Andrea Kimi Antonelli emozionato dalla dedica di Jannik Sinner dopo il trionfo in Cina e loda Mercedes
Andrea Kimi Antonelli, dopo Shanghai Suzuka diventa il nuovo esame mondiale
A soli 19 anni, il rookie Andrea Kimi Antonelli arriva a Suzuka reduce dalla prima vittoria in Formula 1, conquistata nel Gran Premio di Cina a Shanghai con la Mercedes W17. Il successo del 26 marzo 2026 ha acceso l’attenzione del paddock e dello sport italiano, con messaggi di congratulazioni da campioni come Jannik Sinner, Valentino Rossi e persino dal campione del mondo Max Verstappen.
Ora, però, la priorità di Antonelli è difendere la credibilità tecnica e mentale costruita in questo avvio di stagione, chiarendo anche le polemiche sull’ala anteriore della W17.
Il perché è chiaro: Suzuka è una pista “università” per la F1 e rappresenta per Kimi il banco di prova decisivo per confermare la candidatura al titolo mondiale contro il compagno di squadra George Russell e il resto della concorrenza.
In sintesi:
- Prima vittoria in F1 a Shanghai, Antonelli rompe il ghiaccio con la Mercedes W17.
- Messaggi da Sinner, Valentino Rossi, Vasco Rossi e rispetto pubblico di Max Verstappen.
- Polemiche tecniche: ala anteriore W17, malfunzionamento senza vantaggi prestazionali.
- Suzuka vista come esame mondiale contro George Russell e per il titolo piloti.
Dal trionfo di Shanghai alla gestione della pressione in Mercedes
Il primo approdo sul gradino più alto del podio in F1 non si scorda mai. Ma per Andrea Kimi Antonelli la vittoria in Cina è soprattutto un punto di partenza. Da Suzuka il bolognese parla di svolta mentale: *“Con questo risultato ho rotto il ghiaccio. Ha rafforzato la consapevolezza del mio potenziale e degli obiettivi che posso raggiungere”*.
Si è tolto un peso, ammette, ma le aspettative interne alla Mercedes sono altissime.
In un incontro con la stampa italiana selezionata, compreso Automoto, Antonelli riavvolge il nastro degli ultimi giri a Shanghai: *“Nel mio ultimo giro mi sono venuti in mente tanti ricordi: i kart, le gare viste in TV, la mia prima volta da grid boy. La vittoria l’ho dedicata alla mia famiglia e alla Mercedes, che si è presa un rischio con me nel 2018”*.
La vittoria ha avuto un’eco mediatica trasversale: da Valentino Rossi a Vasco Rossi, fino al messaggio più inatteso, quello di Jannik Sinner, che dopo il trionfo a Indian Wells gli ha dedicato il successo. *“Non me lo aspettavo”*, racconta Kimi.
Nel paddock, il riconoscimento più pesante è arrivato da Max Verstappen, che nonostante il weekend complicato in Cina si è complimentato con il giovane rivale. *“Con Max abbiamo un rapporto bellissimo”*, spiega Antonelli, citando anche i messaggi di Lando Norris, Lewis Hamilton e di molti altri piloti.
La celebrazione, però, è durata poco: *“Me la sono goduta, ma non come avrei voluto, visto che martedì ero già al simulatore in Inghilterra per Suzuka”*.
La gestione della pressione passa dalla disciplina quotidiana: *“Ho cercato di non farmi trasportare troppo dal successo in Cina. Devo continuare a lavorare duramente, i risultati non vengono da soli”*. In questo quadro si inserisce il capitolo tecnico più discusso: l’ala anteriore della Mercedes W17, finita sotto la lente per una particolare chiusura in due fasi.
Antonelli chiarisce: *“Non è che volessimo essere dei geni. Si è trattato di un malfunzionamento del sistema, non era voluto e non portava vantaggi. Anzi, era controproducente in frenata, ci metteva tanto a recuperare carico e io e George ne abbiamo sofferto anche in qualifica”*.
Obiettivo mondiale, sfida interna con Russell e test decisivo a Suzuka
A prescindere dall’ala contestata, la Mercedes W17 resta, nelle parole di Antonelli, *“la macchina da battere”*. Il mirino è sul titolo: *“È sempre l’obiettivo, soprattutto quando hai una macchina così competitiva e sei consapevole dell’opportunità che ti è stata data”*.
Il lavoro del team di Brackley su telaio e power unit ha messo Kimi e George Russell in condizione di disporre di una monoposto superiore alla concorrenza. Ma la sfida interna è tutt’altro che banale: *“Non sarà facile battere George, è molto completo, molto forte. Vogliamo vincere, ma vogliamo anche il successo del team nel mondiale Costruttori”*.
Antonelli è anche il simbolo della rinascita italiana in F1, primo pilota azzurro a vincere un Gran Premio dopo vent’anni. Ciò non garantisce, però, un tifo nazionale omogeneo: *“Ci saranno sempre persone che preferiscono tifare la Ferrari e altre che mi supporteranno. È parte del gioco”*.
Le polemiche di Losail e il difficile Qatar 2025 restano lezioni di resilienza: *“È difficile che vada peggio di quello che è successo in Qatar l’anno scorso”*, osserva con lucidità, ricordando quanto sia sottile il confine tra errore e crescita.
Ora tutto converge su Suzuka, circuito considerato una delle “università” della Formula 1. Antonelli non si illude che la prima vittoria renda automatiche le prossime: *“Il fatto che abbia vinto la mia prima gara non implica che sarà più facile ripetersi. Probabilmente riuscirò a guidare meglio la macchina, con maggiore serenità, ma il lavoro dietro sarà lo stesso, se non di più. Arrivare in alto è un conto, restarci un altro”*.
Dal punto di vista tecnico, Suzuka è un esame completo: *“È una pista meravigliosa, vecchio stile, tra le più toste a livello di batteria. Ci sono un sacco di curve veloci e non hai frenate. Nessuno è riuscito a provare al simulatore le modifiche in qualifica apportate dalla FIA”*.
Per un pilota aggressivo e pulito come Antonelli, il giro secco in Giappone sarà un indicatore chiave della sua maturità: *“A livello di guida è uno dei circuiti più divertenti, soprattutto sul giro secco”*. La consapevolezza è chiara: la prima vittoria non si scorda mai, ma saranno le prossime a definire davvero la dimensione del suo profilo mondiale.
FAQ
Quando ha vinto la sua prima gara di Formula 1 Andrea Kimi Antonelli?
La prima vittoria di Andrea Kimi Antonelli in Formula 1 è arrivata nel Gran Premio di Cina 2026, disputato sul circuito di Shanghai.
Che ruolo ha la Mercedes W17 nella corsa al mondiale 2026?
La Mercedes W17 è attualmente considerata la monoposto di riferimento, permettendo ad Antonelli e George Russell di lottare concretamente per titoli Piloti e Costruttori.
L’ala anteriore della Mercedes W17 ha dato vantaggi irregolari?
No, secondo Antonelli si è trattato di un malfunzionamento del sistema: il comportamento a due fasi era controproducente in frenata, senza benefici prestazionali.
Perché Suzuka è considerata un banco di prova per Antonelli?
Suzuka è una pista tecnica, veloce e priva di vere frenate forti: richiede gestione batteria, precisione di guida e massima efficienza aerodinamica, misurando la maturità complessiva del pilota.
Quali sono le fonti originali rielaborate per questo articolo?
Questo contenuto deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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