Cane Chico porta la fiaccola alle Olimpiadi Milano Cortina, svolta storica per il mondo animale
Indice dei Contenuti:
Profilo di chico e il suo ruolo storico
Chico, maltipoo dall’inconfondibile look “biondo cotonato”, diventa il primo tedoforo a quattro zampe nella storia delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, con una frazione di staffetta in zona Piacenza. Star dei social e protagonista di video virali, è noto per il linguaggio ironico e riconoscibile, tra “relass”, “pussette” e “cicolata”, che ne hanno costruito una forte identità pop.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Accanto a lui ci sarà Francesco Taverna, compagno di avventure e “pollice opponibile” designato per gestire la torcia durante il passaggio ufficiale. La coppia, seguitissima su Instagram, porta in strada un progetto narrativo nato meno di tre anni fa e cresciuto come un cartone animato quotidiano tra gag, disciplina e autoironia.
Il debutto di Chico come tedoforo segna una svolta formalmente inedita nel protocollo della staffetta: un cane che, con il supporto del suo handler, partecipa a un rito identitario dei Giochi. L’attenzione mediatica è alta e Taverna promette di “non rubargli la scena”, lasciando al quattro zampe il ruolo da protagonista nel passaggio più simbolico del percorso.
Preparazione e allenamenti in vista della staffetta
Il percorso verso la staffetta è stato pianificato con metodo: Chico ha alternato uscite su pista e lavoro indoor per abituarsi a ritmo, folla e rumore. Focus su resistenza breve, cambi di direzione e gestione dello stimolo visivo della fiamma, sempre in sinergia con Francesco Taverna.
Il cane ha svolto sessioni progressive su tratti rettilinei in condizioni meteo variabili, replicando la nebbia tipica della zona di Piacenza. Taverna ha curato la parte di handling: presa, passaggio e sicurezza del supporto della torcia, con drill ripetuti per coordinare velocità e postura del binomio.
Nei video diffusi su Instagram, Chico veste i panni di “coach” con cuffia stile Mickey, impostando circuiti metabolici: corsa a intervalli, recuperi brevi e potenziamento in palestra per l’umano, funzionali a mantenere il ritmo senza strappare.
La routine ha incluso desensibilizzazione a pubblico e camere, introducendo progressivamente operatori e dispositivi. Obiettivo: ridurre l’iperarousal del “mattomissile” e garantire un passaggio fluido.
Per la sicurezza, prove con imbracatura e supporto dedicato alla torcia: Taverna funge da “pollice opponibile”, mentre Chico resta davanti a dettare l’andatura, preservando focus e comfort. Il set-up riprodurrà il giorno della staffetta, con ingresso in corsa controllata e uscita in accompagnamento.
Significato simbolico e messaggio per il mondo animale
Chico porta in scena un messaggio che travalica l’exploit mediatico: la presenza di un cane nella staffetta della fiamma olimpica sposta il baricentro del racconto sportivo verso l’inclusione interspecifica. L’atto, sostenuto dall’handling di Francesco Taverna, afferma che la rappresentazione della “vita” non è esclusiva dell’umano, ma appartiene a ogni essere vivente con pari dignità.
Il dispositivo simbolico è chiaro: un rito identitario dei Giochi accoglie un soggetto non umano senza snaturare il protocollo, evidenziando come la tecnologia (supporto, presa, sicurezza) possa abilitare partecipazioni nuove.
In quest’ottica, il binomio cane‑conduttore diventa figura unitaria della staffetta: il protagonista resta Chico, mentre l’umano agisce da “pollice opponibile”, rinunciando alla centralità scenica per esaltare la finalità etica dell’evento.
L’impatto sul pubblico digitale è parte del messaggio: la narrazione nata su Instagram si traduce nello spazio pubblico, proponendo una cultura della convivenza e della responsabilità verso gli animali. Non è intrattenimento fine a sé stesso, ma una leva di consapevolezza: mostrare che inclusione e tutela possono coesistere con lo spettacolo.
Il passaggio a Piacenza diventa così una prova di fattibilità replicabile: se il contesto protegge benessere e sicurezza, il palcoscenico olimpico può farsi catalizzatore di prassi rispettose, senza sconti su regole e standard. È la cornice in cui “mattomissile” e rigore operativo si incontrano per parlare a platee globali.
FAQ
- Perché la partecipazione di Chico è considerata simbolica? Perché introduce un soggetto non umano in un rito olimpico, promuovendo la pari dignità degli esseri viventi.
- Qual è il ruolo di Francesco Taverna durante la staffetta? Fornire supporto tecnico come “pollice opponibile”, garantendo presa e sicurezza della torcia senza oscurare il cane.
- Quale messaggio viene veicolato al pubblico? Inclusione, responsabilità verso gli animali e possibilità di partecipazioni non umane nel rispetto di protocolli e sicurezza.
- In che modo i social incidono sul significato? Trasformano una narrazione virale in azione pubblica, amplificando educazione e consapevolezza.
- Perché Piacenza è centrale in questo passaggio? È il tratto assegnato per la staffetta, cornice concreta della prima prova sul campo.
- La sicurezza compromette il simbolo? No, lo rafforza: l’abilitazione tecnica dimostra che l’inclusione può essere rigorosa e replicabile.
- Qual è la fonte giornalistica citata in merito alle dichiarazioni? Le dichiarazioni di Taverna sono riportate dal Corriere secondo l’articolo di riferimento.




