Serie A compatta su Giovanni Malagò per la presidenza Figc, via libera da 18 club su 20
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Lega Serie A indica Giovanni Malagò per la presidenza Figc
La Lega Serie A ha individuato in Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, il proprio candidato alla guida della Figc. La scelta è maturata oggi a Milano durante l’assemblea dei club, dove 18 società di massima serie hanno espresso sostegno.
Le società di Lazio e Verona non hanno sottoscritto l’appoggio, pur senza mettere in discussione la figura di Malagò, sollevando però un tema di metodo normativo.
La candidatura arriva in una fase cruciale di ridefinizione degli equilibri istituzionali del calcio italiano, con la Lega che punta su un profilo esperto e trasversale per guidare la federazione in un contesto di riforme attese e pressione economica crescente.
In sintesi:
- La Lega Serie A converge su Giovanni Malagò come candidato alla presidenza Figc.
- Diciotto club favorevoli, mentre Lazio e Verona non firmano l’appoggio.
- I due club contestano il quadro normativo del professionismo sportivo del 1981.
- La candidatura accende il dibattito sulle riforme strutturali del calcio italiano.
Nel corso dell’assemblea a Milano, i club di Serie A hanno scelto una figura di lungo corso come Giovanni Malagò per la futura presidenza della Figc.
Pur senza una votazione formale, la Lega ha raccolto 18 adesioni esplicite, creando un fronte compatto a favore dell’ex numero uno del Coni, ritenuto capace di dialogare con politica, istituzioni sportive internazionali e mondo economico.
Lazio e Verona hanno preso le distanze dall’iter, non per motivi personali o programmatici legati a Malagò, ma per la volontà di rimettere al centro il quadro legislativo che regola il professionismo sportivo, ancora ancorato alla legge del 1981.
I due club chiedono di affrontare prima i nodi strutturali del sistema calcistico – governance, sostenibilità economica, ruolo delle leghe – e solo in seguito i nomi per la presidenza federale.
La posizione minoritaria, ma significativa, evidenzia una frattura metodologica: una parte della Serie A punta su un leader forte per guidare il cambiamento dall’interno, mentre un’altra ritiene prioritario aggiornare l’architettura normativa complessiva.
La candidatura di Malagò, sostenuta dalla maggioranza, diventa così anche un test politico sul rapporto di forza tra Lega, federazione e governo nello scenario futuro del calcio italiano.
Le implicazioni future per governance e riforme Figc
La designazione di Giovanni Malagò apre una fase di forte negoziazione istituzionale.
Se eletto, Malagò potrebbe spingere per una revisione coordinata della legge sul professionismo, chiedendo maggiore autonomia gestionale per i club e un riequilibrio tra poteri di Lega e Figc.
La posizione di Lazio e Verona preannuncia però una dialettica interna che potrebbe riflettersi sulle future riforme: dai format dei campionati alla redistribuzione delle risorse fino alla tutela dei vivai.
In questo quadro, la presidenza Figc diventa la chiave di volta per ridefinire il modello di business e di governance del calcio italiano nei prossimi anni.
FAQ
Chi è il candidato della Lega Serie A alla presidenza Figc?
Il candidato individuato dalla Lega Serie A è Giovanni Malagò, già presidente del Coni dal 2013 al 2025.
Quanti club di Serie A sostengono Giovanni Malagò?
Sono favorevoli 18 club di Serie A, che hanno formalizzato il sostegno durante l’assemblea tenuta oggi a Milano.
Perché Lazio e Verona non hanno firmato a favore di Malagò?
Hanno espresso dissenso sul metodo e sulla normativa del professionismo del 1981, chiedendo prima riforme strutturali del sistema.
Cosa cambia per la Figc con la candidatura di Malagò?
La candidatura rafforza l’influenza della Serie A e potrebbe accelerare il dibattito su governance, sostenibilità economica e riforme regolamentari.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo sulla Figc?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta di notizie Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate editorialmente.

