Zurigo anti WEF, protesta pacifica esplode in guerriglia urbana tra scontri, tensione altissima e panico sul posto

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Scontri durante la marcia nel centro di Zurigo
La marcia contro il World Economic Forum è partita dalla Stadthausanlage poco prima delle 19, con lo slogan “Trump still not welcome!” e una partecipazione stimata in diverse migliaia di persone. Il corteo ha attraversato il centro di Zurigo, toccando i quartieri 1 e 4, per dirigersi verso Helvetiaplatz, dove una parte dei manifestanti è arrivata attorno alle 20.30.
Durante il percorso, secondo la ricostruzione resa nota dalla polizia cittadina, sono stati accesi ripetutamente petardi, fumogeni e altri fuochi pirotecnici, creando una situazione di forte tensione lungo l’itinerario autorizzato. Alcuni partecipanti hanno imbrattato muri e superfici con scritte e graffiti, trasformando la protesta inizialmente pacifica in un’azione via via più conflittuale.
Il punto di svolta si è registrato quando una parte dei dimostranti, compresi membri del cosiddetto black bloc, si è staccata dal corteo principale dopo la conclusione ufficiale dell’evento. Questo gruppo non ha proseguito verso Helvetiaplatz, ma ha dato vita a un raduno non autorizzato nella zona tra Militärstrasse e Kasernenstrasse, erigendo blocchi stradali e ostacolando la circolazione, preludio agli scontri successivi con le forze dell’ordine.
Danni a negozi, infrastrutture e spazi pubblici
Lungo il percorso del corteo nel centro di Zurigo, i disordini hanno provocato un’estesa scia di danni materiali, ancora in fase di quantificazione da parte delle autorità. Secondo la ricostura fornita dalla polizia cittadina, diverse vetrine sono state distrutte, in particolare all’angolo tra Bahnhofstrasse e Uraniastrasse, dove alcuni gruppi hanno preso di mira facciate commerciali con lancio di oggetti e vernice.
Numerosi edifici sono stati imbrattati con scritte e simboli, mentre lungo il tragitto sono comparsi graffiti e segni di danneggiamenti su muri e serrande. Anche le infrastrutture di trasporto pubblico sono state colpite: sono stati segnalati vetri infranti a una fermata del tram e lesioni minori ad altri elementi urbani, quali pensiline e arredi stradali.
Nel corso della serata sono state erette barricate improvvisate con materiale di fortuna, che hanno ostacolato la circolazione e reso necessario l’intervento dei servizi tecnici comunali per il ripristino. In più punti sono stati incendiati cassonetti e contenitori dei rifiuti, costringendo il corpo professionale dei vigili del fuoco di Schutz & Rettung Zürich a intervenire per domare i focolai e mettere in sicurezza le aree interessate, mentre il bilancio complessivo dei costi resta al momento indefinito.
Intervento della polizia e bilancio finale
La situazione è degenerata nella fase conclusiva della protesta quando, dopo la fine ufficiale del corteo, un gruppo di manifestanti ha proseguito con un presidio non autorizzato nella zona tra Militärstrasse e Kasernenstrasse. In un primo momento il blocco stradale è stato tollerato, ma l’inasprimento del clima ha indotto la polizia di Zurigo a intervenire con mezzi di dispersione.
Poco dopo le 21.30 è stato impiegato un cannone ad acqua per sciogliere l’assembramento, misura che ha dato il via a un’escalation di confronti diretti con alcuni gruppi radicalizzati. Diversi agenti sono stati bersagliati con sassi e fuochi d’artificio, costringendo le forze dell’ordine a rispondere con l’uso mirato di sostanze irritanti e proiettili di gomma, nel tentativo di ristabilire il controllo dell’area e prevenire ulteriori danni.
Secondo il rapporto diffuso dalle autorità, due poliziotti sono stati colpiti da pietre ma non hanno riportato ferite serie, mentre non risultano al momento segnalazioni ufficiali di manifestanti feriti. Il corteo residuo si è progressivamente disperso e gli ultimi gruppi si sono sciolti poco prima delle 23. La manifestazione era stata convocata dal movimento di sinistra “Bewegung für den Sozialismus”, con l’obiettivo dichiarato di contestare la presenza del presidente statunitense Donald Trump al World Economic Forum di Davos.
FAQ
D: Dove si è svolta la manifestazione anti-WEF?
R: La protesta si è svolta a Zurigo, con partenza dalla Stadthausanlage e passaggio attraverso i quartieri centrali fino a Helvetiaplatz.
D: Qual era il principale slogan del corteo?
R: Lo slogan dominante era “Trump still not welcome!”, riferito alla presenza di Donald Trump al World Economic Forum di Davos.
D: Chi ha organizzato la manifestazione?
R: L’iniziativa è stata lanciata dall’organizzazione di sinistra “Bewegung für den Sozialismus”.
D: In che modo la manifestazione è degenerata in scontri?
R: Dopo la conclusione del corteo autorizzato, un gruppo di partecipanti, inclusi membri del black bloc, ha dato vita a un raduno non autorizzato con blocchi stradali e azioni violente.
D: Quali mezzi ha utilizzato la polizia per disperdere i manifestanti?
R: Le forze dell’ordine hanno impiegato un cannone ad acqua, sostanze irritanti e proiettili di gomma per sciogliere i blocchi e contenere i disordini.
D: Si registrano feriti tra polizia e manifestanti?
R: Due agenti sono stati colpiti da pietre ma non hanno riportato lesioni gravi; non risultano segnalazioni ufficiali di feriti tra i dimostranti.
D: Qual è la fonte giornalistica delle informazioni sull’evento?
R: I dati riportati derivano da comunicazioni ufficiali della polizia di Zurigo e da una nota dell’agenzia Keystone-SDA, ripresa dalla stampa svizzera.




