Trump spinge sulle criptovalute: maxi bozza al Senato, firma imminente e rivoluzione normativa in arrivo

Indice dei Contenuti:
Trump e la tabella di marcia normativa
Paul Atkins, vertice della SEC, indica il 2025 come orizzonte per la firma presidenziale sulla riforma crypto, evidenziando un cambio di fase nel mercato statunitense. In un’intervista a Fox Business definisce il lavoro del Congresso “cruciale” per aggiornare le regole ai mercati del XXI secolo e ridurre la zona grigia regolatoria. In parallelo, rilancia sui social: “settimana decisiva per le crypto”, con il Capitol Hill vicino a un quadro strutturale chiaro.
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La strategia, coerente con l’obiettivo della Casa Bianca di posizionare gli Stati Uniti come hub globale, punta a delimitare con precisione i confini tra SEC e CFTC, elemento considerato da Atkins indispensabile per la certezza del diritto e la tutela degli investitori. Il calendario politico si intreccia con la diffusione di una bozza di 278 pagine della Commissione bancaria del Senato, che struttura i poteri di vigilanza e la classificazione degli asset.
Il perimetro normativo proposto mira a disinnescare contenziosi su token, stablecoin e servizi di intermediazione, introducendo definizioni armonizzate e standard operativi per gli attori del settore. Atkins sottolinea che l’approdo alla firma del presidente Donald Trump richiederà coesione tra Camere e tempi certi per gli emendamenti, ma la combinazione tra sostegno politico e testo tecnico dettagliato rappresenta il passo più avanzato degli ultimi anni.
Contenuti chiave della bozza del Senato
La bozza di 278 pagine della Commissione bancaria del Senato definisce un perimetro chiaro per SEC e CFTC nella supervisione degli scambi di asset digitali, introducendo una cornice che riduce sovrapposizioni e incertezza. Tra i cardini: classificazioni uniformi degli asset, requisiti per gli intermediari e standard di trasparenza operativa.
Per i payment stablecoin è vietata la corresponsione di interessi o rendimenti per la mera detenzione, con un’eccezione che consente premi legati ad attività come volumi e frequenza delle transazioni. La soluzione, proposta dalla senatrice Angela Alsobrooks, risponde alle richieste della lobby bancaria, salvaguardando la raccolta delle banche di comunità.
Il testo conferma che i token di rete inclusi in ETF non sono considerati titoli, con riflessi sul contenzioso relativo a criptovalute come XRP, Solana e Chainlink. Reintroduce la categoria di “ancillary asset”, assente nelle versioni della Camera, aprendo un nodo di allineamento tra rami del Congresso.
Per la DeFi, vengono integrate tutele del Blockchain Regulatory Certainty Act (senatori Cynthia Lummis e Ron Wyden), giudicate dagli sviluppatori meno robuste rispetto a bozze precedenti ma non eliminate. La definizione di digital asset service provider del GENIUS Act inquadra exchange, custodi ed emittenti in un regime più esplicito.
Rappresentanti di Coinbase valutano il compromesso sulle stablecoin come costruttivo per sbloccare un confronto fermo da anni, mentre la Casa Bianca lo considera funzionale a una leadership statunitense nel settore.
Iter politico e nodi ancora aperti
La Commissione bancaria del Senato calendarizza discussione e voto per giovedì, con finestra per gli emendamenti fino a martedì sera. In parallelo, la Commissione Agricoltura, inizialmente allineata, rinvia il markup a fine gennaio, segnalando la necessità di consolidare un consenso tecnico e politico più ampio.
I senatori democratici Jack Reed, Tina Smith e Chris Van Hollen chiedono più tempo al presidente della Commissione, Tim Scott, giudicando insufficienti le 48 ore per la lettura e le meno di 24 per la presentazione degli emendamenti su una riforma di tale portata. Il monito apre a possibili slittamenti del calendario e a una fase di negoziazione intensiva su definizioni e confini di competenza tra SEC e CFTC.
L’iter richiede l’approvazione in entrambe le Commissioni e poi il passaggio in Aula al Senato, con il rischio di rallentamenti per un possibile shutdown federale se la Camera non sblocca i provvedimenti di spesa entro il 30 gennaio. Restano irrisolti i profili etici sollevati lo scorso autunno sui rapporti della famiglia Trump con imprese crypto, mentre la Casa Bianca privilegia la chiusura della zona grigia regolatoria.
Tra i nodi politici: riallineare la definizione di “ancillary asset” con i testi della Camera, chiarire la portata delle tutele DeFi rispetto alle versioni precedenti e definire un perimetro operativo sostenibile per i digital asset service provider. La convergenza su questi punti determinerà tempi e tenuta della riforma.
FAQ
- Qual è la scadenza più immediata dell’iter?
Discussione e voto in Commissione bancaria del Senato giovedì, con emendamenti fino a martedì sera. - Quali Commissioni sono coinvolte?
Commissione bancaria e Commissione Agricoltura del Senato, con rinvio del markup agricolo a fine gennaio. - Quali rischi di calendario esistono?
Possibile shutdown federale se la Camera non approva le spese entro il 30 gennaio, con effetti sull’agenda. - Perché alcuni senatori chiedono più tempo?
Ritengono insufficienti le finestre per analisi e emendamenti su una riforma di 278 pagine. - Quali sono i nodi tecnici irrisolti?
Allineamento su “ancillary asset”, tutele DeFi e definizione di digital asset service provider. - La riforma affronta questioni etiche?
Il testo attuale non risolve i rilievi sui rapporti della famiglia Trump con imprese crypto. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Dichiarazioni di Paul Atkins riportate da Fox Business e diffusione della bozza dalla Commissione bancaria del Senato.




