Stampante 3D integra mining di Bitcoin e rivoluziona efficienza energetica nella produzione additiva

Stampante 3D che mina Bitcoin: come funziona e perché interessa ora
Una stampante 3D sperimentale in grado di minare Bitcoin sfruttando il calore dei chip ASIC sta attirando l’attenzione di maker e miners domestici. Il progetto, sviluppato dal creatore noto come PizzAndy, è stato svelato nel 2024 e descritto nel dettaglio durante un’intervista al Home Mining Podcast, condotto da Two Sats. Il sistema integra il calore generato dal mining nel riscaldamento del piano di stampa, migliorando l’efficienza energetica complessiva. Nasce come soluzione pensata per print farm e utenti avanzati, in un contesto di crescente pressione sui costi energetici e ricerca di usi secondari del mining domestico. L’obiettivo è dimostrare che hardware per la stampa 3D e mining possono convivere in un’unica piattaforma tecnica, mitigando gli sprechi termici e aprendo scenari economici inediti per chi utilizza decine di stampanti in continuo funzionamento.
In sintesi:
- La stampante 3D usa chip ASIC per minare Bitcoin e riscaldare il piano di stampa.
- Il prototipo integra quattro BM1362AK per 500 GH/s a 75 °C operativi.
- La piattaforma modulare a tile con chip Intel BZM2 punta fino a 30 TH/s.
- Target principale: print farm professionali e mining domestico ad alta efficienza termica.
Architettura ibrida tra progetto Voron, ASIC e gestione termica avanzata
Il cuore del progetto è un’idea semplice ma radicale: i chip ASIC dedicati al mining di Bitcoin non dissipano più il calore in aria tramite ventole, ma lo convogliano direttamente nel piano riscaldato della stampante 3D, trasformandolo in una risorsa funzionale.
Il prototipo utilizza quattro chip BM1362AK montati su un dissipatore custom collegato al piano, raggiungendo circa 500 GH/s quando questo opera a 75 °C, temperatura ottimizzata per molti materiali di stampa.
La meccanica deriva dal progetto open-source Voron, molto diffuso nella comunità maker, ma PizzAndy ha riprogettato integralmente l’asse Z e inserito elettronica supplementare sul retro telaio, mantenendo un design con elementi in filamento arancione Bitcoin.
Nel prototipo il calore ASIC alimenta solo il piano, non l’estrusore, scelta che semplifica controllo termico e sicurezza operativa.
L’idea, maturata dopo una conferenza sul riutilizzo del calore industriale, si è evoluta pensando alle print farm, dove decine di stampanti lavorano h24. Come spiega lo stesso Andy: “L’economia di una print farm non è poi così diversa da quella di una Bitcoin mine: se le macchine non stampano, non si guadagna.”
La roadmap prevede un sistema modulare a piastrelle (tile) che estende simultaneamente area di stampa e potenza di hashing. Ogni tile ospiterà 16 chip ASIC Intel BZM2, con una stima tra 10 e 30 TH/s per piastrella a 75 °C. “Almeno 10 TH/s o è rivolta”, scherza PizzAndy, segnalando aspettative elevate della community.
Un vantaggio chiave dell’architettura a chip singoli è il controllo termico zonale: ogni ASIC è indirizzabile, permettendo di impostare temperature diverse su aree specifiche del piano. Questo è strategico con materiali compositi o misti, superando i limiti dei piani tradizionali a temperatura uniforme.
Two Sats ha rimarcato che la stampante deve rimanere prima di tutto un’ottima macchina 3D, con il mining come funzione aggiuntiva, in linea con altri prodotti dual-purpose (riscaldatori e scaldacqua miner) dove l’utilità primaria giustifica l’investimento, indipendentemente dalla volatilità della redditività del mining.
Impatto potenziale su print farm, efficienza energetica e modelli di business
Se i prototipi modulari manterranno le promesse di 10–30 TH/s per tile, le print farm potrebbero trasformare un costo fisso — il riscaldamento del piano — in una fonte di entrata variabile legata al mining di Bitcoin.
Questo modello ibrido riduce lo spreco termico e migliora il ROI complessivo delle infrastrutture di stampa professionali, soprattutto in contesti con energia relativamente economica e funzionamento continuativo delle macchine.
La gestione termica zonale, unita alla scalabilità modulare, rende il progetto particolarmente interessante per laboratori professionali, service di stampa e maker avanzati alla ricerca di soluzioni energeticamente più intelligenti.
Molto dipenderà però da affidabilità, certificazioni di sicurezza, facilità di manutenzione e competitività rispetto a stampanti 3D tradizionali e miner stand-alone. Se queste condizioni saranno soddisfatte, l’esperimento di PizzAndy potrebbe diventare un riferimento nella nuova generazione di hardware “dual-use” per il settore manifatturiero digitale.
FAQ
Come funziona la stampante 3D che mina Bitcoin in pratica?
Funziona convogliando il calore dei chip ASIC, generato durante il mining di Bitcoin, direttamente nel piano riscaldato della stampante 3D, sostituendo o integrando i tradizionali sistemi di riscaldamento elettrico.
Quanta potenza di hashing offre il prototipo attuale di PizzAndy?
Attualmente il prototipo con quattro chip BM1362AK raggiunge circa 500 GH/s quando il piano di stampa lavora a una temperatura stabile di 75 °C operativi.
Qual è il vantaggio principale per le print farm professionali?
Il vantaggio principale è trasformare il calore necessario alla stampa in una risorsa produttiva, generando entrate da mining mentre le stampanti lavorano già a pieno regime per la produzione.
La gestione termica zonale del piano di stampa a cosa serve?
Serve a impostare temperature diverse su aree specifiche del piano, ottimizzando l’adesione e la qualità quando si stampano materiali misti o compositi con esigenze termiche differenti.
Da quali fonti è stata ricavata e rielaborata questa notizia?
È stata ricavata in modo derivato da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



