Trump scuote le criptovalute: la lista di grazia che riscrive potere, mercati e alleanze segrete

Ulbricht e la revisione di un caso simbolo della cybercriminalità
Donald Trump ha avviato il proprio riassetto dell’enforcement crypto nel 2025 con un atto di clemenza destinato a riscrivere un capitolo chiave della giurisprudenza digitale: il perdono a Ross Ulbricht, fondatore del marketplace dark web Silk Road. Dopo oltre dieci anni trascorsi in carcere su una condanna che includeva due ergastoli per associazione a traffico di stupefacenti e riciclaggio connessi a transazioni in Bitcoin, la grazia ha capovolto l’esito del più emblematico procedimento penale dell’era crypto. Sui canali social, l’ex presidente ha denunciato l’impostazione del caso come “politica” e le azioni precedenti del governo come “ridicole”, inquadrando la decisione dentro una strategia più ampia: smontare anni di enforcement che avevano tracciato i confini dell’ecosistema digitale e trasformare il tema crypto in un fronte di conflitto nazionale.
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Il provvedimento ha soddisfatto una promessa avanzata in campagna nel 2024 a elettori libertari e a sostenitori di Bitcoin, in particolare la comunità del movimento Free Ross. Poche settimane dopo la liberazione, Ulbricht è apparso alla conferenza Bitcoin 2025, ringraziando pubblicamente la base che ne aveva sostenuto la causa e riconoscendo a Trump di aver “mantenuto la parola”. Per i supporter, la decisione rappresenta una riparazione attesa per una figura legata alle origini del settore; per i critici — tra cui ex procuratori federali — mina l’autorità di un processo cardine contro la cybercriminalità, alterando il messaggio di deterrenza costruito attorno a Silk Road.
Il dibattito politico si è acceso anche in Capitol Hill. Il deputato Thomas Massie ha esultato su X per la grazia, mentre avversari e giuristi hanno paventato un precedente pericoloso: con un atto presidenziale, viene alleggerito il peso simbolico di una condanna che per anni ha definito l’approccio federale alla criminalità online e ai mercati illeciti alimentati da strumenti crittografici. Sul piano regolatorio, la mossa ha inviato a Washington un segnale inequivocabile: l’esecutivo è disposto a rivedere le linee rosse che avevano guidato l’azione penale nell’ultimo decennio, con possibili ripercussioni sulle priorità investigative e sugli standard applicati alle transazioni pseudonime sulla blockchain.
In termini di percezione pubblica e di posizionamento politico, la grazia a Ulbricht ha funzionato come un test per la “fine della guerra alle crypto” annunciata dal presidente. Se da un lato ha galvanizzato i sostenitori dell’innovazione e del decentramento, dall’altro ha cristallizzato l’accusa di favoritismi e di indebolimento degli strumenti di contrasto al crimine tecnologico. Resta il dato sostanziale: con un solo atto, la Casa Bianca ha ricalibrato l’interpretazione di un caso-simbolo, ridefinendo l’equilibrio tra punizione esemplare e clemenza in un ambito — quello dei mercati digitali e dell’anonimato transazionale — in cui l’indirizzo politico incide direttamente sull’architettura dell’enforcement federale.
I fondatori di BitMEX e la rottura con l’approccio AML precedente
Nel mese di marzo, Donald Trump ha esteso la propria strategia di discontinuità sull’enforcement crypto concedendo la grazia ai cofondatori di BitMEX — Arthur Hayes, Benjamin Delo e Samuel Reed — insieme all’ex dirigente Greg Dwyer. I quattro si erano dichiarati colpevoli nel 2022 per violazioni del Bank Secrecy Act, legate alla mancata implementazione di controlli antiriciclaggio (AML) adeguati per gli utenti statunitensi della piattaforma. Le pene originarie, comminate sotto forma di probation e sanzioni pecuniarie, avevano già consentito all’exchange di mantenere la continuità operativa; con il perdono presidenziale, sono state rimosse le iscrizioni penali che gravavano sui dirigenti.
