AGCOM impone controlli rigorosi sull’età per accedere ai siti porno

Obbligo di verifica dell’età per i siti pornografici accessibili dall’Italia
L’azione regolatoria di AGCOM chiude definitivamente la zona grigia sull’accesso ai contenuti pornografici dall’Italia. Ogni sito o piattaforma che diffonde materiale per adulti e risulta raggiungibile dal territorio nazionale deve implementare sistemi di verifica dell’età. Non contano più sede legale, collocazione dei server o bandiera giuridica di riferimento: conta solo la concreta accessibilità dal mercato italiano.
Il nuovo quadro vincola tanto i piccoli operatori quanto i grandi player internazionali di video-sharing, con un impatto diretto su traffico, modelli di business e responsabilità legali.
Il ruolo dell’articolo 13-bis del Decreto Caivano
L’articolo 13-bis del Decreto Caivano rappresenta la base giuridica dell’intervento, trasformando in obbligo ciò che in passato era indicato solo come raccomandazione. Il legislatore ha scelto una struttura graduale: prima i siti con sede in Italia e gli operatori extra UE, poi, dal 1° febbraio 2026, anche le piattaforme radicate in altri Paesi membri. Questo consente all’Autorità di superare il tradizionale alibi della giurisdizione, legando la normativa al criterio dell’accesso effettivo dal territorio italiano.
In termini di policy pubblica, il segnale è netto: la tutela dei minori prevale su eventuali vantaggi competitivi ottenuti eludendo i vincoli nazionali tramite strutture societarie estere.
Dal 12 novembre 2025 al 1° febbraio 2026: le tappe operative
Il calendario di adeguamento fissato da AGCOM è stato pensato per ridurre shock regolatori e dare tempo tecnico agli operatori. Dal 12 novembre 2025 l’obbligo di verifica dell’età è scattato per i siti pornografici con sede in Italia e per quelli con base fuori dall’Unione Europea, spesso più opachi sulla governance dei dati. Dal 1° febbraio 2026 l’estensione ha coinvolto i grandi brand domiciliati in altri Stati UE, incluse le piattaforme di video-sharing che ospitano contenuti user generated ma consentono materiale esplicito.
Ne deriva un sistema omnicomprensivo: qualsiasi contenuto pornografico visibile dall’Italia è assoggettato alle regole italiane, indipendentemente dall’architettura societaria scelta dall’operatore.
Equilibrio tra tutela dei minori e protezione dei dati personali
La partita più delicata riguarda il bilanciamento tra prevenzione dell’accesso dei minori alla pornografia e salvaguardia della privacy degli adulti. AGCOM, di concerto con il Garante per la protezione dei dati personali, ha puntato su soluzioni che minimizzano la raccolta di informazioni identificative. Il principio guida è “efficacia sì, schedatura no”: impedire l’ingresso ai minorenni senza trasformare la navigazione in un processo di identificazione massiva.
Su questo terreno si giocherà gran parte dell’accettabilità sociale e giuridica del nuovo regime.
La delibera 96/25/CONS e i requisiti dei sistemi di verifica
La delibera 96/25/CONS definisce criteri tecnici e giuridici per i sistemi di age verification. Gli strumenti devono essere proporzionati, limitare al minimo i dati trattati e impedire che terze parti costruiscano database sensibili sugli interessi sessuali degli utenti. Vengono valutate con favore soluzioni basate su attestazioni anonime, token crittografici, intermediari fiduciari e verifiche una tantum non riutilizzabili a scopo di profilazione commerciale.
È esclusa, come regola generale, la raccolta indiscriminata di copie di documenti d’identità archiviati sui server dei siti pornografici, considerata eccessiva e ad alto rischio di data breach.
Privacy, tracciamento e responsabilità degli operatori
Gli operatori devono dimostrare di aver effettuato valutazioni d’impatto privacy e di aver adottato misure tecniche idonee a prevenire accessi non autorizzati ai sistemi di verifica. L’uso di identificatori persistenti, cookie invasivi e log dettagliati di navigazione è sotto stretta osservazione del Garante, che può intervenire autonomamente in caso di trattamenti illeciti. Sul fronte comunicazione, i siti devono informare gli utenti in modo chiaro e sintetico sulle modalità di verifica, evitando informative oscure o forzature del consenso marketing.
