Caso Garlasco, l’avvocato Antonio De Rensis difende Stasi e contesta il ruolo della Procura
Indice dei Contenuti:
Nuove indagini sul caso Poggi: la strategia difensiva di Alberto Stasi
Chi: l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi. Dove: in diretta a “Storie Italiane” su Rai1. Quando: 30 aprile 2026. Cosa: commento sugli sviluppi dell’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi e sul possibile impatto delle nuove carte sulla posizione di Stasi. Perché: la difesa punta a dimostrare l’innocenza dell’assistito, prendendo le distanze da ogni richiesta di “nuovi colpevoli” e chiedendo prudenza, rigore probatorio e riconoscimento degli errori investigativi del 2007.
In sintesi:
- La difesa di Alberto Stasi rivendica come obiettivo esclusivo la liberazione di un innocente.
- De Rensis chiede prudenza sulle ipotesi di più partecipanti all’omicidio Poggi.
- Nuove indagini a Pavia considerate accurate e rispettose anche delle garanzie dell’indagato.
- Critiche severe agli errori del 2007 e a chi ancora nega le responsabilità investigative.
Il ruolo della difesa Stasi e le nuove carte dell’inchiesta Poggi
In trasmissione, l’avvocato Antonio De Rensis ha chiarito subito il perimetro dell’azione difensiva: *“la difesa di Stasi ha l’obiettivo di tirare fuori dal carcere un innocente e non mandare in galera altre persone. Quello è il compito della Procura”*.
Una presa di posizione netta contro letture mediatiche concentrate sul “numero dei possibili partecipanti all’omicidio” di Chiara Poggi: per il legale, il punto centrale resta l’affermazione dell’estraneità di Alberto Stasi al delitto.
De Rensis ha definito questa fase “un momento molto importante” della vicenda giudiziaria, richiamando alla necessità di attendere le carte e sottolineando come la Procura di Pavia, guidata dal Procuratore capo, sembri avere “le idee molto chiare”. L’avvocato ha parlato di un lavoro durato oltre un anno, svolto *“senza escludere nulla ma cercando di analizzare, anche a tutela dell’indagato, tutto ciò che si poteva analizzare”*, in contrapposizione a quanto sarebbe accaduto, “in buona fede”, nel 2007, fase iniziale delle indagini.
Elemento centrale del discorso è la rivendicazione della legittimità e profondità delle nuove attività investigative, che secondo la difesa avrebbero superato tentativi iniziali di delegittimazione descritti come “favole e storie prive di fondamento”.
Errori del passato, responsabilità e possibili scenari futuri
Nella parte conclusiva dell’intervento, Antonio De Rensis ha insistito sul tema degli errori investigativi originari, chiedendo maggiore consapevolezza istituzionale: *“Si può sbagliare, e qui di sbagli ce ne sono stati tanti, ma se uno li ammette forse vengono compresi”*.
Il legale ha criticato la “protervia” di chi continua a difendere senza riserve l’indagine dell’epoca, distinguendo tra l’errore fisiologico e la narrazione di *“incontri riservatissimi e favolette”* su procuratore e carabinieri. Per De Rensis, la mancata assunzione di responsabilità impone “qualche domanda in più” sul passato.
In prospettiva, il nodo resta l’eventuale revisione del giudizio su Alberto Stasi. Le nuove acquisizioni istruttorie potrebbero incidere tanto sulla valutazione delle prove quanto sulla percezione pubblica di uno dei casi giudiziari più discussi in Italia, con ricadute sul rapporto tra giustizia, media e opinione pubblica.
FAQ
Qual è oggi l’obiettivo dichiarato della difesa di Alberto Stasi?
L’obiettivo dichiarato è affermare l’innocenza di Alberto Stasi e ottenerne la liberazione, senza indicare nuovi presunti colpevoli, ruolo che spetta esclusivamente alla Procura competente.
Perché l’avvocato De Rensis invita alla prudenza sulle nuove indagini?
L’avvocato invita alla prudenza perché ritiene decisivo attendere le carte ufficiali, evitando speculazioni sui possibili partecipanti all’omicidio e preservando la correttezza del contraddittorio processuale.
Cosa distingue le attuali indagini da quelle avviate nel 2007?
Le indagini attuali, secondo De Rensis, hanno analizzato ogni elemento disponibile per oltre un anno, anche a tutela dell’indagato, mentre nel 2007 sarebbero stati commessi numerosi errori, pur “in buona fede”.
Perché si parla di errori e mancanza di umiltà nelle prime indagini?
Si parla di errori perché, secondo la difesa, furono commesse valutazioni sbagliate. La mancanza di umiltà riguarda chi continua a negarli, alimentando narrazioni considerate favolette su magistrati e carabinieri.
Da quali fonti è stata rielaborata l’analisi su caso Poggi e Stasi?
L’analisi è stata elaborata congiuntamente a partire dalle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



