UFFICI PUBBLICI, COVID ALIBI PER NON FARE NULLA

26 Settembre 2021

Uffici pubblici durante il covid. Pubblichiamo, con una punta di disappunto e molta capacità di sopportazione dei soprusi, ormai collaudata da anni di pazienza, questo articolo che ci è giunto da un caro amico.

finte aperture al pubblico e interruzione del servizio alle spalle dei poveri Fantozzi

Nessuno in fila, ma si deve prenotare: “Fantocci, questo è il tel, se ne vadi e chiami”. E risponde poi la stessa persona per prenotare un altro giorno!

Di Ugo Fantozzi

Uffici pubblici, Covid come summo alibi per non fare nulla: finte aperture al pubblico e interruzione del servizio alle spalle dei poveri Fantozzi

Uffici pubblici, le finte aperture al pubblico e l‘interruzione del pubblico servizio alle spalle dei poveri Fantozzi.

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Nessuno in fila, ma si deve prenotare: “Fantocci, questo è il tel, se ne vadi e chiami”. E risponde poi la stessa persona per prenotare un altro giorno!

La sperequazione sociale ed economica indotta dal Covid, l’alibi degli anni 2020 e 2021.

La nuova amministrazione comunale di Milano dovrà affrontare e risolvere anche questo tema, che riveste comunque interesse nazionale.

Milano, Municipio 5. Le 10 di mattina di un giorno di Settembre 2021.

Uffici pubblici a Milano

Il povero Fantozzi si reca al Municipio 5 di viale Tibaldi di Milano per il rinnovo del permesso di parcheggio e di transito e sosta nell’area ZTL Ticinese – zona 6.

L’edificio è praticamente vuoto, una persona all’ingresso e una subito dentro. Entro e chiedo di andare nell’area dove ho sempre richiesto i permessi. Nessun avviso è affisso alle pareti. Chiedo all’operatrice del “control point”, che mi risponde: “Per il permesso di parcheggio nella sua zona non è più qui ma deve andare in Duomo”;

“Ok, grazie. Ma per la ZTL, che ho sempre fatto qui?” “La ZTL è qui, ma deve prenotare”. Guardo dietro l’operatrice la grande area dove ho sempre richiesto la ZTL con i 2 sportelli in fondo: è completamente vuota, nessuno di fronte agli sportelli, e il personale dietro.

“Mi perdoni – Duca Conte Barambani – ma non c’è nessuno, posso andare allo sportello per chiedere?”.“No, non si può deve prenotare”. “Mi scusi – eccellenza -, ma è vuoto, perchè devo prenotare, se sono già qui?”.

“Non si può! Deve telefonare!!”. Il tono e l’atteggiamento sono cose note: Fantozzi, cosa vuole? Se ne vadi! Abbiamo da fare! “Signora, non ha senso questa cosa, non può chiedere?”.

A quel punto l’operatrice, assai contrariata dalla mia estemporanea richiesta di inopinata esecuzione di pubblico servizio, sbuffando, percorre i 30 metri nella grande stanza vuota e si avvicina agli sportelli. “C’è un signore che insiste per chiedere per la ZTL, gli ho detto che deve telefonare e che non può stare qui! Ma non se ne vuole andare! Ma tu guarda che roba!”.

Alchè, il povero Fantocci, si avvicina allo sportello, suscitando grande sconcerto…

Che situazione deprecabile: mi stavo permettendo di chiedere ad un’operatrice di un servizio pubblico di eseguire il pubblico servizio per cui era pagata consentendomi di avere legittimamente il permesso per l’auto (altrimenti poi le multe si sarebbero sprecate…!). Chiedo allo sportello ad una delle operatrici lì presenti di poter chiedere il permesso ZTL. L’operatrice 1406 a quel punto, colpita dal tentativo di “sopraffazione” da parte del povero Fantozzi, sbraitando, esce da dietro lo sportello: “Deve chiamare e prenotare!”

“Signora, è vuoto…”

“Non importa. Stiamo facendo operazioni di backoffice!”

“Mi scusi, ma è uno sportello pubblico, in orario di ufficio… Se vuole aspetto.”

“Cosa importa a lei cosa sto facendo!”.

E chiama la vigilessa. Che mi chiede i documenti. Come se fossi in auto!

