Stablecoin rivoluzionano i pagamenti digitali e puntano a un mercato globale da trilioni di dollari

Stablecoin verso i pagamenti globali: chi le usa, dove e perché
Le stablecoin stanno passando da esperimento di nicchia a potenziale infrastruttura chiave dei pagamenti internazionali. A evidenziarlo è una ricerca di EY condotta su 350 decisori aziendali e istituzioni finanziarie in Stati Uniti e area EMEA, pubblicata nel 2025.
Il sondaggio mostra che tutte le organizzazioni intervistate conoscono lo strumento, ma solo una minoranza lo utilizza oggi, soprattutto per pagamenti cross-border e gestione della liquidità.
La spinta all’adozione è attesa entro i prossimi 12-24 mesi, complice l’interesse crescente delle grandi corporate e delle banche, che vedono nelle stablecoin una leva per ridurre costi, tempi di regolamento e dipendenza dalle infrastrutture tradizionali.
Il motivo di fondo è chiaro: con catene del valore globali e tensioni geopolitiche, l’efficienza nei pagamenti internazionali diventa vantaggio competitivo decisivo.
In sintesi:
- Il 100% dei decisori conosce le stablecoin, ma solo il 13% le utilizza oggi.
- Oltre la metà dei non utilizzatori prevede l’adozione entro 6-12 mesi.
- Il 91% delle istituzioni finanziarie considera le stablecoin una priorità strategica.
- Pagamenti cross-border e cash management restano i casi d’uso più rilevanti.
Chi guida l’adozione e perché le banche restano centrali
Dalla ricerca EY emerge un divario tra consapevolezza e uso effettivo: se il 100% del campione dichiara di conoscere le stablecoin, solo il 13% le utilizza attivamente.
Tra le organizzazioni che ancora non le hanno adottate, oltre la metà prevede però di farlo entro i prossimi sei-dodici mesi, segnale di un imminente salto di scala.
La tendenza è ancora più marcata nelle grandi corporate: tra le aziende con ricavi superiori a 50 miliardi di dollari, il 96% prevede di adottare o utilizzare stablecoin entro il 2026-2027.
Dal lato degli intermediari, il 91% delle istituzioni finanziarie considera le stablecoin una priorità strategica, ma solo il 15% offre oggi servizi dedicati; il 57% si dichiara però pronto a esplorare nuove opportunità, in particolare su on/off ramp e wallet digitali, indicati dal 56% degli operatori come aree prioritarie.
Le imprese mostrano una netta preferenza per un accesso mediato dalle banche: il 63% vorrebbe utilizzare stablecoin tramite il proprio istituto e il 68% accetterebbe una stablecoin emessa dalla banca stessa. L’innovazione, quindi, tende a rafforzare il ruolo degli intermediari regolamentati più che scavalcarli.
Pagamenti internazionali oggi e scenari futuri per le stablecoin
Il caso d’uso dominante resta quello dei pagamenti cross-border. Tra le aziende che già impiegano stablecoin, il 62% le utilizza per pagare fornitori internazionali, il 53% per ricevere pagamenti business dall’estero e il 44% per attività di cash management transfrontaliero.
Le motivazioni sono concrete: commissioni più basse, regolamenti più rapidi e liquidità disponibile 24/7. Il 41% degli utilizzatori dichiara un risparmio sui costi superiore al 10%.
In un contesto di catene globali del valore e tensioni geopolitiche, la possibilità di regolare in quasi tempo reale riduce rischi operativi e finanziari. Non sorprende che l’87% delle corporate ritenga le stablecoin in grado di generare benefici tangibili, mentre il 77% individua nei pagamenti internazionali il principale driver di adozione e l’81% sta valutando il ROI dell’introduzione.
A frenare una diffusione ancora più rapida rimane il fattore regolatorio: il 73% delle organizzazioni indica l’incertezza normativa come principale ostacolo. L’approvazione negli Stati Uniti del GENIUS Act viene citata come primo passo verso una cornice più chiara, segnale che il tema è ormai entrato stabilmente nelle agende politiche.
Secondo EY, l’integrazione delle stablecoin con ERP aziendali, wallet digitali, API bancarie e pagamenti automatizzati fra agenti software potrebbe trasformarle nel tessuto connettivo della nuova infrastruttura dei pagamenti globali. Come sottolinea Banca Forte, *“se la quota del 5-10% dei pagamenti globali entro il 2030 dovesse materializzarsi, le stablecoin non rappresenterebbero più un’alternativa ai circuiti tradizionali, ma una loro estensione evoluta”*.
FAQ
Cosa sono le stablecoin e perché interessano alle aziende?
Le stablecoin sono criptovalute agganciate a valute fiat o asset sicuri; interessano alle aziende perché riducono volatilità, tempi di regolamento e costi dei pagamenti internazionali.
Quali aziende stanno adottando più rapidamente le stablecoin?
Le grandi corporate sopra i 50 miliardi di dollari di ricavi stanno accelerando: il 96% prevede uso o adozione entro il 2026-2027.
Qual è il principale ostacolo normativo alle stablecoin?
Il principale ostacolo è l’incertezza regolatoria, indicata dal 73% delle organizzazioni; normative chiare come il GENIUS Act statunitense riducono il rischio percepito.
Le banche tradizionali sono minacciate dalle stablecoin?
Le banche non sono minacciate ma riposizionate: il 63% delle aziende preferisce accedere alle stablecoin tramite il proprio istituto bancario regolamentato.
Qual è la fonte delle informazioni su stablecoin e pagamenti globali?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di contenuti Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborati dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



