Tabacco, nuova ondata di rincari tra tasse e salute in bilico
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Nuovi rincari su sigarette e tabacco: cosa cambia dal 6 maggio
Da mercoledì 6 maggio scatta in tutta Italia un nuovo aumento dei prezzi di sigarette, sigari e tabacco lavorato, previsto dall’ultima Legge di Bilancio. Il rincaro coinvolge in modo selettivo diversi marchi di sigarette e una larga fascia di prodotti da fumo di fascia medio‑alta e premium. La misura rientra in una strategia fiscale di lungo periodo che punta a disincentivare il consumo di tabacco e a reperire risorse per la sanità pubblica. I nuovi listini, pubblicati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si inseriscono in un contesto in cui i costi sanitari legati al fumo continuano a crescere e alimentano il dibattito su una possibile “tassa di scopo” per finanziare il Servizio Sanitario Nazionale.
In sintesi:
- Dal 6 maggio aumentano i prezzi di sigarette, sigari e tabacco lavorato in Italia.
- Rincari mirati su alcuni marchi di sigarette e su gran parte dei sigari.
- Proposta di accisa aggiuntiva di 5 euro a pacchetto per finanziare la sanità.
- Circa 10 milioni di fumatori italiani, in crescita l’uso congiunto sigaretta‑elettronica.
Chi paga di più: marchi interessati, fascia premium e costi sanitari
I rincari colpiscono in maniera selettiva le sigarette tradizionali: per brand come Corset e The King i prezzi di vendita oscillano ora tra 5,30 e 5,70 euro a pacchetto. Si tratta di adeguamenti che seguono il precedente aumento di metà aprile, in attuazione della manovra fiscale approvata dal Parlamento.
Molto più esteso è l’impatto sul mercato dei sigari, dove vengono ritoccate sia le singole unità sia le confezioni pregiate da 10 o 25 pezzi. La forbice è ampia: si parte da circa 8 euro per i prodotti entry‑level fino a oltre 1.500 euro per i sigari più esclusivi, destinati a un pubblico di nicchia ad alto potere d’acquisto.
Parallelamente avanza la proposta di legge popolare “5 euro contro il fumo”, sostenuta da Associazione Italiana di Oncologia Medica, Fondazione AIRC e Fondazione Umberto Veronesi. Il testo punta a introdurre un’accisa fissa di 5 euro per ogni pacchetto di sigarette o prodotto da inalazione, con gettito vincolato al Servizio Sanitario Nazionale. I promotori ricordano che il fumo costa allo Stato circa 26 miliardi di euro l’anno tra cure per tumori e malattie croniche correlate.
Impatto sui fumatori e prospettive future della lotta al tabagismo
Nonostante l’inasprimento fiscale, in Italia si contano ancora circa 10 milioni di fumatori, secondo le principali società scientifiche. Un dato che preoccupa soprattutto per la diffusione tra giovani e donne di un consumo “ibrido”: molti alternano o sommano sigarette tradizionali ed e‑cig.
Gli esperti definiscono questa tendenza “uso congiunto”: lungi dal favorire la disassuefazione, può aumentare l’esposizione complessiva a sostanze nocive, rendendo più difficile l’abbandono definitivo del tabacco. In questo quadro, l’aumento dei prezzi punta a rendere il fumo un’abitudine sempre più costosa, quasi un lusso.
La sfida politica e sanitaria dei prossimi anni sarà legare in modo trasparente l’extra‑gettito derivante da accise e sovratasse alla copertura delle spese oncologiche, ai programmi di prevenzione e ai servizi di supporto per smettere di fumare, trasformando una misura fiscale impopolare in un investimento misurabile sulla salute pubblica.
FAQ
Da quando sono entrati in vigore i nuovi aumenti sulle sigarette?
I nuovi rincari sono entrati in vigore da mercoledì 6 maggio, in applicazione delle previsioni contenute nell’ultima Legge di Bilancio nazionale.
Quali marchi di sigarette sono maggiormente interessati dagli aumenti?
Gli aumenti attuali riguardano soprattutto marchi come Corset e The King, con prezzi portati in una fascia compresa tra 5,30 e 5,70 euro.
Quanto potrebbe costare in più un pacchetto con la proposta 5 euro contro il fumo?
La proposta prevede un’accisa fissa aggiuntiva di 5 euro a pacchetto, che si sommerebbe ai prezzi e alle accise già in vigore.
Quanti sono oggi i fumatori in Italia secondo le stime più citate?
Attualmente in Italia si stimano circa 10 milioni di fumatori, con particolare crescita dei consumi tra i più giovani e le donne.
Da quali fonti sono state ricavate e rielaborate le informazioni di questo articolo?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.



