Termini, aggressione al funzionario del ministero: cosa emerge davvero e i nodi irrisolti che cambiano la versione
Indice dei Contenuti:
Stato della vittima e condizioni cliniche
Il funzionario di 57 anni, dipendente del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è ricoverato al policlinico Umberto I in prognosi riservata. Le sue condizioni, inizialmente giudicate gravissime, risultano stabili e non è più in pericolo di vita.
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Le lesioni più severe riguardano il volto, con multiple fratture e un danno significativo alla mandibola, conseguenza del pestaggio avvenuto intorno alle 22 in via Giolitti. Il paziente è sedato per prudenza clinica e sottoposto a monitoraggio costante da parte dell’equipe ospedaliera.
Non appena verranno ridotte sedazione e dolore, sarà raccolta la sua versione dei fatti per chiarire la dinamica dell’aggressione. Il ministro Adolfo Urso segue direttamente l’evoluzione sanitaria ed è in contatto con le forze dell’ordine per aggiornamenti tempestivi.
Arresti e profili dei presunti aggressori
La polizia ha fermato Mohamed Mansy Mahmoud Mohamed Elramady, 18 anni, di origine egiziana, e Moslem Othmen, 20 anni, tunisino, ritenuti parte del gruppo che ha assalito il funzionario in via Giolitti. Entrambi erano già noti alle forze dell’ordine e da tempo gravitano nell’area della stazione Termini.
Secondo fonti investigative, i due apparterrebbero a una banda attiva nel perimetro dello scalo, con un ruolo crescente nel controllo della zona. Gli arresti sono maturati grazie al lavoro congiunto di squadra mobile, polizia ferroviaria, reparto volanti e commissariato Viminale.
Othmen risulta con precedenti per rissa e droga. Elramady ha alle spalle denunce per rapina, ricettazione e porto di armi o oggetti atti a offendere; a inizio gennaio era stato colpito da un provvedimento di espulsione perché irregolare in Italia.
Ipotesi sul movente e punti ancora da chiarire
Gli inquirenti valutano diverse piste: la rapina resta un’ipotesi debole, poiché nella disponibilità della vittima sono stati trovati portafoglio e telefono. Gli elementi raccolti suggeriscono un’azione mirata, con un gruppo di almeno otto persone che si avvicina e colpisce senza preavviso.
Resta aperta la possibilità di un pestaggio su commissione o di un’aggressione legata a dinamiche locali nell’area di via Giolitti. Gli investigatori contano sulla testimonianza del 57enne non appena sarà in grado di parlare per definire contatti, orari e eventuali pregressi.
Le telecamere di sorveglianza della zona di Termini sono state acquisite e analizzate per ricostruire traiettorie di fuga, ruoli dei singoli e connessioni con altre presenze abituali nello scalo.
Un possibile intreccio investigativo riguarda l’altra aggressione avvenuta circa un’ora dopo in via Manin, con la rapina violenta a un rider tunisino. Al momento i due episodi sono considerati distinti, ma non è esclusa una conoscenza tra i gruppi coinvolti.
L’obiettivo immediato è identificare gli ulteriori complici, stimati in almeno sei soggetti, attraverso incrocio di immagini, tabulati e riscontri di territorio.
La squadra mobile mantiene il massimo riserbo sul movente fino alla chiusura del perimetro dei sospettati e alla verifica di eventuali mandanti o regie emergenti.
FAQ
- Qual è il movente più probabile? Al momento non è definito; la rapina appare poco convincente e si valuta un’azione mirata.
- Quante persone avrebbero partecipato all’aggressione? Almeno otto, secondo i primi riscontri video.
- Gli episodi di via Giolitti e via Manin sono collegati? Non ci sono prove di un nesso diretto, ma si indaga su possibili contatti tra i gruppi.
- Quali prove stanno analizzando gli inquirenti? Filmati di videosorveglianza, testimonianze e tracciati delle presenze nell’area Termini.
- Quanti complici restano da identificare? Si stima almeno una mezza dozzina di soggetti ancora ricercati.
- Quando sarà ascoltata la vittima? Appena le condizioni cliniche permetteranno un colloquio utile e sicuro.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le informazioni derivano da ricostruzioni ispirate ai contenuti di RomaToday.




