Stellantis lancia l’allarme: Europa perde milioni di auto, ecco cosa sta davvero bloccando il mercato

Stellantis lancia l’allarme: Europa perde milioni di auto, ecco cosa sta davvero bloccando il mercato

11 Gennaio 2026

Allarme investimenti e incertezza regolatoria

Emanuele Cappellano, responsabile di Stellantis Europa, lega la scelta di investimenti e siti produttivi alla stabilità del quadro normativo dell’Unione europea. Senza regole chiare, spiega, la pianificazione su impianti, piattaforme e tecnologie diventa una scommessa a rischio elevato. Le modifiche annunciate sul divieto dei motori termici dal 2035, lette come parziale ripensamento, aumentano l’incertezza anziché ridurla.

La richiesta è di “visibilità” su quali tecnologie saranno davvero premiate: elettrico a batteria, ibrido, termico a basse emissioni. Ogni oscillazione normativa sposta miliardi e congela decisioni strategiche lungo cicli industriali lunghi, in contrasto con l’andamento incrementale della politica. Il risultato è un processo decisionale ritardato e non lineare per l’intera filiera.

Cappellano parla apertamente di “disallineamento” tra regole, capacità dei costruttori e domanda reale dei clienti. Il problema non è tra dieci anni ma ora: servono indicazioni coerenti e immediatamente applicabili. Senza un perimetro certo, si indeboliscono competitività, scala produttiva e fiducia di consumatori e fornitori lungo la catena del valore.

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Mercato in calo: tre milioni di veicoli mancanti

Il mercato europeo resta l’unico grande bacino globale sotto i livelli pre-pandemia: mancano circa tre milioni di immatricolazioni rispetto al 2019, con effetti immediati su margini, prezzi e rete dei fornitori. Volumi compressi significano minore assorbimento dei costi fissi e minore leva per sostenere nuovi cicli produttivi e tecnologici.

La contrazione della domanda frena la scala industriale necessaria per la transizione, irrigidisce gli investimenti e spinge i clienti a rinviare l’acquisto in attesa di chiarezza su incentivi e standard. Il risultato è un circuito vizioso: meno vendite, meno competitività, più pressioni sui listini e sulle reti commerciali.

Per Stellantis, il nodo è immediato: senza segnali regolatori stabili e strumenti pro-mercato, la ripresa resta fragile e disomogenea tra Paesi. La domanda chiede soluzioni accessibili oggi, non promesse al 2035; senza un rimbalzo dei volumi, la sostenibilità economica della transizione si indebolisce lungo tutta la filiera europea.

Priorità industriali: batterie, chip e strategia dei marchi

Stellantis sollecita una politica industriale europea mirata su batterie e semiconduttori, componenti che determinano costo, performance e autonomia della catena del valore automotive. La richiesta è di strumenti concreti: sostegno alla produzione locale, accesso a materie prime, standard comuni e tempi certi per autorizzazioni e incentivi.

L’obiettivo è ridurre il gap competitivo con la Cina e garantire forniture resilienti. Senza una base europea su celle, moduli e chip, la transizione rischia dipendenze strutturali, prezzi più alti e ritardi nell’industrializzazione di nuove piattaforme. Per i costruttori, la stabilità dell’ecosistema è decisiva quanto la domanda finale.

Sul fronte dei marchi, Emanuele Cappellano indica una priorità operativa: rafforzare gli attributi distintivi dei 14 brand del gruppo in attesa del piano che il CEO Antonio Filosa presenterà nel secondo trimestre. Focus su identità, posizionamento e autonomia dei CEO di brand per massimizzare il valore di gamma senza interventi affrettati su tagli o fusioni interne.

FAQ

D: Qual è la priorità industriale indicata da Stellantis?
R: Rafforzare la filiera europea di batterie e semiconduttori per ridurre costi e dipendenze esterne.

D: Perché batterie e chip sono centrali per la competitività?
R: Incidono su costo, prestazioni e tempi di sviluppo dei modelli, oltre che sulla sicurezza degli approvvigionamenti.

D: Quali strumenti chiede l’industria all’UE?
R: Incentivi selettivi, standard tecnici uniformi, procedure rapide e accesso a materie prime strategiche.

D: Qual è il rischio senza interventi europei mirati?
R: Aumento della dipendenza da fornitori extra-UE, prezzi più alti e ritardi nella transizione tecnologica.

D: Come si muoverà Stellantis sui 14 marchi?
R: Valorizzando identità e posizionamento, con autonomia ai CEO di brand in vista del nuovo piano.

D: Quando è atteso il piano industriale aggiornato?
R: Nel secondo trimestre, presentato dal CEO Antonio Filosa.

D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento?
R: Corriere.it


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