Sistema solare giovanissimo individuato a 400 anni luce offre nuove chiavi per capire la nascita dei pianeti

Nuovi pianeti in formazione intorno alla giovane stella Wispit 2
Due nuovi pianeti in formazione sono stati osservati intorno alla giovane stella Wispit 2, situata a circa 400 anni luce dalla Terra, in direzione delle regioni interne della Via Lattea. La scoperta, pubblicata su The Astrophysical Journal Letters, è stata realizzata nel 2026 da un team internazionale guidato da Chloe Lawlor dell’Università di Galway (Irlanda), grazie alle osservazioni del Very Large Telescope dell’Osservatorio Europeo Australe in Cile. Gli astronomi ritengono che il sistema di Wispit 2 offra un’istantanea unica di come poteva apparire il Sistema Solare circa 5 miliardi di anni fa, quando il Sole era ancora avvolto da un disco di gas e polveri, fornendo indizi cruciali sul perché e su come nascono i pianeti giganti.
In sintesi:
- Osservati due pianeti in formazione attorno alla giovane stella Wispit 2, a 400 anni luce.
- Il sistema appare simile al probabile aspetto primordiale del nostro Sistema Solare.
- I pianeti scavano solchi nel disco di gas e polveri grazie alla loro gravità.
- Individuato un terzo solco vuoto che suggerisce un possibile pianeta ancora invisibile.
Perché Wispit 2 è una finestra sul passato del Sistema Solare
Wispit 2 è solo il secondo sistema planetario mai osservato in una fase così precoce di formazione, dopo PDS 70 identificato nel 2018.
A differenza di quel caso, però, il disco circumstellare di Wispit 2 presenta una struttura più complessa, con anelli e spazi vuoti ben distinti che tracciano l’azione plasmatrice dei pianeti in crescita.
“Ad oggi Wispit 2 è la migliore visione mai ottenuta del nostro passato”, ha dichiarato Chloe Lawlor, sottolineando il valore archeologico di questo sistema stellare per capire le origini del nostro ambiente planetario.
Il primo pianeta di Wispit 2, scoperto nel 2025, ha una massa quasi cinque volte superiore a quella di Giove ed orbita a una distanza pari a circa 60 volte quella tra Terra e Sole, ovvero nelle lontane periferie del sistema.
Il nuovo pianeta individuato è più interno: si trova circa quattro volte più vicino alla stella e possiede una massa doppia rispetto al primo gigante.
Entrambi si collocano all’interno di solchi vuoti nel disco di gas e polveri, regioni progressivamente “ripulite” dalla loro attrazione gravitazionale che cattura e ridistribuisce il materiale circostante, tracciando così l’evoluzione dinamica del sistema.
Le immagini rivelano inoltre un terzo solco ben definito, privo per ora di un pianeta direttamente visibile.
Questo vuoto, tuttavia, è considerato dagli esperti un forte indizio della presenza di un ulteriore pianeta in formazione, che potrebbe essere troppo piccolo, troppo freddo o troppo immerso nel disco per emergere nelle osservazioni attuali.
Prossime osservazioni e impatto sulle teorie di formazione planetaria
La complessità del disco di Wispit 2 offre un banco di prova cruciale per i modelli di formazione dei pianeti giganti e delle architetture multi-anello osservate in molti sistemi giovani.
Le future campagne osservative con strumenti di nuova generazione, come il James Webb Space Telescope e il futuro Extremely Large Telescope, potranno misurare con maggiore precisione le masse, le orbite e la composizione dei pianeti di Wispit 2, oltre a confermare il sospetto terzo pianeta nascosto.
Questi dati permetteranno di confrontare in modo quantitativo la storia di Wispit 2 con quella ipotizzata per il Sistema Solare primordiale, chiarendo se la nostra configurazione di pianeti giganti sia comune o eccezionale nella Galassia.
Per gli astronomi, ogni nuovo dettaglio su Wispit 2 rappresenta un tassello in più per comprendere l’evoluzione dei sistemi planetari e, indirettamente, le condizioni che portano alla comparsa di mondi potenzialmente abitabili.
FAQ
Dove si trova la stella Wispit 2 rispetto alla Terra?
Wispit 2 si trova a circa 400 anni luce dalla Terra, nelle regioni interne della nostra Via Lattea, quindi relativamente vicina in termini astronomici.
Perché Wispit 2 è così importante per lo studio dei pianeti?
È importante perché mostra un sistema planetario in formazione con strutture ad anelli ben definite, offrendo un raro confronto diretto con il probabile aspetto primordiale del nostro Sistema Solare.
Quanti pianeti sono stati identificati intorno a Wispit 2?
Attualmente sono stati identificati con sicurezza due pianeti giganti, mentre un terzo pianeta è fortemente sospettato sulla base di un ulteriore solco vuoto nel disco.
Quali strumenti sono stati usati per osservare Wispit 2?
Le osservazioni sono state realizzate con il Very Large Telescope dell’Osservatorio Europeo Australe in Cile, utilizzando strumenti ad alta risoluzione dedicati allo studio dei dischi protoplanetari.
Quali sono le fonti originali delle informazioni su Wispit 2?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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