Ubisoft annuncia nuovi tagli occupazionali e chiusura dello studio Red Storm negli Stati Uniti

Ubisoft chiude Red Storm: cosa cambia per i giochi di Tom Clancy
Ubisoft ha deciso di interrompere lo sviluppo videoludico interno di Red Storm Entertainment, storico studio fondato nel 1996 da Tom Clancy in North Carolina. La scelta, comunicata giovedì ai team, comporta il licenziamento di 105 sviluppatori e la fine della produzione di nuovi giochi. Red Storm resterà attiva solo come hub IT globale e come centro di assistenza per il motore Snowdrop. L’operazione rientra nel “major reset” organizzativo del gruppo francese, mirato a tagliare i costi e ridisegnare la gestione dei franchise. Per l’industria significa la chiusura di uno dei laboratori che hanno definito il genere degli shooter tattici moderni, da Rainbow Six a Ghost Recon, e un segnale ulteriore della pressione economica che grava sui grandi editori AAA.
In sintesi:
- Chiuso lo sviluppo di Red Storm Entertainment, licenziati 105 sviluppatori negli Stati Uniti.
- Lo studio diventa solo supporto IT globale e centro tecnico per il motore Snowdrop.
- La decisione rientra nel “major reset” di Ubisoft con forti tagli ai costi.
- Impatto simbolico enorme sui franchise tattici nati dai romanzi di Tom Clancy.
Dal mito di Rainbow Six alla crisi dei progetti VR e free-to-play
Red Storm Entertainment non era un team qualsiasi nell’ecosistema Ubisoft. Nato nel 1996 per dare una dimensione videoludica ai romanzi di Tom Clancy, lo studio ha creato i primi Rainbow Six e Ghost Recon, fissando gli standard per gli shooter tattici realistici su PC e console.
Acquisita da Ubisoft nel 2000, la società ha contribuito a un portafoglio miliardario con titoli chiave come Ghost Recon: Advanced Warfighter (2006), Ghost Recon: Future Soldier (2012), il primo Tom Clancy’s The Division (2016) e alcuni capitoli di Far Cry.
Nell’ultimo decennio, Red Storm ha cercato spazio nella realtà virtuale, firmando Werewolves Within (2016), Star Trek: Bridge Crew (2017) e Assassin’s Creed Nexus VR (2023). Il segmento VR consumer, però, non ha raggiunto la massa critica prevista. Ulteriore segnale di difficoltà è stata la cancellazione, nel 2024, del free-to-play The Division Heartland dopo vari playtest pubblici ritenuti insoddisfacenti dalla dirigenza.
Con la chiusura del reparto sviluppo, si disperdono competenze accumulate in quasi trent’anni di design tattico e di sperimentazione su piattaforme emergenti.
Il major reset di Ubisoft e le conseguenze per il futuro dei franchise
La fine di Red Storm si inserisce in un più ampio piano di razionalizzazione di Ubisoft. Negli ultimi mesi l’editore ha cancellato sei giochi, rinviato altri sette e chiuso due studi, con ulteriori tagli previsti. È sul tavolo anche l’eliminazione di fino a 200 posizioni nella sede di Parigi, circa il 18% del personale locale, mentre sono già stati confermati ridimensionamenti nello studio di Ubisoft Toronto. L’obiettivo è ridurre i costi fissi di 200 milioni di euro in due anni.
Operativamente, l’impatto sui franchise Tom Clancy appare limitato nel breve periodo: Massive Entertainment guida oggi The Division, Ubisoft Montreal presidia Rainbow Six Siege, Ubisoft Paris ha curato Ghost Recon Wildlands e Ubisoft Toronto è al lavoro sul remake di Splinter Cell. Red Storm, già marginalizzata, era diventata un supporto più che il fulcro creativo di questi brand.
Strategicamente, però, il “major reset” punta a riorganizzare i team in “creative houses” autonome. Una trasformazione che potrebbe cambiare la cultura interna, l’assunzione dei rischi creativi e il posizionamento di Ubisoft in un mercato sempre più concentrato su pochi blockbuster live-service.
FAQ
Cosa significa la chiusura di Red Storm per i giochi Tom Clancy?
Significa soprattutto una perdita simbolica: i franchise principali resteranno attivi, ma senza il contributo diretto dello studio fondatore.
I 105 sviluppatori licenziati da Ubisoft avranno ricollocazioni interne?
È possibile, ma non garantito: Ubisoft parla di riorganizzazione globale, senza confermare una ricollocazione sistematica di tutto il personale.
Perché Ubisoft ha cancellato The Division Heartland dopo i playtest?
Verosimilmente perché i playtest pubblici non hanno soddisfatto le aspettative di engagement e sostenibilità economica richieste per un free-to-play.
Il supporto al motore Snowdrop continuerà nonostante i tagli?
Sì, Red Storm resterà operativo come centro di assistenza per Snowdrop e come nodo IT globale a supporto degli altri studi.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo su Ubisoft e Red Storm?
Questo articolo deriva da un’elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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