Ribadisco loro che la mia richiesta è lecita e ne ho diritto, anche per il fatto che l’ufficio è vuoto, ed è demenziale che un’operatrice pubblica (almeno 2 dietro agli sportelli) si rifiuti di erogare il servizio, inopinatamente interrotto, nascondendosi dietro l’alibi del Covid che non consentirebbe di lavorare se non si prenota prima, pur in assenza di qualunque attività da svolgere, e dello stipendio pagato (a differenza di tante categorie sopraffatte dal Covid).

A quel punto, l’operatrice sbraita: “Sto aspettando un cittadino che ha prenotato”.

“A che ora?”

“Non sono fatti suoi! E quando arriva lei se ne deve andare!”.

“Signora, la stanza è oltre 200 mq, anche fossimo in 2…, saprà bene che la distanza da tenere è di 1 metro…”.

E a quel punto mi dà un foglietto con un numero di telefono: 02 77270523. “Chiami e prenoti!”.

Rispondo: “Allora che faccio, telefono e prendo appuntamento per adesso, visto che è vuoto?”.

L’operatrice rientra sbraitando dietro lo sportello.

Chiamo…. e risponde lei!

“Buongiorno, vorrei sapere per la ZTL”. E lei: “Per che zona?’” “Ticinese”

“Non è più qui, deve andare in piazza Beccaria” “Signora, ma mi prende in gio? Sono io qui di fronte allo sportello”.

“Ancora lei!”

Certo, e si vergogni. Non solo non lavora, mi fa telefonare a lei da davanti allo sportello per poi dirmi che non siete più voi”.

Arriva il supervisore. Un ragazzo giovane in maglietta, che assiste ma interviene poco.

Situazione tragicomica: almeno 2 operatori ditero lo sportello, un supervisore, un’operatrice per gli accessi, una vigilessa.

Taylor, che ha realizzato i “Principi di organizzazione scientifica del lavoro” nel 1911, si sarebbe suicidato.

E un cittadino. Vittima. Sfigato. La Milano efficiente. Diventata il più eclatante esempio di inefficienza e con una struttura spesso incapace di svolgere il servizio che dovrebbe normalmente erogare e per il quale è pagata da noi cittadini e contribuenti.

Pagati a discapito dei poveri esercenti, commercianti, piccoli imprenditori, consulenti, partite iva e molti dipendenti privati che hanno perso in toto o in parte il lavoro e che mantengono con le tasse coloro i quali dovrebbero essere deputati ad erogare dei pubblici servizi.

Che spesso non ci sono.

La sperequazione indotta dal Covid, nella Milano da bere. Il Covid come summo alibi per non fare nulla.

E sfido a trovare simili maleducazioni, prima che inefficienze, nel resto d’Italia, in particolare al Sud. Per non parlare del fatto che per avere il permesso per la stessa auto si deve andare in due posti diversi della Città!

Uffici pubblici. Mi reco poi all’ATM, e si prende appuntamento per la settimana successiva.

Per poi doversi recare alla Polizia locale di Piazza Beccaria per il permesso ZTL. Non si sa come, quando, se si debba chiamare prima per prenotare o meno a chissà quale numero. Sperem! Nel frattempo, è passato quasi un mese e ho già preso due multe per parcheggio nella propria zona ma senza pass.

Uffici pubblici. Una sfida alla deburocratizzazione, ad una mggior efficacia dei pubblici servizi e al riequilibrio delle diverse categorie sociali che auspichiamo sarà presa in carico dal Sindaco di Milano e dall’amministrazione entrante, oltre che a livello nazionale.

Con ossequio, stima e prostrazione per Sua Eccellenza Duca Conte Barambani!                                                                                                                                          

Ugo Fantocci


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Paolo Brambilla

Consigliere Ordine dei Giornalisti di Lombardia. PhD, MBA, CPA, MD

Paolo Brambilla, bocconiano, ha seguito il mondo economico-finanziario per molti anni. Giornalista pubblicista dal 1993. Direttore responsabile di LMF La Mia Finanza Sostenibile. Direttore responsabile di Trendiest Media Agenzia di stampa e Consigliere dell'Ordine dei Giornalisti di Lombardia, scrive di finanza, cultura e innovazione digitale su varie testate. Rotariano, è stato Assistente del Governatore del Distretto 2041 e tuttora é un membro di Spicco del Rotary Milano 2041.

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