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Legno-Arredo italiano, 2025 in lieve crescita tra fragilità geopolitiche e nuovi mercati
La filiera italiana del Legno-Arredo chiude il 2025 con un fatturato alla produzione di oltre 52,2 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% rispetto al 2024.
In un contesto internazionale instabile, il comparto – che conta più di 62.000 imprese e 292.000 addetti – consolida il proprio peso nell’industria manifatturiera nazionale, contribuendo per il 2,3% al Pil.
La crescita arriva soprattutto dal mercato interno, vicino ai 33 miliardi (+2%), mentre l’export, a quota 19,3 miliardi, rallenta nei mercati storici ma tiene complessivamente (+0,4%).
In sintesi:
- Fatturato filiera Legno-Arredo 2025: 52,2 miliardi di euro, +1,4% sul 2024
- Mercato interno quasi 33 miliardi di euro, export 19,3 miliardi sostanzialmente stabile
- Stati Uniti e Francia rallentano, crescono Emirati Arabi, Africa e Canada
- Crisi energetica e geopolitica pesano su costi, rotte e competitività internazionale
La fotografia 2025: mercati interni solidi, export in riassestamento
Secondo i Consuntivi del Centro Studi FederlegnoArredo, la filiera rappresenta il 4,3% del fatturato manifatturiero italiano, il 14,5% delle imprese e il 7,6% degli addetti.
Il presidente Claudio Feltrin parla di “ritorno alla crescita” ma lo definisce un equilibrio “fragile e momentaneo”, condizionato da un quadro economico e geopolitico in rapido mutamento che rende “vana ogni previsione di lungo periodo”.
Il mercato interno regge meglio del previsto allo stop progressivo degli incentivi edilizi, mentre l’export rallenta nei mercati tradizionali: Stati Uniti (2 miliardi, -3,9%) e Francia (2,9 miliardi, -1,5%) pesano sull’area nordamericana, dove gli Usa valgono il 75% dell’export di filiera.
Sull’energia, Feltrin osserva che, dopo le ultime aperture diplomatiche, *“il petrolio è sceso di un 15%”*, auspicando che *“questi 15 giorni portino un po’ di sale in zucca”* alle parti in conflitto per arrivare alla pace.
Energia e logistica restano il nodo: *“Il costo dell’energia incide sui trasporti e le difficoltà di navigazione hanno allungato le rotte per l’oltreoceano”*.
Gli aumenti si vedono già nei pannelli, ma gli effetti completi della crisi internazionale arriveranno a valle con ritardo lungo tutta la filiera.
Feltrin richiama il ruolo dell’Europa: il business “ha bisogno di tranquillità” e Bruxelles deve difendere il mercato europeo, avendo *“il physique du role per sostenere il confronto con l’America e con tutte le altre forze in campo”*.
Export, geografie che cambiano e ruolo strategico del Salone del Mobile
L’Europa resta il primo sbocco per l’export Legno-Arredo: oltre il 66% del totale.
La Francia rimane prima nella Top Ten ma in leggera flessione; la Germania (1,9 miliardi) chiude il 2025 a +2% grazie alla ripresa nella seconda parte dell’anno.
La Spagna cresce a 864 milioni (+1,7%) e supera la Svizzera (860 milioni), mentre il Regno Unito (1,3 miliardi) segna +3,7%.
Fuori dall’Ue, gli Emirati Arabi Uniti (497 milioni, +5,8%) sorpassano la Cina (465 milioni, -5,9%) in settima posizione; chiudono la Top Ten Austria (+0,2%) e Paesi Bassi (+7,1%).
Feltrin sottolinea che l’export “tiene” cambiando però geografia: rallentano Francia e Stati Uniti, mentre crescono Africa (+13,8%), Emirati Arabi (+5,8%) e Canada (+6,9%).
Un segnale critico arriva dai mobili negli Usa: a gennaio 2026 l’export cala del 28,5% su gennaio 2024, mentre l’Ue aumenta le importazioni dalla Cina dell’1,3% e riduce quelle dagli altri Paesi extra Ue (-1,6%).
