Autista di autobus aggredita dopo aver interrotto rapporto sessuale tra passeggeri sul mezzo pubblico
Indice dei Contenuti:
Autista Amt aggredita al capolinea di via Rimassa a Genova
Una autista 43enne di Amt Genova è stata aggredita al capolinea di via Rimassa, nel quartiere della Foce, nel tardo pomeriggio di ieri. La donna aveva appena richiamato due passeggeri, entrambi uomini, sorpresi mentre consumavano un rapporto sessuale orale a bordo. Alla richiesta di smettere, uno dei due l’ha schiaffeggiata e ha dato in escandescenza, costringendo a interrompere temporaneamente il servizio. Sul posto è intervenuta la polizia, che ha denunciato un 25enne per resistenza, lesioni e interruzione di pubblico servizio. L’autista è stata soccorsa dalla Croce Bianca e trasportata in ospedale in codice verde. L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza del trasporto pubblico a Genova e sulle tutele per il personale di guida.
In sintesi:
- Autista 43enne Amt aggredita al capolinea di via Rimassa a Genova.
- Lite nata dopo il richiamo a due passeggeri sorpresi in atto sessuale orale.
- Un 25enne denunciato per resistenza, lesioni e interruzione di pubblico servizio.
- Sindacato Ugl denuncia situazione “insostenibile” e chiede intervento in prefettura.
Dinamica dell’aggressione e intervento delle forze dell’ordine
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due uomini si trovavano a bordo del mezzo Amt fermo al capolinea di via Rimassa quando hanno iniziato un atto sessuale. L’autista, nel rispetto delle norme di decoro e della sicurezza dei passeggeri, li ha richiamati con fermezza.
A quel punto uno dei due ha reagito con violenza, schiaffeggiando la conducente e creando tensione tra gli utenti presenti. La centrale operativa ha allertato immediatamente le forze dell’ordine e i soccorsi sanitari.
Gli agenti di polizia, giunti sul posto, hanno fermato l’aggressore, un 25enne, accompagnandolo in questura per l’identificazione. Il giovane è stato denunciato in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e interruzione di pubblico servizio. L’autista, affidata alla Croce Bianca, è stata trasportata in ospedale in condizioni non gravi, con codice verde.
Sicurezza sui bus genovesi e reazioni sindacali
Due ore dopo l’episodio, il 25enne sarebbe ricomparso al capolinea di via Rimassa, come riporta Genova Today, alimentando ulteriore preoccupazione tra lavoratori e passeggeri.
Il segretario Ugl, Roberto Piccardo, ha denunciato una situazione di degrado e insicurezza persistente: «Qui la situazione è insostenibile, servono risposte, per questo andiamo in prefettura con istituzioni e Amt». Il sindacato chiede un rafforzamento delle misure di prevenzione, maggiore presenza delle forze dell’ordine ai capolinea strategici e protocolli più stringenti per la tutela del personale front line.
L’episodio potrebbe accelerare tavoli tecnici tra prefettura, Comune di Genova e vertici Amt per introdurre telecamere aggiuntive, pulsanti di allarme più efficaci e campagne di sensibilizzazione rivolte all’utenza, con l’obiettivo di ridurre aggressioni e comportamenti molesti a bordo.
FAQ
Cosa è accaduto all’autista Amt di Genova a via Rimassa?
È stata aggredita da un passeggero dopo avere richiamato due uomini sorpresi in un atto sessuale orale a bordo.
In che condizioni di salute si trova l’autista aggredita?
L’autista è stata soccorsa dalla Croce Bianca e trasferita in ospedale in codice verde, con ferite giudicate non gravi.
Per quali reati è stato denunciato il giovane coinvolto?
Il 25enne è stato denunciato in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e interruzione di pubblico servizio.
Quali richieste avanzano i sindacati dopo l’aggressione?
I sindacati, in particolare Ugl, chiedono più sicurezza ai capolinea, presenza costante delle forze dell’ordine e protocolli di tutela per gli autisti.
Da quali fonti è stata elaborata la notizia sull’aggressione?
La notizia è stata elaborata congiuntamente a partire da contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

