Svizzera introduce pedaggio aggiuntivo per le auto che attraversano il Paese senza soste

Svizzera introduce pedaggio aggiuntivo per le auto che attraversano il Paese senza soste

20 Marzo 2026

Tassa di transito per chi attraversa solo la Svizzera: cosa cambia

Il Parlamento federale svizzero sta avanzando verso l’introduzione di una nuova tassa di transito per le auto che attraversano la Svizzera senza fermarsi, soprattutto lungo l’asse nord-sud. La misura, sostenuta con ampia maggioranza da Consiglio degli Stati e Consiglio nazionale, punta a ridurre le code ricorrenti a Pasqua, Pentecoste e durante le vacanze estive sui principali assi autostradali, in particolare ai tunnel del San Gottardo e del San Bernardino. Il sistema, proposto dal consigliere nazionale UDC Paolo Pamini, prevede l’identificazione dei veicoli ai valichi di ingresso e uscita, ad esempio da Basilea a Chiasso, con una fatturazione variabile in base a orario e giorno di transito. L’obiettivo è disincentivare il traffico di puro transito straniero e proteggere la fluidità della mobilità interna.

In sintesi:

  • Tassa di transito mirata ai veicoli che attraversano la Svizzera senza fermarsi.
  • Sistema basato su riconoscimento targhe ai principali valichi autostradali.
  • Ampio sostegno parlamentare, opposizione compatta dei Verdi liberali.
  • Dubbi sui rapporti con l’UE, ma maggioranza ritiene la misura compatibile.

Come funzionerà la tassa e quali sono le posizioni politiche

Il meccanismo ipotizzato ricalca modelli già operativi in altri Paesi europei. Un’auto in ingresso dalla Germania, ad esempio a Basilea, verrebbe registrata da telecamere a riconoscimento targa, poi nuovamente rilevata al San Gottardo o al San Bernardino, quindi in uscita a Chiasso. La tassa verrebbe calcolata in funzione di fascia oraria, giorno e tratto utilizzato, penalizzando soprattutto le percorrenze nei periodi di massimo afflusso.

Dopo l’unanimità in Consiglio degli Stati, il progetto ha ottenuto il via libera anche al Consiglio nazionale. A sostenerlo sono stati l’intera deputazione ticinese e i gruppi di UDC, Centro, PS, Verdi e gran parte dei liberali-radicali. Unici oppositori i Verdi liberali, preoccupati per l’effetto politico nei rapporti con l’Unione europea.

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“Questa proposta mira a penalizzare unicamente il traffico di transito straniero. Proprio in un periodo in cui la Svizzera cerca di stabilizzare i propri rapporti bilaterali con l’UE”, avverte la consigliera nazionale Barbara Schaffner (Verdi liberali, ZH).

Paolo Pamini, invece, la misura è pienamente compatibile con l’accordo di libera circolazione e con quello sui trasporti terrestri: “È una grande soddisfazione. A valle di un anno di lavori di concertazione abbiamo toccato tutto lo spettro politico, dalla sinistra fino alla destra, sulle due Camere”.

Infrastrutture pronte, iter politico ancora lungo

Dal punto di vista tecnico, il progetto sfrutterebbe infrastrutture già esistenti. Il consigliere federale Albert Rösti ha riconosciuto che l’attuazione non sarà semplice, ma non parte da zero. Rispondendo alle critiche sul rischio di un semplice segnale simbolico, Paolo Pamini richiama esperienze concrete.

“Quando andiamo a Malpensa la Pedemontana funziona esattamente con questo sistema, con telecamere che riconoscono le targhe. Anche in Austria ci sono sistemi simili”, sottolinea. Il Consiglio federale, su sue interrogazioni, ha confermato che tutti i principali valichi svizzeri dispongono già di telecamere per il riconoscimento delle targhe, usate anche per il contrasto alla criminalità internazionale.

La vera incognita riguarda ora il percorso politico e regolatorio: bisognerà definire criteri di calcolo, categorie esentate, modalità di fatturazione e gestione dei ricorsi, garantendo al contempo la piena compatibilità con gli accordi bilaterali con l’UE. La “strada politica” per arrivare alle norme di dettaglio è ancora lunga; nel frattempo, il dibattito su equità, impatto turistico e relazioni con Bruxelles è destinato a intensificarsi, soprattutto nei Cantoni di confine come il Ticino.

FAQ

Chi dovrà pagare la nuova tassa di transito in Svizzera

Saranno tenuti a pagare principalmente i veicoli che attraversano la Svizzera senza fermarsi, cioè il traffico di puro transito lungo gli assi nord-sud.

Come verranno riconosciuti i veicoli soggetti alla tassa

Verranno identificati tramite telecamere con riconoscimento targa posizionate ai principali valichi di ingresso, lungo le tratte autostradali strategiche e ai punti di uscita.

La tassa di transito è compatibile con gli accordi UE

Sì, secondo la maggioranza parlamentare la misura è compatibile con l’accordo di libera circolazione e quello sui trasporti terrestri con l’Unione europea.

Quando potrebbe entrare in vigore la tassa di transito svizzera

Entrerà in vigore solo dopo la definizione dei dettagli legislativi e tecnici; l’iter politico è ancora in una fase iniziale.

Qual è la fonte delle informazioni su questa tassa di transito

Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.

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