Brigitte Bardot, eredità contesa: marito e figlio sfidano il testamento in una guerra senza esclusione di colpi

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Battaglia legale sull’eredità
Brigitte Bardot, morta il 28 dicembre a 91 anni, ha lasciato la parte preponderante del patrimonio alla Fondazione Brigitte Bardot per la tutela degli animali. La scelta ha innescato un doppio contenzioso: il figlio Nicolas-Jacques Charrier e l’ultimo marito Bernard d’Ormale hanno avviato due azioni giudiziarie separate per contestare il testamento.
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La sepoltura è avvenuta nel cimitero marino di Saint-Tropez, nella tomba di famiglia, mentre si definiscono le strategie legali. Secondo quanto riportato dal Messaggero, la contestazione verte sulla ripartizione dell’eredità stimata in oltre 69 milioni di euro e sulla prevalenza della volontà filantropica rispetto ai diritti dei legittimari.
Il ricorso del figlio punta a rideterminare la quota a lui spettante, mentre quello del coniuge mira a rimettere in discussione criteri considerati penalizzanti in presenza di un erede diretto. I procedimenti, distinti ma intrecciati per effetti patrimoniali, puntano a ricalibrare il lascito destinato alla fondazione.
Patrimonio e destinazioni contestate
Il patrimonio di Brigitte Bardot è stimato in oltre 69 milioni di euro, composto da circa 10 milioni tra titoli di Stato e fondi, diritti d’immagine e immobili di pregio. Al centro del dossier c’è la villa La Madrague in Costa Azzurra, valutata tra 25 e 30 milioni, di cui la nuda proprietà è stata donata nel 1991 alla Fondazione Brigitte Bardot e convertita in rifugio per animali.
La maggioranza dell’asse è stata destinata alla fondazione, scelta che riduce l’impatto delle quote familiari e che ora viene contestata in giudizio. Al figlio Nicolas-Jacques Charrier sarebbe stato riservato il 15% dell’asse complessivo, mentre al coniuge Bernard d’Ormale una porzione minoritaria, pur in assenza di una quota legittima garantita in presenza di un erede diretto.
Le impugnazioni puntano a riesaminare la valorizzazione dei beni e la tracciabilità dei flussi verso l’ente, inclusa la donazione della nuda proprietà della villa. In discussione anche l’incidenza dei diritti d’immagine e la prevalenza del vincolo filantropico rispetto ai diritti successori tutelati dalla legge francese.
Quote legittime e nodi di diritto francese
Nel sistema successorio francese, con un solo figlio, la quota di riserva è pari al 50% dell’asse, mentre la restante metà costituisce la quota disponibile destinabile liberamente, anche a una fondazione. L’assegnazione del 15% al figlio Nicolas-Jacques Charrier appare quindi inferiore alla riserva legale e diventa il fulcro dell’impugnazione per la riduzione delle disposizioni eccedenti.
Le donazioni pregresse, come la nuda proprietà di La Madrague trasferita nel 1991 alla Fondazione Brigitte Bardot, sono soggette a collazione e riunione fittizia per calcolare la legittima, con possibile riqualificazione degli atti se ritenuti lesivi. In questo quadro, contano valori attuali, frutti civili e diritti d’immagine.
Per il coniuge Bernard d’Ormale, in presenza di un figlio, non opera una quota di riserva: l’azione verte sull’equità delle disposizioni e sulla verifica della corretta determinazione dell’asse e della disponibile. Le domande possono includere perizia dei beni, ricalcolo della massa di commisurazione e riduzione delle liberalità a favore dell’ente beneficiario.
FAQ
- Qual è la quota di legittima per un unico figlio in Francia?
Il 50% dell’asse ereditario costituisce la riserva spettante al figlio unico. - La fondazione può ricevere più della quota disponibile?
Sì, ma gli eredi legittimari possono chiedere la riduzione delle disposizioni che eccedono la disponibile. - Le donazioni ante mortem rientrano nel calcolo della legittima?
Sì, tramite riunione fittizia e collazione si ricostruisce la massa da cui calcolare le quote. - Il coniuge ha una quota di riserva con un figlio?
No, in presenza di un erede diretto il coniuge non ha riserva, salvo diritti previsti dal regime patrimoniale. - I diritti d’immagine incidono sull’asse?
Sì, concorrono alla valorizzazione del patrimonio e alla determinazione delle quote. - Cosa può decidere il giudice sull’impugnazione?
Può ordinare perizie, ricalcolare l’asse e ridurre le liberalità che ledono la legittima.