La decisione ha sancito un taglio netto rispetto alla linea seguita nell’amministrazione precedente, che aveva fatto della conformità AML e KYC un perno dell’azione di contrasto verso gli exchange con esposizione al mercato USA. BitMEX, che all’epoca dei patteggiamenti aveva liquidato il caso come “questione del passato”, ha visto così consolidarsi la narrativa di una normalizzazione del contenzioso, con il superamento degli strascichi più onerosi sul piano reputazionale e personale per i suoi ex vertici. Poche ore dopo l’annuncio, Arthur Hayes ha ringraziato pubblicamente il presidente su X, interpretando il provvedimento come un ripristino di proporzionalità nell’applicazione delle norme finanziarie alla finanza digitale.
Per i sostenitori della mossa, il perimetro dei reati contestati — incentrato su carenze procedurali e non su condotte di frode o appropriazione — giustificava un atto di clemenza volto a evitare che errori di compliance si trasformassero in interdizioni permanenti per figure chiave dell’innovazione. I critici, al contrario, hanno letto nella grazia un arretramento degli standard di vigilanza proprio nel segmento in cui la supervisione antimoney laundering ha svolto un ruolo di deterrenza: l’incrocio tra derivati crypto ad alta leva, accessibili in modo transfrontaliero, e utenza statunitense.
In chiave sistemica, il perdono ai vertici BitMEX ha inviato un segnale alle piattaforme globali: la Casa Bianca intende interrompere la stagione degli interventi penali volti a imporre, ex post, requisiti di controllo analoghi a quelli delle istituzioni finanziarie tradizionali. Questo spostamento del baricentro — dalla sanzione penale alla regolarizzazione ex ante — potrebbe ridisegnare l’incentivo alla conformità per gli operatori che servono, direttamente o tramite intermediari, utenti negli Stati Uniti. Resta tuttavia il nodo del coordinamento con le autorità di vigilanza e con le procure federali: senza una cornice normativa aggiornata, la discrezionalità degli enforcers e l’uso della leva penale potrebbero riemergere in casi futuri, alimentando incertezza regolatoria.
Il segnale politico è apparso limpido a Washington: le priorità cambiano, e con esse il modo in cui l’apparato federale interpreta obblighi AML, know-your-customer e responsabilità degli exchange verso i clienti statunitensi. Per il mercato, l’effetto immediato è stato un aumento della prevedibilità sull’esito dei contenziosi ereditati dal ciclo 2019–2022; per il legislatore, la pressione a codificare in legge standard chiari, evitando che il pendolo torni verso un approccio puramente punitivo, è cresciuta sensibilmente.
Zhao, le accuse di favoritismo politico e le ricadute regolatorie
La grazia concessa in ottobre a Changpeng Zhao, fondatore di Binance, ha rappresentato l’atto più controverso nel nuovo corso sull’enforcement crypto. Dopo la dichiarazione di colpevolezza del novembre 2023 per violazioni antiriciclaggio e una pena detentiva di quattro mesi scontata nel 2024, il perdono ha chiuso formalmente uno dei dossier più pesanti dell’era post–ICO. La Casa Bianca ha presentato la decisione come la fine della “guerra alle crypto” attribuita all’amministrazione precedente, inquadrandola in un riposizionamento politico a favore dell’innovazione e della competitività del settore digitale.
L’atto ha innescato accuse di favoritismo e possibili conflitti d’interesse. Il senatore Chris Murphy ha collegato la vicenda a presunti tentativi di influenza sull’agenda crypto dell’esecutivo, citando il progetto dello stablecoin USD1 e un accordo da 2 miliardi di dollari ad Abu Dhabi connesso al token, oltre ai legami con l’ecosistema finanziario della famiglia dell’ex presidente tramite World Liberty Financial. Tali affermazioni non sono state dimostrate, ma hanno alimentato un’ondata di verifiche politiche e mediatiche sulle intersezioni tra clemenza presidenziale, iniziative private e traiettoria regolatoria del mercato crypto.