In prospettiva, l’evoluzione tecnologica dei meccanismi di proof-of-age anonima sarà decisiva per conciliare protezione dei minori e libertà individuali.
Sanzioni, aggiramenti tecnologici e limiti della risposta normativa
Il nuovo impianto prevede strumenti di enforcement severi per chi ignora gli obblighi. L’obiettivo è rendere più costoso violare la norma che adeguarsi, riducendo il vantaggio competitivo di chi continua a offrire contenuti senza filtri. Al tempo stesso, associazioni come Codacons sottolineano che nessuna misura tecnica, da sola, può neutralizzare un ecosistema digitale dove contenuti espliciti circolano su social, app di messaggistica e canali paralleli difficili da presidiare.
Diffida, oscuramento e sanzioni economiche
In caso di violazione accertata, AGCOM invia una diffida formale concedendo venti giorni per adeguarsi. Se, trascorso il termine, la piattaforma resta inadempiente, l’Autorità può ordinare l’oscuramento dall’Italia tramite i provider di connettività, determinando un vero blackout tecnico finché i sistemi richiesti non saranno operativi. A ciò si affiancano procedimenti sanzionatori con multe significative, proporzionate al fatturato e alla gravità dell’infrazione.
Questo modello di enforcement mira a responsabilizzare l’intera filiera, dai proprietari dei contenuti ai soggetti che ne garantiscono la distribuzione sul territorio nazionale.
VPN, social network e limiti dell’efficacia pratica
Codacons evidenzia due criticità strutturali. Da un lato, i minorenni possono aggirare i blocchi ricorrendo a VPN e IP esteri, strumenti ormai di uso comune. Dall’altro, i contenuti sessualmente espliciti circolano su social network, piattaforme come Telegram, gruppi privati e canali semi-pubblici, spesso fuori dal perimetro classico dei siti pornografici. La normativa, pur importante sul piano politico e simbolico, non può sostituire interventi educativi, alfabetizzazione digitale delle famiglie e strategie di prevenzione più ampie.
La protezione effettiva dei minori richiede dunque una combinazione di regole, tecnologia, scuola e responsabilità genitoriale.
FAQ
Chi deve verificare l’età degli utenti in Italia?
Devono verificare l’età tutti i gestori di siti e piattaforme che diffondono contenuti pornografici accessibili dall’Italia, a prescindere da sede legale e collocazione dei server. L’obbligo vale per operatori italiani, extra UE e per i soggetti con base in altri Paesi dell’Unione Europea.
Quali dati possono essere raccolti per la verifica dell’età?
I sistemi devono essere proporzionati e minimizzare i dati. Sono preferiti metodi che non conservano copie di documenti e non creano database sugli interessi sessuali, come attestazioni anonime, token crittografici o verifiche tramite intermediari indipendenti.
Cosa rischia un sito che non si adegua alle regole AGCOM?
In caso di inadempienza, dopo la diffida e il termine di venti giorni, AGCOM può disporre l’oscuramento del sito dall’Italia e avviare procedimenti sanzionatori con multe rilevanti, commisurate alle dimensioni economiche e alla gravità della violazione.
Le VPN rendono inefficaci i blocchi ai siti pornografici?
L’uso di VPN consente di simulare un accesso da Paesi terzi e può ridurre l’efficacia pratica dei blocchi territoriali. Tuttavia, la normativa resta rilevante perché innalza la soglia di difficoltà e responsabilizza i grandi operatori commerciali visibili dall’Italia.
Perché il ruolo di social e app di messaggistica resta critico?
Contenuti espliciti circolano facilmente su social network, app come Telegram e gruppi chiusi, spesso senza filtri efficaci per età. Questi ambienti sfuggono ai modelli pensati per i siti pornografici tradizionali, creando un fronte ancora poco presidiato.
Qual è la principale fonte normativa di riferimento?
La base giuridica centrale è l’articolo 13-bis del Decreto Caivano, integrato dalle linee fissate da AGCOM nella delibera 96/25/CONS e coordinato con gli orientamenti del Garante per la protezione dei dati personali, che definiscono requisiti e limiti dei sistemi di verifica dell’età.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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