Cartabianca caos in studio dopo l’insulto ai Sempio, Berlinguer interviene per sedare il gelo
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Delitto di Garlasco, nuovo focus su Sempio e rischio processo mediatico
Nel dibattito sul delitto di Garlasco, il nome di Andrea Sempio torna centrale come possibile responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi. Durante la puntata di È Sempre Cartabianca, in onda su Rete 4 il 12 maggio 2026, giornalisti e opinionisti hanno discusso gli ultimi sviluppi investigativi e mediatici.
Al centro, la nuova perizia Albani sul dna trovato sotto le unghie della vittima, le intercettazioni sulla famiglia Sempio e il rischio di un nuovo “processo mediatico” dopo quello che ha coinvolto Alberto Stasi.
La domanda di fondo resta la stessa: come garantire il rispetto del principio di presunzione d’innocenza quando la pressione dell’opinione pubblica cresce e le prove restano solo indiziarie?
In sintesi:
- La perizia Albani ridimensiona il valore del dna di Andrea Sempio.
- Le intercettazioni sui Sempio entrano al centro della discussione mediatica.
- Piero Sansonetti denuncia il ritorno del “processo mediatico”.
- Alessandra Viero richiama alla presunzione d’innocenza e alla prudenza.
La perizia sul dna e il peso delle nuove intercettazioni
In studio, il giornalista Marco Oliva ha contestato la narrativa che indica Andrea Sempio come nuovo “colpevole mediatico”.
Oliva ha ricordato che in origine il dna sotto le unghie di Chiara Poggi era stato presentato come la “pistola fumante”. Con la nuova perizia Albani, però, il profilo genetico è stato declassato a semplice aplotipo, quindi a indizio non univoco: *“non si potrà mai capire né dove né come né quando”* quel materiale biologico sia finito lì.
Secondo Oliva, tolta la centralità del dna, il baricentro del racconto pubblico si sarebbe spostato sulle intercettazioni della famiglia Sempio, descritta – con espressione polemica – come una *“famiglia di ‘cretini’ che si tradiscono in continuazione”*. Un cambio di prospettiva che, avverte il giornalista, rischia di sovraccaricare elementi ancora tutti da vagliare in sede giudiziaria.
Piero Sansonetti ha ribadito la propria storica convinzione sull’innocenza di Alberto Stasi e ha richiamato l’articolo 533 del codice di procedura penale, che consente la condanna solo “oltre ogni ragionevole dubbio”.
Per Sansonetti, anche in questo “secondo processo” d’opinione gli indizi a carico di Sempio restano tali: più numerosi, forse, ma non decisivi. Da qui la denuncia di un nuovo processo mediatico, analogo a quello che anni fa investì Stasi quando, ricorda, alcuni quotidiani pubblicarono addirittura opuscoli in cui veniva descritto come colpevole prima delle sentenze definitive.
Nel confronto è intervenuta anche Alessandra Viero, che ha ammonito: *“Non facciamo a Sempio quello che abbiamo fatto a Stasi”*. Viero riconosce la presenza di “elementi” e “indizi”, ma non di una “prova granitica e regina”, e ricorda che l’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari.
Presunzione d’innocenza e responsabilità dell’informazione
Alessandra Viero ha insistito sulla necessità di distinguere tra tesi accusatoria e verità processuale: la versione della Procura su Andrea Sempio non equivale a una condanna.
La giornalista ha richiamato l’equilibrio tra accusa e difesa nel nostro ordinamento e la centralità della presunzione d’innocenza, sottolineando come Sempio appaia già “condannato dal tribunale dei social”.
La discussione a È Sempre Cartabianca riapre così un tema cruciale per cronaca giudiziaria e piattaforme digitali: l’impatto di titoli, talk show e commenti online sui diritti degli indagati. Un tema che, nel caso Garlasco, potrebbe influenzare non solo la percezione pubblica, ma anche il clima attorno alle prossime decisioni della magistratura.
FAQ
Chi è Andrea Sempio nel caso delitto di Garlasco?
Andrea Sempio è un conoscente di Chiara Poggi, oggi indagato nell’inchiesta riaperta sull’omicidio avvenuto a Garlasco nel 2007.
Cosa ha stabilito la perizia Albani sul dna di Sempio?
La perizia Albani ha ridimensionato il dna di Sempio a semplice aplotipo, qualificandolo come indizio non univoco, privo di piena certezza probatoria.
Perché si parla di nuovo “processo mediatico” sul caso Garlasco?
Si parla di processo mediatico perché tv, giornali e social discutono colpevoli e responsabilità prima di sentenze definitive, influenzando l’opinione pubblica.
Qual è il ruolo dell’articolo 533 nel dibattito su Sempio?
L’articolo 533 impone la condanna solo oltre ogni ragionevole dubbio, richiamato per ricordare che gli elementi su Sempio restano indiziari.
Da quali fonti è stata elaborata questa ricostruzione giornalistica?
Questa ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



