USA avviano nuova indagine commerciale contro la Svizzera per verificare pratiche economiche eque
Nuova indagine commerciale USA contro la Svizzera: cosa cambia davvero
Gli Stati Uniti hanno avviato una nuova indagine commerciale nei confronti della Svizzera e di altri partner chiave, tra cui Unione Europea, Cina, Giappone, Messico, Norvegia, Taiwan e India.
Le verifiche, annunciate dal rappresentante per il commercio USA Jamieson Greer, riguardano la presunta sovraccapacità strutturale in alcuni settori manifatturieri che, secondo Washington, danneggerebbe l’economia statunitense.
L’indagine si fonda su una disposizione della legge commerciale statunitense del 1974, già utilizzata per imporre dazi punitivi alla Cina. L’iniziativa arriva dopo gli stop giudiziari alla strategia sui dazi del presidente Donald Trump, rieletto per un secondo mandato nel gennaio 2025, e punta a trovare nuovi strumenti giuridici per mantenere una linea protezionistica aggressiva.
In sintesi:
- Washington apre un’indagine commerciale su Svizzera e altri partner per sovraccapacità manifatturiera.
- La base legale è una sezione della legge commerciale USA del 1974 già usata contro la Cina.
- Dopo lo stop della Corte Suprema, Trump rilancia con nuovi strumenti per i dazi.
- Berna negozia con gli USA per consolidare il dazio ridotto al 15% rispetto al 39% iniziale.
Il nuovo fronte dei dazi USA e la posizione della Svizzera
La mossa di Washington arriva dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti, nel febbraio 2026, ha vietato a Donald Trump di usare un’altra legge per imporre dazi per decreto, aggirando il Congresso.
Dall’inizio del secondo mandato, Trump aveva colpito decine di partner con tariffe unilaterali; la bocciatura giudiziaria lo ha spinto a riattivare strumenti più datati ma ancora potenti, come la sezione della legge del 1974 ora invocata dall’ufficio di Jamieson Greer.
Parallelamente, la Casa Bianca ha annunciato a fine febbraio un dazio globale aggiuntivo del 10% su tutti i partner commerciali, valido per 150 giorni, come misura-ponte in attesa di nuove decisioni strutturali.
Per la Svizzera, il dossier è particolarmente delicato: da novembre è in vigore un’aliquota del 15% sulle esportazioni interessate verso gli USA, frutto di un negoziato che ha evitato l’originario 39% voluto da Trump.
Berna è ora impegnata a trasformare questo tasso ridotto in un accordo più stabile, cercando al tempo stesso di dimostrare che le capacità produttive elvetiche non configurano sovraccapacità distorsiva ai danni dell’industria statunitense.
Le possibili ricadute future per commercio globale e Svizzera
Se l’indagine americana concluderà che esiste sovraccapacità penalizzante, Washington potrebbe reintrodurre dazi mirati ben oltre il 10% temporaneo, irrigidendo il clima commerciale multilaterale.
Per la Svizzera, il rischio è un inasprimento dei dazi su settori manifatturieri ad alto valore aggiunto, proprio mentre Berna punta a preservare accesso preferenziale al mercato USA.
Sul fronte globale, l’azione statunitense potrebbe innescare contromisure e nuovi ricorsi presso OMC, riaprendo il dibattito su sovraccapacità e politiche industriali in Europa e in Asia: un tema destinato a pesare anche sulle prossime agende di G7 e G20.
FAQ
Perché gli Stati Uniti indagano sulla Svizzera in ambito commerciale?
Gli USA sostengono che in Svizzera, come in altri Paesi, possa esistere sovraccapacità manifatturiera strutturale che danneggia la competitività di specifici settori industriali statunitensi sul mercato interno.
Quale legge USA viene usata per la nuova indagine sui dazi?
L’indagine si basa su una specifica sezione della legge commerciale del 1974, già utilizzata in passato da Washington per imporre dazi punitivi alla Cina in comparti strategici.
Che cosa prevede il nuovo dazio globale del 10% annunciato da Trump?
Il provvedimento introduce temporaneamente un’aliquota aggiuntiva del 10% su tutte le importazioni verso gli Stati Uniti, applicata indistintamente a tutti i partner commerciali per una durata di 150 giorni.
Qual è la situazione attuale dei dazi USA applicati alla Svizzera?
Attualmente è in vigore un’aliquota ridotta al 15% ottenuta da Berna rispetto al 39% inizialmente proposto dagli Stati Uniti, mentre prosegue il negoziato bilaterale.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sulla politica dei dazi USA?
L’articolo è stato elaborato in modo autonomo sulla base di una rielaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it da parte della nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



