Uffizi colpiti da attacco informatico mirato con una ventina di postazioni interne compromesse
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Attacco hacker alle Gallerie degli Uffizi, cosa è successo davvero
Le Gallerie degli Uffizi di Firenze hanno subito, tra fine gennaio e inizio febbraio 2026, un attacco informatico che ha compromesso circa venti postazioni della rete interna. L’azione, distinta da quella che ha colpito l’Università La Sapienza di Roma, è stata seguita da una richiesta di riscatto indirizzata al direttore Simone Verde, per circa 300mila euro.
La Procura ha aperto un fascicolo per tentata estorsione e accesso abusivo a sistemi informatici, affidando le indagini alla Polizia postale in coordinamento con l’Agenzia per la Cybersicurezza. Le Gallerie, però, smentiscono che alla richiesta fossero allegate piante del sistema di sicurezza, definendo questa specifica informazione “infondata e non corrispondente al vero”.
L’episodio rilancia il tema della protezione digitale dei grandi musei italiani e della tutela dei dati critici collegati al patrimonio culturale nazionale.
In sintesi:
- Attacco hacker tra fine gennaio e inizio febbraio alla rete delle Gallerie degli Uffizi.
- Compromesse circa venti macchine interne; chiesto riscatto da 300mila euro a Simone Verde.
- Indagine per tentata estorsione e accesso abusivo, condotta da Polizia postale e Agenzia Cybersicurezza.
- Le Gallerie smentiscono l’invio di piante del sistema di sicurezza con la richiesta di riscatto.
Indagini in corso e chiarimenti sulle responsabilità dell’attacco
L’attacco alla rete informatica delle Gallerie degli Uffizi – che include Uffizi, Palazzo Pitti e Giardino di Boboli – risalirebbe a un momento leggermente precedente rispetto al successivo episodio che ha coinvolto l’Università La Sapienza di Roma. Le due operazioni, secondo le prime valutazioni investigative, sarebbero attribuibili a autori diversi e non a un’unica campagna coordinata.
Il fascicolo aperto dalla Procura già ai primi di febbraio configura i reati di tentata estorsione e accesso abusivo a sistemi informatici, al momento contro ignoti. La gestione tecnica dell’inchiesta è affidata alla Polizia postale, in raccordo operativo con l’Agenzia per la Cybersicurezza, chiamata a valutare portata, modalità e possibili vulnerabilità sfruttate dagli attaccanti.
In una nota ufficiale, il polo museale fiorentino ha preso posizione su un elemento circolato nelle prime ricostruzioni: la presunta presenza, allegata alla richiesta di riscatto, di piante del sistema di sicurezza delle Gallerie. Tale circostanza è stata definita *“informazione infondata e non corrispondente al vero”*, nel tentativo di evitare allarmismi ulteriori sulla tenuta delle misure di protezione fisica del museo.
Impatto sull’immagine del museo e sfida alla cybersicurezza culturale
L’attacco alle Gallerie degli Uffizi non riguarda solo il danneggiamento di alcune macchine interne, ma la percezione pubblica della sicurezza di uno dei luoghi simbolo dell’arte mondiale. Anche se il polo ha smentito la fuga di piante del sistema di sicurezza, l’episodio mette sotto pressione gli standard di cybersicurezza applicati al settore culturale.
La gestione trasparente dell’indagine e il coordinamento tra Procura, Polizia postale e Agenzia per la Cybersicurezza saranno cruciali per ristabilire piena fiducia. È probabile che il caso diventi un precedente operativo per rafforzare protocolli, formazione del personale e monitoraggio delle infrastrutture digitali in musei e istituzioni culturali italiane, sempre più esposte ad attacchi mirati per finalità economiche e di ricatto.
FAQ
Quando è avvenuto l’attacco hacker alle Gallerie degli Uffizi?
È avvenuto tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio 2026, secondo quanto ricostruito dagli investigatori e confermato dal polo museale.
Quante postazioni informatiche sono state compromesse nell’attacco?
Sono state compromesse indicativamente una ventina di macchine della rete interna delle Gallerie, secondo le informazioni emerse finora dalle indagini.
Chi sta conducendo le indagini sull’attacco informatico agli Uffizi?
Stanno indagando la Procura, la Polizia postale e l’Agenzia per la Cybersicurezza, in raccordo operativo per mappare responsabilità e vulnerabilità.
L’attacco agli Uffizi è collegato a quello alla Sapienza di Roma?
No, le prime analisi indicano che si tratta di due episodi diversi, riconducibili a autori distinti e non a un’unica campagna.
Quali sono le fonti utilizzate per la ricostruzione di questa notizia?
La ricostruzione deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

