Truffa money muling: svelato il raggiro su Postepay tra finti lavori e video dei guadagni facili

Truffa money muling: svelato il raggiro su Postepay tra finti lavori e video dei guadagni facili

10 Gennaio 2026

Funzionamento del raggiro: dal finto annuncio ai video

Un finto annuncio di lavoro promette “compensi rapidi” per guardare video online. Il contatto avviene su canali di messaggistica o piattaforme di annunci; gli interlocutori si presentano come recruiter, fornendo istruzioni operative e dashboard provvisorie con “guadagni” in crescita. L’utente completa micro-task e vede salire un saldo virtuale che resta però bloccato.

Scatta la seconda fase: per “sbloccare” l’accredito viene richiesto un anticipo sotto forma di ricariche su Postepay, presunte “commissioni di verifica” o “tasse di servizio”. Le somme vengono spezzettate su più carte, così da disperdere le tracce. A ogni versamento, i truffatori garantiscono il pagamento finale, rimandandolo con nuove richieste.

Il meccanismo si regge su urgenza, linguaggio pseudo-professionale e screenshot di pagamenti già effettuati ad altri utenti. La vittima, convinta di essere a un passo dall’incasso, prosegue con ulteriori ricariche finché non si accorge dell’assenza di riscontri reali. Nel caso documentato a Vigevano, un 44enne ha versato complessivamente 6.600 euro su più carte, tutte collegate a una rete di prestanome. Fonti: denunce e accertamenti dell’Arma dei Carabinieri di Vigevano e notizie di cronaca giudiziaria locali che riportano l’avvio delle indagini, il tracciamento dei flussi e le conseguenti denunce alla Procura di Pavia.

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Money muling con postepay: meccanismo e obiettivi

Nel money muling i fondi raccolti con l’inganno vengono canalizzati su carte ricaricabili come Postepay, intestate a prestanome. Le ricariche frammentate riducono il rischio di blocchi automatici e consentono trasferimenti rapidi verso conti di appoggio. I “muli” fungono da cerniera: ricevono il denaro, lo girano su altri conti, talvolta lo prelevano in contanti per poi convertirlo in criptovalute, rendendo più difficile l’individuazione dei beneficiari finali.

L’obiettivo è duplice: riciclare i proventi illeciti e schermare i vertici della rete. Le carte fungono da filtro, i bonifici successivi creano strati (layering), gli exchange non regolamentati offrono l’ultima barriera. In parallelo, i truffatori mantengono attivo il “fronte” della vittima con dashboard fittizie per estorcere ulteriori ricariche.

Nel caso di Vigevano, i flussi sono transitati su più Postepay collegate a dieci soggetti denunciati per truffa e riciclaggio, con sequestri su quattro conti e recupero di 5.500 euro, come accertato dai Carabinieri e dalla Procura di Pavia. La dinamica conferma pattern ricorrenti segnalati da fonti istituzionali su money muling: uso di prestanome, movimenti frazionati, rapida dispersione verso circuiti difficilmente tracciabili. Fonti: denunce e accertamenti dell’Arma dei Carabinieri di Vigevano; cronache giudiziarie locali sulla Procura di Pavia.

Indagini e recuperi: come tutelarsi e cosa fare in caso di truffa

Le indagini dei Carabinieri di Vigevano, avviate dopo la denuncia del 14 ottobre, hanno seguito i flussi delle ricariche su Postepay fino ai conti di appoggio, identificando dieci presunti prestanome e disponendo sequestri su quattro conti con il recupero di 5.500 euro. La ricostruzione finanziaria ha smontato la catena di passaggi e permesso le denunce alla Procura di Pavia per truffa e riciclaggio, come riportato dalle cronache giudiziarie locali e dagli accertamenti dell’Arma.

Per tutelarsi: verificare sempre l’identità del “recruiter”, diffidare di compensi facili, non effettuare ricariche per “sblocchi” o “verifiche”, controllare domini, partita IVA e canali ufficiali. Conservare chat, ricevute e screenshot: sono elementi probatori utili per gli inquirenti nella mappatura dei flussi.

In caso di truffa: sporgere subito denuncia presso i Carabinieri o la Polizia Postale, chiedere il blocco e il tracciamento delle ricariche, informare l’istituto emittente delle carte e la propria banca per eventuali segnalazioni antiriciclaggio. Seguire le indicazioni dell’autorità giudiziaria e non interagire più con i contatti sospetti. Fonti: denunce e accertamenti dei Carabinieri di Vigevano, atti in Procura a Pavia, cronache giudiziarie locali.

FAQ

  • Che cos’è il money muling?
    È l’uso di conti o carte di terzi per far transitare denaro illecito in cambio di una commissione.
  • Perché usano le Postepay?
    Per ricariche rapide, frazionamento dei flussi e minore tracciabilità iniziale.
  • Quali segnali indicano una truffa?
    Promesse di guadagni facili, richieste di anticipi per “sbloccare” pagamenti, pressioni e urgenza.
  • Cosa fare subito se si è pagato?
    Denuncia ai Carabinieri o Polizia Postale, blocco delle carte, segnalazione alla banca e raccolta prove.
  • È possibile recuperare le somme?
    Sì, se i fondi vengono rintracciati e sequestrati rapidamente, come nei 5.500 euro recuperati a Vigevano.
  • Chi indaga su questi reati?
    Arma dei Carabinieri, Polizia Postale e Procure territorialmente competenti, come la Procura di Pavia.

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