In un’intervista a 60 Minutes, Donald Trump ha respinto qualsiasi legame personale con Zhao, definendolo “una persona rispettata” e vittima di una “caccia alle streghe” dell’era Biden. Interrogato sui rapporti d’affari dei figli, ha ribadito che “gestiscono un’azienda, non il governo”. Sul fronte opposto, la senatrice Elizabeth Warren ha criticato duramente la decisione, sostenendo che l’atto di grazia rischia di sancire una commistione impropria tra interessi di mercato e potere pubblico e invitando il Congresso a blindare nelle imminenti riforme di struttura del mercato regole idonee a prevenire episodi analoghi.
Il perdono ha avuto anche effetti operativi. Zhao, pur esprimendo “profonda gratitudine” sui social e promettendo sostegno alla crescita di un’“America capitale delle crypto”, non è rientrato in ruoli di leadership in Binance, segno della volontà di separare la vicenda personale dalla governance dell’exchange. Sul piano sistemico, la grazia ha rafforzato la percezione di una discontinuità rispetto all’applicazione stringente delle norme AML a operatori globali che servono utenti statunitensi, spostando l’attenzione verso modelli di conformità preventiva e raccordo inter-giurisdizionale.
Le ricadute regolatorie si sono manifestate su tre assi. Primo, l’indirizzo politico ha reso probabile un ridimensionamento dell’uso della leva penale nei casi di violazioni procedurali, con priorità al percorso sanzionatorio-amministrativo e a settlement strutturati. Secondo, il dibattito al Congresso ha accelerato sulla necessità di un quadro normativo chiaro per stablecoin, obblighi di KYC transfrontaliero e interoperabilità dei registri, per evitare che l’oscillazione dell’esecutivo determini incertezza normativa. Terzo, le autorità di vigilanza stanno valutando strumenti di supervisione proporzionati per piattaforme extra-USA con accesso al mercato americano, con un possibile rafforzamento di requisiti di disclosure, audit indipendenti e controlli sulle on-ramp fiat.
La polarizzazione politica resta elevata. I sostenitori parlano di ripristino della proporzionalità punitiva e di un clima pro-innovazione capace di trattenere capitali e talenti; i critici avvertono che la clemenza verso figure apicali condannate per carenze AML può indebolire la deterrenza e favorire arbitraggi regolatori. In prospettiva, l’equilibrio tra apertura ai mercati digitali e tutela dell’integrità finanziaria dipenderà dalla rapidità con cui verranno codificati standard tecnici e responsabilità operative per exchange, emittenti di stablecoin e fornitori di infrastrutture, limitando lo spazio per interpretazioni politiche mutevoli.
FAQ
- Quali figure del settore crypto hanno ricevuto la grazia nel 2025?
Ross Ulbricht, i cofondatori di BitMEX — Arthur Hayes, Benjamin Delo, Samuel Reed — e l’ex dirigente Greg Dwyer, oltre al fondatore di Binance Changpeng Zhao. - Perché la grazia a Ross Ulbricht è considerata un caso simbolo?
Ha ribaltato l’esito di una condanna esemplare legata a Silk Road, ridefinendo il messaggio di deterrenza nei confronti della cybercriminalità associata a Bitcoin. - Cosa cambia per gli standard AML dopo il perdono ai vertici BitMEX?
Si segnala una discontinuità rispetto all’uso della leva penale per carenze di compliance, con maggiore enfasi su misure preventive e soluzioni amministrative. - Perché la grazia a Changpeng Zhao ha generato accuse di favoritismo?
Critici hanno evocato possibili intrecci tra decisioni politiche, progetti come USD1 e interessi vicini alla famiglia dell’ex presidente; accuse non provate ma oggetto di scrutinio pubblico. - Zhao è tornato a guidare Binance dopo la grazia?
No. Ha espresso gratitudine pubblicamente ma non è rientrato in ruoli di leadership nell’exchange. - Quali effetti regolatori sono attesi nel medio termine?
Maggiore chiarezza legislativa su stablecoin e KYC transfrontaliero, rafforzamento di disclosure e audit per operatori globali e riduzione dell’uso penale nei casi di violazioni procedurali.




