalità e limiti delle donazioni legate a operazioni commerciali.

Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?

La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it.

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