Svizzera, italiani tra feriti e dispersi: caos dopo il rogo, allerta Farnesina e identificazioni difficili
Primi nomi tra feriti e dispersi italiani
Emergono i primi nominativi di italiani tra feriti e dispersi dopo il rogo a Crans-Montana. Tra i dispersi risulta Emanuele Galeppini, 17 anni, talento del golf nato a Genova e residente a Dubai: la Federazione Italiana Golf lo ha commemorato sui social, mentre i familiari attendono riscontri dal test del Dna. Non si hanno notizie di Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna: il suo telefono era spento la sera dell’incendio, la madre Carla Masiello ha diffuso una foto per chiedere aiuto. Ricerche in corso anche per Carlo Minghetti, romano, amico di Manfredi Marcucci (ricoverato al Niguarda di Milano): a riferirlo è il padre di Manfredi, spiegando che i genitori di Minghetti sono ancora a Crans-Montana in attesa di notizie. Tra i nomi riportati dai media figura Chiara Costanzo, 16 anni, di Milano: il padre ha dichiarato al Corriere.it di sperare che sia tra i feriti non identificati. Indicati inoltre Achille Barosi, 16 anni, senza documenti ma riconoscibile per una catenina con una Madonnina, e Giuliano Biasini, età non precisata.
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Nel gruppo dei feriti italiani sono stati indicati tredici nominativi. Oltre a Manfredi Marcucci — in coma farmacologico secondo quanto riferisce il padre — al Niguarda risultano ricoverati Gregorio Esposito (arrivato oggi e colpito dalla perdita di un amico nell’incendio), Giuseppe Giola e la veterinaria 29enne di Cattolica Eleonora Palmieri, che secondo la madre “è stata fortunata” perché tornerà a casa viva. Tra i feriti segnalati dai quotidiani locali figurano anche Alessandra Galli De Min, 55 anni, originaria di Belluno e residente da oltre vent’anni a Ginevra, Chian Taser Talingdan, 16 anni di origine filippina, e Francesca Nota, tutti in terapia intensiva con ustioni gravi secondo Corriere.it. Completano l’elenco Leonardo Bove, Filippo Leone Grassi, Elsa Rubbino, Antonio Lucia, Sofia Donadio; un ulteriore ferito non è ancora stato identificato.
Aggiornamenti ufficiali e appello alla cautela
Palazzo Chigi e la Farnesina mantengono una linea di massima prudenza sulle informazioni relative a feriti e dispersi a Crans-Montana, sottolineando che la fase di identificazione richiede tempi tecnici e riscontri medico-legali. In una nota, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rimarcato che la verifica delle vittime è “particolarmente complessa” per le gravi ustioni, invitando i media a evitare ricostruzioni non confermate. Il Ministero degli Esteri ha attivato l’Unità di Crisi, in contatto costante con le autorità svizzere e con le famiglie coinvolte, mentre i consolati italiani in Svizzera supportano la raccolta dei campioni genetici e la gestione delle procedure ospedaliere.
Secondo quanto riportato da Corriere della Sera, la Repubblica e La Stampa, circola un primo elenco di nominativi tra giovani feriti o non rintracciati, ma le istituzioni ribadiscono che solo gli accertamenti ufficiali potranno confermare l’esatta corrispondenza. In parallelo, le strutture sanitarie di Milano e i centri ustioni svizzeri procedono alla stabilizzazione clinica dei pazienti e alla mappatura delle lesioni per consentire le comparazioni d’identità. La raccomandazione delle autorità è di attenersi a fonti verificate, in attesa di comunicazioni congiunte con i reparti di polizia scientifica e i laboratori incaricati delle analisi.
L’Unità di Crisi segnala che eventuali aggiornamenti saranno diffusi attraverso i canali istituzionali e che le richieste di informazione dovranno transitare per i numeri dedicati, al fine di non ostacolare le attività di soccorso e di coordinamento. Le famiglie sono state invitate a non condividere dettagli sensibili sui social, per tutelare la privacy dei minori e dei pazienti in condizioni critiche e per evitare sovrapposizioni con il lavoro delle autorità di pubblica sicurezza e dei magistrati competenti.
Identificazione complessa e attesa delle famiglie
Le procedure di identificazione seguono protocolli stringenti coordinati tra autorità svizzere, Unità di Crisi della Farnesina e reparti di polizia scientifica. La gravità delle ustioni impone l’uso di comparazioni genetiche e di riscontri multipli: campioni di Dna forniti dai parenti, dati odontoiatrici, segni particolari e confronti con effetti personali recuperati nei luoghi del rogo. I laboratori incaricati operano su turni continuativi, ma i tempi tecnici restano inevitabili per garantire certezza giuridica e clinica.
Negli ospedali di Crans-Montana e nei centri ustioni di Svizzera e Milano prosegue il censimento dei pazienti ricoverati con identità incerta. Le équipe mediche aggiornano i registri con fotografie cliniche, caratteristiche antropometriche e tracciati diagnostici utili ai confronti, mentre i mediatori culturali assistono i familiari nella raccolta documentale. Le corsie restano presidiate da personale dedicato ai colloqui, per evitare sovrapposizioni e ridurre il rischio di omonimie o errori di riconoscimento.
Le famiglie sono state invitate a centralizzare la consegna di informazioni e campioni attraverso i canali istituzionali per non compromettere la catena di custodia. Ai parenti dei dispersi è stato chiesto di fornire fotografie recenti, cartelle cliniche, referti odontoiatrici e indicazioni su cicatrici, tatuaggi o dispositivi medici impiantati. Ogni elemento confluisce in un dossier univoco, collegato a un codice di tracciamento condiviso tra le forze dell’ordine e le strutture sanitarie.
La gestione dell’attesa è affidata a team di psicologi dell’emergenza e operatori sociali, che garantiscono supporto continuativo nei punti di accoglienza. Le comunicazioni ufficiali vengono schedulate a finestre prestabilite per evitare rimbalzi di notizie e indiscrezioni. In parallelo, le autorità ribadiscono la necessità di non diffondere liste non verificate o ipotesi di identità sui social, per tutelare la privacy e scongiurare ulteriori traumi.
Nelle prossime ore verranno completate le prime serie di comparazioni Dna su campioni ad alta priorità, mentre la mappatura delle lesioni e l’analisi dei reperti personali proseguiranno per blocchi. Solo al termine dei riscontri incrociati, convalidati dalla magistratura e dai responsabili sanitari, verranno comunicate le conferme ai familiari mediante notifiche formali e successiva informazione ai media attraverso canali istituzionali.
FAQ
- Quante autorità sono coinvolte nell’identificazione?
Operano in coordinamento le autorità svizzere, l’Unità di Crisi della Farnesina, la polizia scientifica e i laboratori forensi, insieme ai reparti ospedalieri. - Perché servono tempi lunghi per confermare i nomi?
Le gravi ustioni impongono verifiche genetiche e riscontri multipli per garantire certezza legale e clinica. - Quali documenti devono fornire i familiari?
Foto recenti, dati odontoiatrici, cartelle cliniche, descrizioni di cicatrici o tatuaggi ed eventuali dispositivi medici impiantati. - Come vengono tutelati i dati sensibili?
Tutti i materiali transitano su canali istituzionali con codici di tracciamento e catena di custodia controllata. - Dove reperire aggiornamenti ufficiali?
Sui canali istituzionali della Farnesina e delle autorità svizzere; le comunicazioni ai media seguono notifiche ai familiari. - È utile condividere appelli sui social?
Le autorità sconsigliano la diffusione di liste o ipotesi non verificate per proteggere la privacy e non ostacolare le indagini.




