Sigaretta elettronica allarme Osservasalute: scopri perché un italiano su venti non riesce a smettere
Dati nazionali sull’uso delle e‑cig in Italia
Rapporto Osservasalute 2025 fotografa un incremento stabile dell’uso delle sigarette elettroniche in Italia. Nel 2023 ha fatto ricorso all’e‑cig il 4,8% della popolazione di età pari o superiore ai 14 anni, pari a circa 2,5 milioni di persone. È un salto significativo rispetto al 2014, primo anno di rilevazione, quando gli utilizzatori erano intorno a 800 mila. La crescita, inizialmente graduale, ha accelerato a partire dal 2017, consolidando una tendenza di lungo periodo che porta l’indicatore vicino alla soglia del 5% nazionale.
Indice dei Contenuti:
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
Differenze per genere ed età tra gli utilizzatori
Le scelte di consumo delineano un profilo distinto per uomini e donne. Nel 2023 l’uso di sigarette elettroniche coinvolge il 5,4% degli uomini e il 4,2% delle donne nella popolazione con 14 anni e oltre. Le prevalenze più alte si concentrano nelle età adulte: tra gli uomini l’utilizzo tocca il 9,5% tra i 25-44 anni e arriva all’11% tra i 45-64 anni; tra le donne, i valori si attestano al 7,3% nella fascia 25-44 anni e al 9,1% tra i 45-64 anni. La penetrazione è più contenuta tra i più giovani sotto i 24 anni e tra gli over 65, pur restando presente in entrambi i gruppi.
Il quadro per i prodotti a tabacco riscaldato evidenzia dinamiche generazionali ancora più marcate. Nel 2023 la quota di utilizzatori over 14 anni è pari al 3,3%, con un picco nella fascia 18-24 anni dove la prevalenza raggiunge il 9,6%. All’interno di questo gruppo emergono differenze di genere: utilizzatrici all’11,8% e utilizzatori al 7,4%, segno di una maggiore attrazione del prodotto tra le giovani donne rispetto ai coetanei maschi.
Variabilità territoriale e dimensione dei comuni
L’analisi territoriale del Rapporto Osservasalute 2025 evidenzia differenze nette tra Regioni e aree urbane. Nel 2023 le prevalenze più elevate di utilizzo della sigaretta elettronica si registrano in Abruzzo (6,2%), Molise (6,1%) e Lazio (5,9%). In coda figurano la Provincia Autonoma di Bolzano (1,3%), la Valle d’Aosta (2,2%) e la Provincia Autonoma di Trento (2,5%), con livelli sensibilmente inferiori alla media nazionale.
Guardando alle macroaree, il Centro Italia presenta la quota più alta di utilizzatori con una prevalenza del 5,3%, mentre Nord e Sud si collocano entrambi al 4,6%, in linea con il dato complessivo del 4,8%. Questa geografia del consumo suggerisce una maggiore penetrazione dell’e‑cig nelle Regioni centrali rispetto alle estremità del Paese.
La dimensione insediativa conferma il gradiente urbano. Nei centri delle aree metropolitane l’uso raggiunge il 6,1%, scende al 5,1% nelle periferie metropolitane e cala ulteriormente nei comuni più piccoli, fermandosi al 3,8% sotto i 2 mila abitanti. Nei comuni di dimensione intermedia le prevalenze oscillano tra il 4,3% e il 4,7%, segnalando un profilo più vicino alla media nazionale. La maggiore diffusione nei grandi centri appare coerente con una più ampia offerta commerciale e con stili di vita maggiormente esposti alle novità di mercato.
FAQ
- Quante persone usano la sigaretta elettronica in Italia?
Nel 2023 gli utilizzatori sono circa 2,5 milioni, pari al 4,8% della popolazione over 14. - Dove la sigaretta elettronica è più diffusa?
Le prevalenze più alte si registrano in Abruzzo (6,2%), Molise (6,1%) e Lazio (5,9%). - Quali aree mostrano i livelli più bassi di utilizzo?
Provincia Autonoma di Bolzano (1,3%), Valle d’Aosta (2,2%) e Provincia Autonoma di Trento (2,5%). - Qual è la macroarea con la quota maggiore di utilizzatori?
Il Centro Italia, con una prevalenza del 5,3%; Nord e Sud sono al 4,6%. - Quanto incide la dimensione del comune sull’uso dell’e‑cig?
L’uso è più frequente nei centri metropolitani (6,1%) e diminuisce nei piccoli comuni sotto i 2 mila abitanti (3,8%). - Le città medie come si collocano rispetto alla media nazionale?
Presentano prevalenze tra il 4,3% e il 4,7%, in linea con il dato complessivo.




