Ue finanzia rivoluzione hi tech con chip fotonici e pillole intelligenti

Indice dei Contenuti:
Dall’Ue 750mila euro per chip fotonici e pillole smart
Ricerca italiana e fondi europei
I finanziamenti “Proof of Concept” dello European Research Council destinano 750mila euro a cinque progetti dell’Istituto Italiano di Tecnologia, rafforzando il ruolo dell’ente nella frontiera tra scienza di base e applicazioni industriali. Nel corso del 2025 l’istituto ha ottenuto complessivamente sette grant di questa tipologia, due dei quali nel primo round di luglio, risultato che lo colloca al vertice nazionale per numero di iniziative sostenute.
Queste risorse mirano a trasformare risultati di laboratorio in tecnologie pronte per il mercato, riducendo il rischio nelle fasi iniziali di trasferimento. I progetti selezionati spaziano dalla diagnostica medica avanzata alla neurotecnologia, fino a sistemi per la comunicazione dati e la sanità digitale. Ogni linea di ricerca prevede collaborazioni con ospedali, università e partner industriali, con l’obiettivo di accelerare sperimentazioni cliniche e validazioni sul campo.
Per Genova, Milano e Napoli questo flusso di capitale scientifico e finanziario rappresenta un acceleratore per nuovi brevetti, startup deep-tech e competenze altamente specializzate, in linea con le priorità europee su transizione digitale e salute. I progetti agiscono su bisogni concreti: diagnosi precoce di disturbi dell’apprendimento, monitoraggio non invasivo dell’apparato digerente, terapie oncologiche di nuova generazione e sensori fotonici per un controllo più accurato dell’ambiente e dei processi biologici.
AI, neurotecnologie e medicina personalizzata
Nella sede di Genova, il gruppo coordinato da Giuseppe Vicidomini sviluppa sistemi di microscopia dotati di algoritmi di Intelligenza Artificiale in grado di adattare in tempo reale i parametri di osservazione al campione biologico. Questi dispositivi puntano a correggere automaticamente distorsioni ottiche, ottimizzare il contrasto e individuare eventi cellulari rari, riducendo tempi e costi di analisi per la ricerca biomedica avanzata.
Il lavoro di Alessandra Sciutti si concentra su un dispositivo non invasivo capace di rilevare con alta precisione movimenti oculari e variazioni della pupilla durante la lettura. L’obiettivo è misurare in modo quantitativo lo sforzo cognitivo e la fluidità di chi presenta disturbi specifici dell’apprendimento, fornendo uno strumento standardizzabile, rapido e accessibile per la diagnosi e il monitoraggio della dislessia. Il sistema potrà integrare algoritmi di analisi automatica dei tracciati oculari per guidare interventi riabilitativi personalizzati.
Presso la sede di Napoli, il team guidato da Velia Siciliano utilizza ingegneria genetica e biologia sintetica per creare cellule Car-T “programmabili”, in grado di riconoscere e attaccare in modo più mirato il tumore alle ovaie. La strategia prevede circuiti cellulari che migliorano la permanenza delle cellule terapeutiche nel microambiente tumorale, aumentandone efficacia e sicurezza. Se validata clinicamente, questa piattaforma potrà essere estesa ad altre neoplasie solide oggi difficili da trattare.
Chip fotonici e pillole intelligenti
Nel centro di Milano, il gruppo di Annamaria Petrozza sta progettando componenti fotonici operanti nel vicino infrarosso, basati su materiali avanzati ad alta efficienza. Questi dispositivi possono trovare applicazione in diagnostica non invasiva, imaging di profondità, monitoraggio ambientale di gas e inquinanti, oltre che nella trasmissione di dati ad altissima velocità. L’obiettivo è dimostrare prototipi integrabili in piattaforme industriali e compatibili con la produzione su larga scala, riducendo costi e consumi energetici.
Il progetto di Mario Caironi riguarda una capsula ingeribile realizzata con materiali edibili e biocompatibili, capace di raccogliere parametri chiave lungo il tratto gastrointestinale. Questa tecnologia potrà fornire informazioni in tempo quasi reale su pH, temperatura, motilità e composizione dei fluidi, consentendo una visione più precisa dei processi digestivi rispetto alle tecniche tradizionali. I dati, trasmessi in modalità wireless, potrebbero supportare diagnosi precoci di patologie intestinali e personalizzazione delle terapie nutrizionali.
La combinazione tra sensori avanzati, miniaturizzazione elettronica e materiali sicuri per l’organismo apre la strada a una sanità sempre più preventiva e centrata sul paziente. In prospettiva, soluzioni simili potranno dialogare con piattaforme di analisi basate su Intelligenza Artificiale, generando gemelli digitali dell’apparato digerente e scenari di medicina predittiva, con potenziali ricadute anche in ambito farmaceutico e di ricerca clinica.
FAQ
D: Chi finanzia i progetti descritti?
R: I progetti sono finanziati tramite grant “Proof of Concept” dello European Research Council.
D: Quanti progetti di questo tipo ha ottenuto l’istituto nel 2025?
R: Nel 2025 sono stati selezionati sette progetti complessivi, di cui due nel round di luglio.
D: Qual è l’obiettivo principale dei nuovi sistemi di microscopia?
R: Rendere più rapida e precisa l’individuazione di molecole e fenomeni biologici rilevanti per la ricerca medica.
D: Come aiuterà il nuovo dispositivo per la lettura le persone con dislessia?
R: Permetterà una misurazione oggettiva di sforzo cognitivo e fluidità, migliorando diagnosi e monitoraggio dei disturbi dell’apprendimento.
D: A cosa servono i componenti fotonici sviluppati a Milano?
R: A potenziare applicazioni nel vicino infrarosso per salute, monitoraggio ambientale e comunicazione dati avanzata.
D: Quali vantaggi offre la capsula intelligente per il tratto gastrointestinale?
R: Consente un monitoraggio non invasivo dei parametri digestivi, utile per diagnosi e terapie personalizzate.
D: In che modo il progetto di immunoterapia mira a trattare il tumore alle ovaie?
R: Attraverso cellule Car-T ingegnerizzate per rimanere attive più a lungo nel microambiente tumorale e colpire con maggiore precisione le cellule malate.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: Le informazioni sono state diffuse dall’agenzia ANSA, che detiene la riproduzione riservata del contenuto originario.




