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Rai, Regione Lazio e atenei uniti per pannelli senza donne zero
A Roma, nella Sala Tevere della Presidenza della Giunta regionale, Rai, Regione Lazio e le sei Università statali laziali – Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, Foro Italico, Tuscia, Cassino – hanno sottoscritto il protocollo d’intesa “No Women No Panel – Senza Donne Non se ne parla”. L’intesa, siglata oggi e nata su impulso della Commissione europea, punta a garantire una presenza equilibrata di relatrici in convegni, seminari e talk, affiancando obblighi di monitoraggio e valutazione socio-statistica affidati al Cnr. L’obiettivo è rendere strutturale la parità di genere nello spazio pubblico, televisivo e accademico, favorendo un cambiamento culturale misurabile e trasparente nelle politiche di rappresentazione delle competenze femminili.
In sintesi:
- Rai, Regione Lazio e sei atenei statali firmano il protocollo “No Women No Panel”.
- Obiettivo: equilibrio di genere in convegni, talk e dibattiti pubblici, offline e on air.
- Il Cnr validerà il monitoraggio delle buone pratiche con analisi socio-statistiche.
- L’intesa consolida il progetto europeo promosso da Rai e principali istituzioni nazionali.
No Women No Panel, come nasce e cosa prevede il protocollo
Il progetto No Women No Panel nasce dalla Commissione europea e viene rilanciato da Rai, inizialmente come campagna di Radio1, poi dal 2022 tramite un Memorandum d’Intesa con i vertici istituzionali del Paese: Presidenza del Consiglio–Dipartimento Pari Opportunità, Cnel, Conferenza delle Regioni, Anci, Upi, Lincei, Crui, Cnr, Rappresentanza Ue in Italia, Unione per il Mediterraneo, a cui si sono aggiunti Istat, Confindustria e Cattedre Unesco.
L’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi sottolinea che il protocollo rafforza il ruolo di Rai come servizio pubblico e “ponte tra istituzioni e cittadini”, impegnato a una narrazione pluralista, rispettosa e coerente con il Contratto di Servizio. Per il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’alleanza tra tv pubblica, ente territoriale e sistema universitario statale è lo snodo per un cambiamento culturale duraturo, che collega politiche per le pari opportunità, contrasto alla violenza di genere e promozione delle competenze femminili, in particolare nelle discipline Stem.
A livello operativo, le istituzioni firmatarie si impegnano a garantire panels misti, a evitare eventi senza adeguata rappresentanza femminile e a rendere tracciabili i progressi tramite report periodici validati dal Cnr, con l’obiettivo di trasformare le buone intenzioni in metriche verificabili di qualità democratica del dibattito pubblico.
Università laziali laboratorio di pluralità e qualità del dibattito
Le sei Università statali del Lazio assumono un ruolo centrale come laboratorio di applicazione del protocollo. La Rettrice di Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, evidenzia che *“No Women No Panel non può essere derubricato a mero slogan”* ma è assunzione di responsabilità per uno spazio pubblico “aperto, autorevole e credibile”.
Per la Rettrice dell’Università della Tuscia, Tiziana Laureti, l’ateneo custodisce una “responsabilità silenziosa” nel rendere visibile il talento ovunque si trovi: *“la conoscenza è piena solo quando è plurale”*. Il Rettore di Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, precisa che *“un panel senza donne non è uno spazio neutro, è un sapere ridotto”* e che pluralità e qualità del confronto coincidono.
Il Rettore di Roma Tre, Massimiliano Fiorucci, parla di conferma di una “sensibilità consolidata” sulle pari opportunità, utile a contrastare stereotipi ancora radicati. Per il Rettore dell’Università di Roma Foro Italico Massimo Sacchetti, lo sport è un linguaggio universale in cui l’equilibrio di genere diventa leva strategica di innovazione. Il Rettore dell’Università di Cassino, Marco Dell’Isola, richiama il dovere di essere “motore di emancipazione” nei territori di Lazio Meridionale, perché l’università resti “laboratorio di civiltà”. La cerimonia è stata moderata dalla caporedattrice centrale Tgr Lazio Antonella Armentano, segnalando l’impegno delle redazioni regionali Rai nella diffusione territoriale del progetto.
FAQ
Cosa prevede concretamente il protocollo No Women No Panel nel Lazio?
Il protocollo prevede obbligo di equilibrio di genere in convegni, seminari, talk, oltre a monitoraggio periodico e validazione socio-statistica del Cnr sulle buone pratiche adottate dalle istituzioni aderenti.
Qual è il ruolo di Rai nel progetto No Women No Panel?
Rai agisce da promotore e amplificatore pubblico: integra il principio nei propri palinsesti, coordina le alleanze istituzionali e sostiene il monitoraggio, in coerenza con il Contratto di Servizio e la missione di servizio pubblico.
Come verrà misurato l’equilibrio di genere nei panel?
L’equilibrio sarà misurato tramite raccolta dati sugli eventi organizzati, analisi quantitativa e qualitativa, e successiva validazione socio-statistica da parte del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con report periodici condivisi tra i partner.
Le università laziali dovranno modificare i propri regolamenti interni?
Sì, le università sono chiamate ad aggiornare linee guida e prassi organizzative per eventi e convegni, introducendo criteri vincolanti di rappresentanza di genere, con responsabilità chiare per dipartimenti e uffici competenti.
Da quali fonti è stata elaborata questa notizia sul protocollo No Women No Panel?
La notizia è stata elaborata congiuntamente a partire dalle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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