Svizzera, partiti contro la nuova tassa sui veicoli elettrici: scontro acceso sulla mobilità green
Indice dei Contenuti:
Proposta di tassa sui veicoli elettrici entro il 2030
Il Consiglio federale propone di introdurre entro il 2030 una nuova imposizione sui veicoli elettrici, con l’obiettivo di garantire entrate stabili per le infrastrutture di mobilità. La consultazione, conclusa venerdì, ha raccolto forti obiezioni politiche e associative, segnalando criticità su equità e attuazione. Due le strade delineate dal governo per sostituire i mancati introiti dei carburanti fossili.
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La prima opzione prevede un prelievo legato ai chilometri percorsi, modulato in base al peso del veicolo, per avvicinare il contributo del conducente all’effettivo utilizzo della rete stradale. La seconda ipotesi introduce una tassa sull’elettricità consumata per la trazione, applicabile indipendentemente dalla tipologia di mezzo, con meccanismi di misurazione da definire.
Entrambe le alternative puntano a un sistema “tecnologicamente neutro” e sostenibile nel lungo periodo, ma sollevano dubbi su controlli, privacy, costi amministrativi e impatto su utenti privati e flotte. Il dossier, alimentato dal rallentamento delle vendite di auto elettriche in Svizzera, resta aperto a modifiche dopo la consultazione, prima del passaggio parlamentare.
FAQ
- D: Qual è l’obiettivo della tassa proposta?
R: Stabilizzare le entrate per le infrastrutture stradali sostituendo i ricavi in calo dai carburanti fossili. - D: Quando entrerebbe in vigore?
R: L’orizzonte indicato è il 2030, salvo revisione dopo la consultazione e l’iter parlamentare. - D: Quali sono le due opzioni di imposizione?
R: Tassa per chilometro pesata sul peso del veicolo; in alternativa tassa sull’elettricità utilizzata per la trazione. - D: Come viene affrontata la neutralità tecnologica?
R: Collegando il prelievo all’uso effettivo o all’energia consumata, non al tipo di motore. - D: Quali criticità sono emerse?
R: Questioni di privacy nei sistemi di tracciamento, oneri amministrativi e impatto su utenti e flotte. - D: La consultazione è conclusa?
R: Sì, si è chiusa venerdì; il governo valuterà gli esiti per eventuali modifiche. - D: Qual è la fonte giornalistica?
R: swissinfo.ch (Keystone-SDA).
Posizioni dei partiti e delle associazioni svizzere
UDC respinge senza mezzi termini il progetto, contestando qualsiasi aumento del prelievo sui automobilisti a beneficio delle finanze pubbliche. La linea è netta: no a nuovi oneri che, secondo il partito, penalizzano chi usa l’auto e alterano l’equilibrio fiscale.
PLR chiede una soluzione transitoria alternativa e una riforma strutturale “praticabile e equa” della fiscalità sui veicoli elettrici, rinviando una scelta definitiva a un impianto più maturo e tecnicamente sostenibile.
Verdi liberali bocciano l’imposta proposta, giudicandola non adeguata nelle forme attuali, mentre i Verdi la accolgono favorevolmente come strumento di finanziamento e di coerenza con gli obiettivi ambientali.
L’Associazione Traffico e Ambiente propugna un’entrata in vigore non prima del 2035, per garantire tempi tecnici e tutela dei consumatori, e il TCS invoca un approccio graduale, con fasi di test e adattamenti progressivi per ridurre rischi di implementazione.
Alternative fiscali e tempi di attuazione
Le alternative sul tavolo mirano a compensare il calo dei proventi dei carburanti con modelli di prelievo legati all’uso. Il sistema per chilometri percorsi, ponderato per il peso, richiede infrastrutture di rilevazione affidabili e protocolli di tutela della privacy, oltre a un quadro sanzionatorio chiaro per evitare elusioni. L’imposta sull’elettricità consumata per la trazione punta invece a un’applicazione più semplice ma necessita di distinguere l’energia di ricarica da quella domestica e pubblica.
In termini di calendario, l’esecutivo indica il 2030 come obiettivo, ma le posizioni emerse in consultazione spingono verso una scansione più lunga, con ipotesi di avvio dal 2035 o con fasi pilota. Una possibile road map include sperimentazioni regionali, verifica dei costi amministrativi e adeguamenti normativi su contatori, fatturazione e interoperabilità delle colonnine.
Il TCS sollecita un’implementazione graduale con monitoraggio degli impatti su famiglie e flotte, mentre le associazioni ambientali chiedono criteri chiari di equità tra tipologie di veicolo. Qualunque scelta richiederà indicatori di performance, revisione periodica delle aliquote e coordinamento con il finanziamento delle infrastrutture stradali esistenti.
FAQ
- D: Quali sono le due principali alternative fiscali?
R: Prelievo per chilometro ponderato sul peso del veicolo oppure tassa sull’elettricità usata per la trazione. - D: Qual è il nodo tecnico della tassa per chilometro?
R: La necessità di sistemi di rilevazione affidabili e tutele della privacy. - D: Cosa rende complessa la tassa sull’elettricità?
R: La distinzione tra ricariche domestiche e pubbliche e la corretta misurazione ai fini fiscali. - D: Quali tempi di attuazione sono ipotizzati?
R: Target al 2030, con pressioni per rinviare o introdurre fasi pilota fino al 2035. - D: Che ruolo hanno i progetti pilota?
R: Testare costi, impatti su utenti e interoperabilità prima dell’adozione nazionale. - D: Come si garantisce l’equità tra utenti?
R: Parametrando il prelievo all’uso reale e definendo aliquote coerenti con peso e consumo. - D: Qual è la fonte giornalistica?
R: swissinfo.ch (Keystone-SDA).




