Trump rivendica pieno controllo sulle basi in Groenlandia, svolta geopolitica inattesa che agita alleati e analisti internazionali

Indice dei Contenuti:
Trump a Nyp, ‘avremo sovranità sulle basi in Groenlandia’
Nuova offensiva diplomatica
Il presidente **Donald Trump** rilancia il dossier **Groenlandia** puntando alla sovranità statunitense sulle aree che ospitano basi militari americane. In un’intervista esclusiva al **New York Post**, il leader repubblicano ha rivendicato l’obiettivo di ottenere “pieno controllo” su tali territori, definendo “interessanti” le trattative in corso.
Da mesi la Casa Bianca intensifica la pressione su **Copenaghen**, spingendo perché la **Danimarca** prenda in considerazione non solo accordi militari più favorevoli a **Washington**, ma anche ipotesi di cessione di sovranità. Secondo fonti diplomatiche, i colloqui si starebbero concentrando sulle aree strategiche legate alla difesa aerea e ai sistemi radar nel Nord Atlantico.
Le dichiarazioni riaccendono il dibattito internazionale sul futuro dell’isola artica, già al centro di tensioni politico-economiche per il suo ruolo crescente nelle rotte commerciali e nel monitoraggio dei missili balistici. L’idea di un ampliamento diretto del controllo statunitense appare divisiva anche all’interno del blocco occidentale.
Strategia artica e basi militari
Le installazioni militari in **Groenlandia**, in particolare l’area di **Thule**, rappresentano un pilastro dei sistemi di allerta precoce missilistica degli **Stati Uniti** e della **NATO**. Il rafforzamento della presenza americana risponde alla crescente competizione con **Russia** e **Cina** per il dominio dell’Artico, regione chiave per rotte navali, risorse energetiche e infrastrutture satellitari.
Ottenere sovranità diretta sui territori che ospitano le basi significherebbe per Washington ridurre la dipendenza dagli accordi di difesa con la **Danimarca** e consolidare una proiezione strategica autonoma. Per **Trump**, questo si traduce nella promessa di “avere tutto ciò che desideriamo”, formula che rimanda a un controllo non solo operativo, ma anche politico e giuridico.
Le richieste americane, tuttavia, impattano sugli equilibri interni del Regno di **Danimarca**, che include **Groenlandia** come territorio autonomo. Il governo locale groenlandese, sostenuto da movimenti indipendentisti, rivendica un ruolo centrale in qualsiasi negoziato che riguardi il suolo e le infrastrutture militari sull’isola.
Reazioni internazionali e scenari
Le pressioni di **Washington** hanno suscitato irritazione a **Copenaghen** e preoccupazione in diverse capitali europee, timorose di una nuova frattura transatlantica. La richiesta di “piena proprietà” dell’isola, più volte evocata da **Trump**, viene percepita come un precedente potenzialmente destabilizzante per il diritto internazionale e per la gestione delle aree autonome all’interno degli Stati membri della **UE**.
Le potenze artiche osservano con attenzione, consapevoli che ogni avanzamento americano sulla sovranità groenlandese potrebbe ridefinire gli equilibri del Consiglio artico e dei corridoi marittimi polari. **Mosca** considera la mossa parte di una strategia di contenimento militare, mentre **Pechino** teme limitazioni alla propria proiezione economica nella regione.
Nell’isola cresce il confronto politico tra chi vede nelle richieste di **Trump** un’opportunità economica e chi teme una marginalizzazione delle istituzioni locali. La partita si gioca tra ambizioni di sovranità nazionale, esigenze di sicurezza collettiva e la pressione di un clima geopolitico sempre più competitivo.
FAQ
D: Cosa ha dichiarato esattamente Donald Trump sulla Groenlandia?
R: Ha affermato che gli **Stati Uniti** avranno sovranità e pieno controllo sui territori dove sorgono le basi americane, parlando di trattative “interessanti”.
D: Qual è la fonte giornalistica originale di queste dichiarazioni?
R: Le affermazioni di **Donald Trump** sono state riportate in un’intervista esclusiva al **New York Post** e riprese dall’agenzia **ANSA**.
D: Perché la Groenlandia è così importante dal punto di vista strategico?
R: L’isola è cruciale per radar di allerta missilistica, rotte artiche, risorse energetiche e infrastrutture di comunicazione militare.
D: Qual è il ruolo della Danimarca nella questione?
R: La **Danimarca** è lo Stato sovrano che include la **Groenlandia**, gestisce la difesa e negozia con gli **Stati Uniti** sugli accordi militari.
D: La Groenlandia è indipendente?
R: No, è un territorio autonomo all’interno del Regno di **Danimarca**, con ampie competenze interne ma non sulla difesa.
D: Che cosa vuole ottenere Washington dalle basi in Groenlandia?
R: Washington punta a maggiore controllo giuridico e operativo sulle aree militari, riducendo la dipendenza da accordi bilaterali.
D: Come reagiscono gli alleati europei?
R: Molti partner europei esprimono cautela, temendo tensioni con **Copenaghen** e nuove frizioni nella **NATO**.
D: Quali potrebbero essere gli sviluppi futuri?
R: Gli scenari vanno da un rafforzamento degli accordi di difesa esistenti a negoziati più ampi su sovranità, autonomia groenlandese e ruolo degli **Stati Uniti** nell’Artico.




