Svizzera, risarcimenti ai minimi per gli adolescenti feriti a Crans Montana: conta solo chi produce reddito

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Crans Montana, lo scandalo dei risarcimenti svizzeri. “Massimo 150mila franchi, gli adolescenti non producono redditi”
Indagine svizzera sotto accusa
Nel piccolo centro di Crans Montana, l’inchiesta sul rogo del locale La Constellation mette in luce falle clamorose nei controlli e nelle responsabilità. Genitori e feriti denunciano una catena di omissioni: uscita di sicurezza chiusa, assenza di sprinkler antincendio, soffitti rivestiti con spugne altamente infiammabili, camerieri con il volto coperto. Le domande su chi fosse davvero il proprietario delle mura e chi abbia autorizzato l’esercizio in quelle condizioni restano senza risposta.
Il dirigente del Mef Tommaso Lucia, padre di uno dei ragazzi feriti, racconta che in città si mormora di una presunta proprietà riconducibile alla vicesindaca, ipotesi che rende ancora più urgente un chiarimento pubblico. Sullo sfondo, il ruolo di Jacques Moretti, formalmente titolare del locale, appare opaco: per molte famiglie sarebbe solo una “testa di legno” che gestiva capitali altrui, lontano dai veri centri decisionali.
Il nodo dei 150mila franchi
La normativa elvetica sui risarcimenti civili per le vittime minorenni di incidenti mortali è diventata il simbolo della rabbia dei familiari. In base ai parametri svizzeri, la vita di un adolescente viene quantificata in un massimo di 150mila franchi, perché considerato soggetto che “non produce reddito”. Una cifra giudicata offensiva da genitori e associazioni, che vedono in questo tetto un messaggio disumano: la dignità della persona ridotta a una proiezione di guadagno futuro.
Le famiglie italiane colpite dalla strage chiedono che venga riconosciuto non solo il danno economico, ma anche quello morale, esistenziale e psicologico. Il rischio, sottolineano gli avvocati, è che chi ha risparmiato su sicurezza, uscite di emergenza e impianti antincendio riesca a limitare drasticamente la propria esposizione economica. Un paradosso che mina la funzione preventiva del risarcimento e l’effetto deterrente sulla gestione dei locali pubblici.
Pressioni politiche e battaglia legale
La sproporzione tra la gravità della tragedia e l’ammontare dei ristori ha innescato un pressing istituzionale senza precedenti tra Roma e le autorità federali svizzere. Le famiglie invocano un intervento diretto del presidente Sergio Mattarella e del governo guidato da Giorgia Meloni, affinché vengano aperti canali diplomatici e verificate tutte le possibilità di superare il limite dei 150mila franchi.
I parenti delle vittime si sono affidati a un doppio fronte legale, con un collegio di difesa italo-svizzero incaricato di analizzare ogni margine per agire sia in sede penale sia in sede civile. Sul tavolo, anche la questione della cauzione da 400mila franchi per l’eventuale scarcerazione di Moretti, che rilancia il sospetto sull’esistenza di sponsor occulti e di un sistema proprietario poco trasparente. Il caso rischia di trasformarsi in un banco di prova per il rapporto tra tutela della vita e interessi economici nel cuore dell’.
FAQ
D: Perché i risarcimenti svizzeri per i minori sono così bassi?
R: Perché il calcolo si basa principalmente sul reddito perso, e gli adolescenti sono considerati non ancora produttivi.
D: Cosa chiedono le famiglie delle vittime italiane?
R: Chiedono l’adeguamento dei risarcimenti, piena verità sulle responsabilità e un riconoscimento del danno morale ed esistenziale.
D: Chi è Tommaso Lucia e quale ruolo ha nel caso?
R: È dirigente del Mef e padre di uno dei ragazzi feriti; è tra le voci più critiche sul sistema di indennizzo svizzero.
D: Chi viene indicato come titolare del locale La Constellation?
R: Formalmente il titolare è Jacques Moretti, ma molti lo considerano una figura di facciata.
D: Perché si parla di “proprietari occulti” a Crans Montana?
R: Perché circolano voci su interessi e proprietà legati a esponenti locali, inclusa una possibile riconducibilità alla vicesindaca.
D: Qual è la somma massima riconosciuta per la morte di un adolescente?
R: Secondo i parametri svizzeri richiamati dai familiari, il tetto massimo è di 150mila franchi.
D: Che ruolo hanno Italia e Svizzera nella vicenda giudiziaria?
R: La Svizzera gestisce l’inchiesta e il processo, mentre l’Italia interviene con canali diplomatici e supporto legale ai propri cittadini.
D: Qual è la fonte giornalistica principale che ha rilanciato le denunce dei familiari?
R: Le dichiarazioni di Tommaso Lucia sui risarcimenti e sui sospetti di proprietà del locale sono state riportate da Il Corriere della Sera.




