Bibbiano, scontro aperto tra Procura e giudici: il caso dei bambini allontanati resta irrisolto
Indice dei Contenuti:
Scontro tra magistrati riaccende il caso Bibbiano Angeli e demoni
Chi: i magistrati Valentina Salvi e Cristina Beretti, protagoniste del nuovo scontro sul caso Bibbiano.
Cosa: dura polemica sulle motivazioni assolutorie della sentenza di luglio 2025 nel procedimento “Angeli e demoni”.
Dove: presso il Tribunale di Reggio Emilia, competente sugli affidi nella Val d’Enza.
Quando: dopo la sentenza di primo grado che ha smontato l’impianto accusatorio iniziale, con sviluppi esplosi dal 1° aprile 2026.
Perché: divergenze radicali sulla valutazione delle prove e sul ruolo del giudice rispetto alle indagini della Procura, con riflessi sul dibattito nazionale su giustizia e affidi.
In sintesi:
- La sentenza 2025 sul caso Bibbiano ha assolto la maggior parte degli imputati principali.
- La pm Salvi accusa i giudici di ricerca “ossessiva” di ragioni assolutorie.
- La presidente Beretti replica denunciando una delegittimazione del Tribunale di Reggio Emilia.
- Restano gravi interrogativi su servizi sociali, affidi e responsabilità istituzionali future.
Sentenza, polemica tra toghe e interrogativi ancora aperti
L’inchiesta “Angeli e demoni”, esplosa nel 2019 sui presunti affidi illeciti nella Val d’Enza, aveva scosso l’Italia, polarizzando il dibattito politico e mediatico. Arresti, manifestazioni e scontro frontale tra centrodestra e centrosinistra avevano trasformato Bibbiano in un caso-simbolo sugli abusi nel sistema degli affidi.
La sentenza di primo grado del luglio 2025 ha però demolito le accuse principali: 11 assoluzioni, tra cui l’ex sindaco Andrea Carletti, imputato per abuso d’ufficio, e solo tre condanne lievi per reati minori. Lo psicoterapeuta torinese Claudio Foti, inizialmente figura centrale, è stato infine assolto in via definitiva in Cassazione.
Nonostante ciò, rimangono 17 imputati nel procedimento ordinario e, come ricordato anche da quotidiani come Avvenire, “interrogativi pesantissimi” sull’operato dei servizi sociali e sui ruoli del Tribunale per i minorenni negli allontanamenti dalle famiglie. La vicenda giudiziaria appare quindi tutt’altro che chiusa, mentre sullo sfondo resta l’impatto umano delle decisioni sugli affidi.
La sfida tra Procura e Tribunale e i possibili effetti futuri
La nuova fase si apre con l’atto di fuoco della pm Valentina Salvi: nelle sue osservazioni del 1° aprile, definisce l’impianto della sentenza “guidato da una spasmodica e quasi ossessiva ricerca di ragioni assolutorie”, sostenendo che il quadro probatorio fosse “chiarissimo” quanto a responsabilità penale.
La replica della presidente del Tribunale di Reggio Emilia, Cristina Beretti, è altrettanto netta: la magistrata denuncia il rischio di “delegittimare il nostro lavoro” e rivendica che il Tribunale non persegua “assoluzioni né condanne ad ogni costo”. A suo avviso, la critica alla decisione non può trasformarsi in una messa in discussione dell’istituzione che l’ha pronunciata.
Lo scontro, giudicato da molti osservatori non solo tecnico ma anche ideologico e personale, alimenta il dibattito nazionale su separazione delle carriere, indipendenza del giudice e qualità delle indagini. Sul piano concreto, può incidere sui prossimi gradi di giudizio e sulle riforme dei servizi sociali e della giustizia minorile.
FAQ
Cosa prevedeva inizialmente l’inchiesta Angeli e demoni a Bibbiano?
L’inchiesta ipotizzava un sistema illecito di affidi nella Val d’Enza, con presunte manipolazioni di minori, abusi d’ufficio e gravi irregolarità nei servizi sociali.
Qual è l’esito della sentenza di primo grado del 2025?
La sentenza ha assolto 11 imputati, tra cui Andrea Carletti, infliggendo solo tre condanne lievi per reati minori, ridimensionando l’impianto accusatorio originario.
Perché la pm Valentina Salvi contesta così duramente la sentenza?
La pm ritiene “intrinsecamente debole” la motivazione assolutoria, sostiene la chiarezza del quadro probatorio e denuncia una ricerca “ossessiva” di ragioni per assolvere gli imputati.
Quali interrogativi restano aperti sui servizi sociali della Val d’Enza?
Restano dubbi su procedure di allontanamento, valutazione delle famiglie, controlli sul lavoro degli operatori e sulla vigilanza esercitata dai tribunali minorili competenti.
Quali sono le fonti originali utilizzate per questo approfondimento giornalistico?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.

