Svizzera accusa Roma: lo scontro diplomatico che nessuno si aspettava

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La politica svizzera: “Inaccettabili i toni di Roma”
Diplomazia in tensione
Le parole pronunciate dai vertici del governo italiano dopo la tragedia di Crans-Montana hanno provocato una reazione compatta nel panorama politico elvetico, dal centrodestra alla sinistra. Le critiche non riguardano il cordoglio, ma il linguaggio giudicato eccessivo e le ingerenze percepite nelle dinamiche istituzionali svizzere.
Il consigliere agli Stati Carlo Sommaruga ha definito “inaccettabili” i toni utilizzati da Giorgia Meloni e Antonio Tajani, sottolineando come non spetti a un ministro degli Esteri di un altro Paese stabilire come debba funzionare la giustizia in una democrazia sovrana. La linea è condivisa dal consigliere nazionale Alex Farinelli, che distingue tra la legittima enfatizzazione mediatica in Italia e l’uso di dichiarazioni muscolari da parte dei massimi rappresentanti istituzionali.
Per entrambi, l’idea di condizionare il rientro dell’ambasciatore italiano a Berna all’evoluzione delle indagini in Vallese configura un precedente pericoloso nelle relazioni bilaterali. La richiesta di una squadra investigativa comune viene inoltre letta come una pressione che collide con il principio di separazione dei poteri e con la piena competenza della magistratura elvetica in territorio svizzero.
Sovranità elvetica e casi italiani
Il consigliere nazionale Piero Marchesi, presidente dell’UDC Ticino, ha parlato di un’azione “vergognosa” da parte di Roma, chiedendo una risposta “muscolare” da parte del Consiglio federale. A suo avviso, l’uso politico dell’emotività pubblica da parte dell’esecutivo italiano rischia di incrinare un rapporto storicamente stretto fra i due Paesi.
Marchesi ha ricordato come anche in Italia alcune inchieste complesse, dal Ponte Morandi alla funivia del Mottarone, fino alla strage di Ustica, abbiano mostrato lentezze e criticità, evidenziando che nessun sistema giudiziario è esente da problemi. Proprio per questo, giudica sproporzionata l’offensiva verbale contro le istituzioni elvetiche, tanto più dopo una catastrofe che ha colpito duramente anche cittadini svizzeri.
Farinelli ha ricordato che la maggioranza delle vittime di Crans-Montana è svizzera e che il Paese ha un interesse diretto e profondo a fare piena luce sui fatti. Mettere in dubbio la volontà elvetica di accertare le responsabilità significa, secondo lui, ignorare il peso umano della tragedia per la popolazione locale e per le autorità federali e cantonali.
Calcoli interni e prospettiva futura
Sommaruga e Farinelli vedono nelle esternazioni del governo italiano una forte valenza di politica interna. Il parlamentare socialista parla apertamente di “strumentalizzazione” della tragedia di Crans-Montana per ragioni populiste, con l’obiettivo di rassicurare élite economiche e sociali di Roma, Milano e Torino coinvolte, direttamente o indirettamente, nella vicenda. In questa chiave viene letta anche la minaccia legata all’ambasciatore.
Le posizioni più moderate espresse dal presidente della Confederazione Guy Parmelin e dal capo del DFAE Ignazio Cassis sono state difese da entrambi i parlamentari, che le considerano coerenti con l’interesse strategico della Svizzera a preservare relazioni stabili con l’Italia. Marchesi, al contrario, insiste su una risposta più ferma, per marcare con chiarezza il confine della sovranità giudiziaria elvetica.
In qualità di presidente della delegazione per le relazioni con il Parlamento italiano, Sommaruga ha annunciato l’intenzione di rivolgersi direttamente al deputato Toni Ricciardi per esprimere formalmente il proprio dissenso verso l’atteggiamento del governo italiano. Dopo i ringraziamenti inviati oltre confine per gli aiuti immediatamente successivi al disastro, ora il messaggio sarà di segno opposto: la cooperazione rimane essenziale, ma non può tradursi in pressioni politiche sulle istituzioni svizzere.
FAQ
D: Perché alcuni politici svizzeri parlano di ingerenza italiana?
R: Perché ritengono che le dichiarazioni del governo italiano condizionino la magistratura elvetica e violino la sovranità giudiziaria della Svizzera.
D: Che ruolo ha avuto la tragedia di Crans-Montana in questa polemica?
R: È l’evento scatenante: le pressioni politiche italiane riguardano la gestione delle indagini su quel disastro in territorio svizzero.
D: Cosa contesta Carlo Sommaruga alle autorità italiane?
R: Contesta i toni considerati eccessivi e il tentativo di dire alla Svizzera come organizzare la propria giustizia.
D: Qual è la posizione di Alex Farinelli sulla gestione mediatica italiana?
R: Riconosce la tendenza alla spettacolarizzazione, ma giudica grave che a farlo siano i massimi rappresentanti istituzionali.
D: Perché Piero Marchesi chiede una risposta “muscolare”?
R: Ritiene che solo una reazione molto ferma possa difendere con chiarezza la sovranità e il sistema giudiziario elvetico.
D: Come viene interpretata la minaccia sul rientro dell’ambasciatore?
R: Come strumento di pressione politica che condiziona la cooperazione diplomatica alle decisioni della giustizia svizzera.
D: Le critiche italiane alle inchieste sono considerate legittime?
R: I politici svizzeri citati distinguono tra critiche dei media, ritenute legittime, e pressioni dirette dei governi, giudicate inaccettabili.
D: Qual è la fonte giornalistica principale di queste ricostruzioni?
R: Le posizioni riportate derivano dalle interviste e dagli approfondimenti pubblicati e trasmessi da RSI, in particolare dai format SEIDISERA e 60 Minuti.




