Tiscali avvia licenziamento collettivo e riduce l’organico di 180 dipendenti per contenere la crisi finanziaria

Licenziamenti collettivi in Tiscali, 180 esuberi e svolta sul business
La crisi di Tiscali, controllata da Tessellis, entra in una fase cruciale con l’avvio, il 17 marzo, della procedura di licenziamento collettivo per 180 dipendenti su 729 complessivi. La ristrutturazione riguarda soprattutto la sede storica di Cagliari e l’intero sito di Taranto, ma coinvolge anche Roma, Bari e Milano.
L’azienda punta a contenere l’impatto sociale tramite il criterio della “non opposizione”, privilegiando le uscite volontarie incentivate. La scelta si inserisce nel più ampio riassetto industriale legato all’affitto e alla futura cessione del ramo B2C a Canarbino, che comprende anche i marchi Tiscali e Linkem.
Sul piano territoriale e occupazionale, la stretta riorganizzazione mette in discussione il ruolo di Tiscali come storico motore dell’innovazione digitale in Sardegna e ridisegna la presenza del gruppo nel mercato italiano delle telecomunicazioni.
In sintesi:
- Avviato licenziamento collettivo per 180 dipendenti Tiscali su 729 complessivi in Italia.
- Chiusura della redazione giornalistica e forte ridimensionamento delle sedi di Cagliari e Taranto.
- Affitto e futura cessione del ramo B2C, inclusi i marchi Tiscali e Linkem, a Canarbino.
- Sindacati in allarme, confronto avviato presso Unindustria Roma per gestire gli esuberi.
Numeri dei tagli, cessione del B2C e impatto industriale
Il piano di Tiscali riguarda 155 impiegati, 13 quadri e 12 giornalisti. A Cagliari sono previsti 62 impiegati, 8 quadri e 11 giornalisti in esubero, con la chiusura completa della redazione giornalistica, che pone fine a oltre vent’anni di attività editoriale integrata ai servizi di connettività.
A Taranto l’impatto è massimo: tutti i 73 dipendenti del sito sono destinati all’uscita. Seguono Roma con 13 esuberi, Bari con 12 e Milano con 1 licenziamento, segnando un ridimensionamento della presenza operativa sul territorio nazionale.
Sul fronte strategico, il consiglio di amministrazione di Tessellis ha accettato un’offerta vincolante per l’affitto del ramo d’azienda Business to Consumer a Canarbino, con successiva cessione, includendo i brand Tiscali e Linkem. Parallelamente è stata presentata un’istanza di composizione negoziata della crisi presso la Camera di Commercio, strumento funzionale alla gestione del debito e a un possibile rilancio industriale.
Il trasferimento del B2C, tuttavia, comporta lo svuotamento di funzioni storiche, soprattutto in Sardegna, amplificando la portata occupazionale e simbolica della riorganizzazione.
Sindacati, territorio e scenari futuri per il polo digitale sardo
Le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei giornalisti di Tiscali Notizie denunciano disparità di trattamento tra categorie professionali e criticano la gestione della riorganizzazione. In una nota si legge: “Alle giornaliste e ai giornalisti che hanno svolto il loro lavoro con dedizione, oggi si vorrebbe dare il benservito senza alcuna remora, negando loro la stessa dignità riconosciuta agli altri dipendenti.”
Il confronto formale tra azienda e sindacati si terrà nella sede di Unindustria a Roma, dove saranno valutati strumenti alternativi per gestire gli esuberi, dagli incentivi alle possibili ricollocazioni interne o esterne.
Per Cagliari e per l’ecosistema dell’innovazione in Sardegna, il ridimensionamento di Tiscali apre interrogativi sulla tenuta del polo digitale locale, sull’indotto e sulla capacità del territorio di attrarre nuovi investimenti tecnologici nei prossimi anni.
FAQ
Quanti dipendenti Tiscali sono coinvolti nel licenziamento collettivo?
La procedura di licenziamento collettivo coinvolge 180 dipendenti su un totale di 729, pari a circa il 25% dell’organico complessivo.
Quali sedi Tiscali sono maggiormente colpite dagli esuberi?
Sono maggiormente colpite le sedi di Cagliari, con 81 esuberi complessivi, e Taranto, dove tutti i 73 dipendenti risultano coinvolti nella procedura.
Cosa prevede l’operazione sul ramo B2C di Tiscali?
L’operazione prevede l’affitto, finalizzato alla cessione, del ramo B2C a Canarbino, includendo i marchi Tiscali e Linkem e relativi asset commerciali.
Cosa significa il criterio di “non opposizione” nei licenziamenti Tiscali?
Il criterio di “non opposizione” indica uscite prevalentemente volontarie e incentivate, con l’obiettivo dichiarato di mitigare l’impatto sociale dei licenziamenti collettivi.
Da quali fonti è stata ricostruita questa notizia su Tiscali?
La notizia è stata elaborata congiuntamente a partire da contenuti e dispacci ufficiali di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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