Sicurezza rafforzata nei locali, nuove regole e controlli dopo la tragedia di Crans-Montana

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Sicurezza nei locali, cosa cambia dopo la tragedia di Crans-Montana
Formazione antincendio e corsi per gestori
Nei giorni successivi ai fatti di Crans-Montana, le richieste di formazione pratica sull’uso degli estintori sono esplose, trasformando un’attività di nicchia in una necessità percepita. A Lugano i pompieri segnalano che, dopo le 45 domande ricevute in tutto il 2025, nelle prime tre settimane del 2026 sono già arrivati 50 iscrizioni a corsi base di prevenzione e primo intervento.
Durante le esercitazioni viene ricreato lo scenario tipico di un ristorante o di un’abitazione: una padella dimenticata sul fuoco, una cappa o una tenda che prendono fuoco, un principio d’incendio in sala. I partecipanti imparano a usare correttamente estintori e coperte ignifughe e, soprattutto, a gestire le emozioni in ambienti affollati e rumorosi.
Il vice-comandante dei pompieri di Lugano, Mirko Domeniconi, sottolinea che questi corsi esistono da circa vent’anni, ma l’ultimo mese ha fatto registrare quasi il numero di richieste di un intero anno. Ditte specializzate e diversi corpi pompieri propongono moduli dedicati ai gerenti di ristoranti e locali, che diventano così i primi potenziali interlocutori dell’emergenza, pur dovendo chiamare immediatamente i vigili del fuoco.
Norme, controlli e la zona grigia dei locali ibridi
La reazione non si limita alla Svizzera: anche in Italia sono stati chiusi diversi locali privi di misure minime di sicurezza e le autorità hanno intensificato i controlli su tutto il territorio nazionale. Prima dell’apertura, i locali di pubblico spettacolo devono superare le verifiche dei vigili del fuoco e della Commissione comunale, che stabiliscono capienza massima, vie di fuga, impianti e dotazioni antincendio obbligatorie.
L’architetto Daniele Beretta, considerato “l’architetto della notte milanese”, ricorda che il numero di persone ammesse non dipende solo dai metri quadrati, ma anche da servizi igienici, aerazione, uscite di sicurezza e altri parametri tecnici. Il giorno del sopralluogo, i locali sono perfetti; il vero banco di prova è mantenerli conformi anche dopo mesi di esercizio, tra modifiche spontanee e spinta alla massima capienza.
La “zona grigia” riguarda i locali nati come bar o ristoranti che, a fine serata, si trasformano in piste da ballo con intrattenimento. Queste attività restano spesso sotto regimi autorizzativi meno stringenti, nonostante rischi comparabili a quelli di una discoteca; qui la differenza la fa la deontologia del titolare, più che il semplice adempimento formale.
Cultura della sicurezza e responsabilità degli esercenti
Per l’ingegnere Davide Luraghi, membro della Commissione antincendio dell’Ordine degli Ingegneri, mettersi a norma non è un gesto discrezionale, ma un dovere professionale paragonabile all’assicurazione auto: va rispettato anche in assenza di controlli serrati. Il vero salto culturale passa dalla consapevolezza che prevenzione significa progettare spazi, percorsi di evacuazione e procedure pensando allo scenario peggiore.
Secondo Luraghi, dopo Crans-Montana il pubblico osserva con più attenzione elementi prima ignorati, come il numero e la posizione delle uscite. Professionisti e docenti del settore invitano anche i più giovani a sviluppare un riflesso automatico nel valutare le vie di fuga appena entrati in un locale, alla stregua di un comportamento di autodifesa civile.
Il presidente di Fipe, Lino Enrico Stoppani, insiste sul fatto che il quadro normativo è già articolato e tecnicamente evoluto, ma non autosufficiente. La qualità dell’offerta, afferma, comprende in modo imprescindibile la sicurezza: investire in impianti, formazione e manutenzione continua significa tutelare clienti e personale, oltre a proteggere l’impresa stessa da conseguenze penali, economiche e reputazionali.
FAQ
D: Perché dopo Crans-Montana cresce l’attenzione sulla sicurezza nei locali?
R: L’evento ha mostrato quanto rapidamente una situazione ordinaria possa trasformarsi in tragedia, spingendo gestori, autorità e pubblico a pretendere standard più elevati.
D: Chi organizza i corsi per l’uso degli estintori a Lugano?
R: I corsi vengono proposti dal corpo pompieri di Lugano e da ditte specializzate nella formazione antincendio.
D: I partecipanti ai corsi diventano pompieri?
R: No, ricevono solo competenze di base per intervenire su piccoli principi d’incendio in attesa dei vigili del fuoco.
D: Quali verifiche devono superare i locali di pubblico spettacolo in Italia?
R: Devono ottenere il parere favorevole dei vigili del fuoco e della Commissione comunale su capienza, uscite di sicurezza, impianti e dotazioni obbligatorie.
D: Cosa si intende per “locali ibridi”?
R: Sono bar o ristoranti che, in alcune fasce orarie, si trasformano in spazi per ballo e intrattenimento, con controlli spesso meno rigorosi.
D: Perché le sole norme non bastano a evitare incidenti?
R: Perché il rispetto quotidiano delle regole dipende dal comportamento umano, dalle scelte economiche e dalla continuità nella manutenzione.
D: Qual è la raccomandazione principale di Davide Luraghi agli esercenti?
R: Mettersi a norma a prescindere dai controlli, considerandolo un obbligo etico e professionale tanto quanto quello assicurativo.
D: Qual è la fonte giornalistica originale cui si ispira questo approfondimento?
R: Le informazioni si ispirano a servizi e contributi de Il Quotidiano e del Telegiornale della RSI, firmati tra gli altri da D. Coroneo, L. Amuso e M. Ang..




