xAI perde in tribunale contro OpenAI sulla disputa segreti commerciali

Perché il giudice USA ha archiviato la causa di xAI contro OpenAI
Il – negli Stati Uniti, davanti alla Corte distrettuale federale della California – la causa di xAI contro OpenAI per presunto furto di segreti industriali è stata sostanzialmente archiviata.
La giudice Rita F. Lin ha accolto l’istanza di rigetto di OpenAI, rilevando che l’esposto di xAI non indica condotte illecite dirette della società guidata da Sam Altman, ma solo comportamenti attribuiti a otto ex dipendenti di xAI passati successivamente a OpenAI.
La decisione non chiude però definitivamente il contenzioso: xAI potrà presentare un nuovo esposto corretto entro il 17 marzo 2026, in un quadro di scontro legale già molto acceso tra Elon Musk, OpenAI e Microsoft.
In sintesi:
- La giudice federale Rita F. Lin accoglie la richiesta di rigetto di OpenAI.
- xAI non prova un diretto coinvolgimento di OpenAI nel presunto furto di segreti industriali.
- La causa non è chiusa: xAI può modificare l’esposto entro il 17 marzo 2026.
- Lo scontro si inserisce nel braccio di ferro legale tra Elon Musk, OpenAI e Microsoft.
I motivi della decisione del giudice e il ruolo degli ex dipendenti
Nell’ordinanza, la giudice Rita F. Lin sottolinea che il ricorso di xAI “non indica alcuna condotta di OpenAI” ma si limita a descrivere presunti illeciti di otto ex dipendenti che “lasciarono xAI per OpenAI più o meno nello stesso periodo”.
Secondo l’esposto, due ex dipendenti avrebbero copiato codice sorgente di xAI mentre erano già in contatto con un recruiter di OpenAI; tuttavia, la società di Elon Musk non sostiene che il recruiter abbia sollecitato o autorizzato tale condotta.
Altri ex dipendenti sono accusati di aver conservato chat di lavoro su dispositivi personali dopo l’uscita dall’azienda, di non aver firmato certificazioni sulla riservatezza e di aver tentato, senza successo, di accedere a informazioni su assunzioni e ottimizzazione dei data center quando già lavoravano per OpenAI.
Elemento ritenuto decisivo dal tribunale: mancano accuse specifiche che colleghino OpenAI a un ordine, un incoraggiamento o un utilizzo effettivo dei presunti segreti industriali rubati.
Per questo il rigetto è stato concesso “con facoltà di emenda”: la domanda è respinta, ma xAI può presentare una versione emendata entro il 17 marzo 2026, colmando i vuoti probatori individuati dalla giudice.
Le prossime mosse nello scontro legale Musk–OpenAI–Microsoft
La partita legale tra Elon Musk e OpenAI va oltre il solo contenzioso su xAI.
Il fondatore di Tesla e SpaceX, tra i primi finanziatori di OpenAI, ha un’altra causa in corso contro OpenAI e Microsoft, accusando la società di aver tradito la propria missione originaria non profit.
In quel procedimento, Musk chiede fra 79 e 134 miliardi di dollari di risarcimento, ritenendo che OpenAI abbia generato “guadagni illeciti” orientando lo sviluppo dell’IA verso logiche prevalentemente commerciali.
La decisione sul caso xAI rafforza, per ora, la posizione processuale di OpenAI, ma lascia aperto un fronte di rischio: se xAI riuscirà a documentare un coinvolgimento diretto dell’azienda nell’uso di segreti industriali, il contenzioso potrebbe riaprirsi in modo dirompente, con ricadute su governance, partnership e regolazione dell’IA generativa.
FAQ
Che cosa ha deciso il giudice nel caso xAI contro OpenAI?
La Corte federale ha accolto la richiesta di rigetto di OpenAI, rilevando l’assenza di accuse specifiche e circostanziate contro l’azienda stessa.
La causa di xAI contro OpenAI è definitivamente chiusa?
No, formalmente non è chiusa: xAI può presentare un esposto emendato entro il 17 marzo 2026, integrando prove e contestazioni.
Perché le accuse di xAI non sono state ritenute sufficienti?
Perché indicavano solo presunte condotte di ex dipendenti, senza collegare in modo diretto e documentato tali azioni a OpenAI.
Quali altri procedimenti ha avviato Elon Musk contro OpenAI?
Elon Musk ha promosso una causa contro OpenAI e Microsoft, chiedendo tra 79 e 134 miliardi per presunti “guadagni illeciti”.
Quali sono le fonti originali utilizzate per questo articolo?
Questo articolo deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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