Truffa telefonica muta spiegata: cosa significa la chiamata senza voce e come difendere i propri dati

Chiamate mute: come funzionano, chi le usa e perché sono pericolose
Le chiamate mute si stanno diffondendo in tutta Italia, trasformandosi da semplice fastidio a strumento di truffa telefonica avanzata. Quando? Quotidianamente, a qualsiasi ora, soprattutto sulle utenze mobili. Chi c’è dietro? Gruppi di truffatori che utilizzano sistemi automatizzati alimentati da intelligenza artificiale. Perché lo fanno? Per verificare quali numeri sono attivi, quando rispondono e quanto restano in linea, così da selezionare le potenziali vittime più vulnerabili. Questo meccanismo, spiegato anche dal Segretario nazionale Codacons Francesco Tanasi, è oggi al centro delle principali segnalazioni ai servizi di tutela dei consumatori.
In sintesi:
- Le chiamate mute servono a verificare numeri attivi e abitudini di risposta.
- I dati raccolti profilano le vittime e preparano truffe telefoniche mirate.
- L’AI può clonare la voce usando frammenti audio raccolti nelle chiamate.
- Non restare in linea e non richiamare numeri sconosciuti riduce i rischi.
Profilazione silenziosa: cosa c’è davvero dietro una chiamata muta
Le chiamate mute non sono quasi mai un semplice errore tecnico.
Sono spesso l’avvio di una procedura industriale di profilazione, condotta tramite software automatici e intelligenza artificiale.
Secondo quanto illustrato da Francesco Tanasi del Codacons, questi sistemi registrano parametri comportamentali precisi: orari in cui si risponde, durata della permanenza in linea, numero di “pronto?” pronunciati, eventuali reazioni di irritazione o timore.
Questi dati, apparentemente innocui, vengono combinati per costruire un profilo di affidabilità e vulnerabilità del titolare dell’utenza.
In base a questi indicatori, gli algoritmi filtrano e selezionano gli utenti considerati “più agganciabili”, cioè più propensi a rispondere e dialogare in una successiva chiamata reale.
Le chiamate mute rappresentano quindi la prima fase di una catena di attacco più complessa, in cui il silenzio non è un errore ma uno strumento di analisi predittiva del comportamento, progettato per massimizzare l’efficacia delle truffe successive.
Dalla chiamata muta alla truffa: come riconoscerla e come difendersi
Nella seconda fase arriva la telefonata vera e propria, gestita da un operatore umano o da una voce sintetica avanzata.
Il truffatore sfrutta i dati raccolti e integra ulteriori informazioni reperite da social network, motori di ricerca e banche dati pubbliche, costruendo uno script personalizzato.
Può fingersi operatore di compagnia telefonica, tecnico informatico, consulente bancario o parente in difficoltà, citando nomi, date o situazioni credibili per abbassare le difese dell’interlocutore e spingerlo a rivelare codici, dati di pagamento o ad autorizzare operazioni online.
Le tecniche di rielaborazione vocale consentono inoltre di usare i frammenti audio raccolti nelle chiamate mute – anche un semplice “pronto?” – per addestrare sistemi di sintesi vocale in grado di imitare timbro e intonazione dell’utente.
Questo rende più plausibili future chiamate truffaldine o messaggi vocali manipolati.
Gli esperti di sicurezza consigliano quindi di chiudere subito le chiamate mute, non ripetere frasi e non richiamare numeri sconosciuti o internazionali non identificati, segnalando i casi sospetti al proprio operatore e alle associazioni dei consumatori.
FAQ
Cosa significa ricevere spesso chiamate mute sul cellulare?
Significa verosimilmente che il numero è inserito in sistemi automatici di verifica e profilazione, potenzialmente usati per successive truffe telefoniche mirate.
Come devo comportarmi se rispondo a una chiamata muta?
È consigliabile riagganciare subito, evitare di parlare o ripetere “pronto” e bloccare il numero se il fenomeno si ripete nel tempo.
Le chiamate mute possono comportare costi sulla mia utenza?
No, la semplice risposta non genera costi extra; il rischio riguarda l’uso dei dati raccolti per truffe successive.
Posso segnalare le chiamate mute al mio operatore telefonico?
Sì, è opportuno farlo: alcuni operatori offrono filtri anti-spam, blocco numeri sospetti e canali dedicati alle segnalazioni.
Da dove provengono le informazioni utilizzate in questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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