Per Feltrin serve accelerare sulla diversificazione dei mercati, con politiche industriali e di sostegno all’export per mantenere il contributo del design Made in Italy alla bilancia commerciale.
In questo quadro, il Salone del Mobile di aprile assume un ruolo chiave: *“È il luogo in cui, con il minimo sforzo, si ottiene il massimo risultato nel confronto diretto con il mercato. Non esiste alternativa fisica, digitale o showroom con la stessa potenza”*.
Nell’area mediorientale interessata dalla guerra, la regione vale il 7% dell’export di filiera e a fine 2025 segna -1,5% complessivo: Emirati Arabi Uniti e Israele crescono, ma non compensano il crollo dell’Arabia Saudita (-19,7%). Escluso Riad, l’area mostra comunque un incremento del 3,3%.
Il macrosistema Arredamento chiude il 2025 con 27,7 miliardi di fatturato (+0,9%): il mercato italiano vale 13,5 miliardi (+2,7%), mentre l’export, a 14,2 miliardi, cala leggermente (-0,8%), frenato soprattutto da Stati Uniti e Francia.
La Francia, prima destinazione, segna -1,6%; gli Stati Uniti, secondo mercato e primo extraeuropeo, scendono del 4,9% (83 milioni in meno).
Germania stabile (-0,1%), Regno Unito in crescita (+1,7%). Il saldo commerciale sfiora comunque 9 miliardi, confermando il ruolo strategico dell’arredo per l’export italiano.
Le imprese dell’arredamento superano le 20.200 unità, con oltre 138.500 addetti.
Il sistema Arredobagno cresce del 2,1% a quasi 4,3 miliardi, sostenuto da mercato interno (+2%) ed export (+2,2%), trainato dalla domanda europea e da una Germania in forte espansione.
Le Cucine superano i 3 miliardi (+1,5%): cresce solo il mercato italiano (+5%), mentre l’export cala (-5%) per il rallentamento di Francia e Stati Uniti.
Il macrosistema Legno (incluso Commercio Legno) raggiunge 24,5 miliardi (+1,9%), con una dinamica spinta più dai prezzi che dai volumi, segnalando una domanda debole.
L’export del Legno cresce del 3,6%, ma l’aumento delle importazioni (+13,6%) comprime i margini competitivi.
La tenuta del mercato interno, pur senza più il supporto pieno dei bonus edilizi, resta il principale fattore di stabilità.
Le prossime sfide: energia, logistica e nuova mappa dei mercati
La combinazione tra tensioni geopolitiche, volatilità energetica e riorganizzazione delle rotte marittime impone alla filiera Legno-Arredo di rivedere strategie e catene di fornitura.
La riduzione del prezzo del petrolio dopo le recenti aperture diplomatiche può offrire un sollievo temporaneo, ma non elimina il rischio di nuove fiammate sui costi di trasporto.
In prospettiva, le imprese dovranno lavorare su efficienza energetica, presidio dei mercati emergenti e integrazione tra fiere fisiche e canali digitali, sfruttando piattaforme come il Salone del Mobile per consolidare relazioni e ordini internazionali.
FAQ
Quanto vale il fatturato della filiera Legno-Arredo nel 2025?
Nel 2025 la filiera Legno-Arredo italiana registra un fatturato alla produzione di oltre 52,2 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% rispetto al 2024.
Quanto pesa il mercato interno rispetto all’export Legno-Arredo?
Nel 2025 il mercato interno sfiora i 33 miliardi di euro (+2%), mentre l’export supera i 19,3 miliardi, risultando sostanzialmente stabile (+0,4%).
Quali sono i principali Paesi di destinazione dell’export Arredo?
Nel 2025 i primi mercati sono Francia, Stati Uniti, Germania e Regno Unito; crescono in modo significativo Emirati Arabi Uniti, Spagna, Paesi Bassi e Canada.
Qual è l’andamento del settore Arredobagno e Cucine nel 2025?
Nel 2025 l’Arredobagno cresce del 2,1% a quasi 4,3 miliardi, mentre le Cucine superano i 3 miliardi con un incremento dell’1,5%.
Da quali fonti sono state ricavate le informazioni sull’andamento del settore?
Le informazioni derivano effettivamente da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

