Scienza, il test più lento del mondo svela una novità sconcertante che cambia tutto
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Storia del più lento esperimento del mondo
Alla University of Queensland, in Australia, un imbuto di vetro appeso in un’aula racconta da quasi un secolo la pazienza estrema della ricerca sperimentale. È il Pitch Drop Experiment, considerato il più longevo test di laboratorio ancora attivo e da anni inserito nel Guinness dei primati. Nato come dimostrazione didattica, è diventato un riferimento mondiale per spiegare quanto la scienza possa procedere con tempi infinitamente più lenti rispetto alle aspettative del pubblico.
La storia inizia nel 1927, quando il fisico Thomas Parnell riempie un imbuto di vetro sigillato con la pece, un derivato del catrame usato storicamente per impermeabilizzare gli scafi delle navi. Il materiale sembra solido, ma in realtà è un fluido ad altissima viscosità, che scorre circa 100 miliardi di volte più lentamente dell’acqua. Nel 1930 Parnell recide il gambo dell’imbuto e avvia formalmente l’esperimento, lasciando che la massa nera inizi a fluire, quasi invisibilmente, verso il contenitore sottostante.
Servono otto anni perché la prima goccia si stacchi e raggiunga il fondo. Il ritmo si stabilizza poi su una goccia ogni sette-otto anni, finché un dettaglio imprevisto – l’installazione dell’aria condizionata nell’edificio, negli anni Ottanta – raffredda l’ambiente e rallenta ulteriormente la discesa, evidenziando quanto la viscosità della pece sia sensibile anche a piccole variazioni di temperatura.
Dopo la morte di Parnell nel 1961, la responsabilità dell’esperimento passa al fisico John Mainstone, che ne diventa il secondo custode per oltre cinquant’anni. Nonostante la lunga vigilanza, neppure lui riesce mai a osservare direttamente il distacco di una goccia: ogni caduta avviene fuori dall’orario di osservazione o durante guasti tecnici, come il blackout causato da un temporale nel 2000 che interrompe la trasmissione in streaming nel momento cruciale.
La nona goccia si forma nella primavera del 2014, pochi mesi dopo la scomparsa di Mainstone. Il testimone passa così al fisico Andrew White, terzo custode ufficiale del Pitch Drop. Oggi White supervisiona il sistema con una strumentazione aggiornata, progettata per non perdere l’attimo esatto in cui avverrà il prossimo distacco, mentre migliaia di utenti seguono l’esperimento in diretta online, trasformando un lento fenomeno di laboratorio in un caso virale globale.
Come funziona il test della goccia di pece
Al centro del test c’è un imbuto di vetro riempito di pece, un materiale nero derivato dal catrame che, pur apparendo duro come una roccia, è in realtà un fluido. La massa viene scaldata e colata nell’imbuto, poi lasciata riposare per anni fino a solidificarsi in superficie. Solo in seguito il gambo dell’imbuto viene tagliato, permettendo alla pece di iniziare il suo lentissimo movimento verso il contenitore sottostante.
La chiave è l’estrema viscosità: la pece scorre circa 100 miliardi di volte più lentamente dell’acqua, per cui la formazione di ogni goccia richiede diversi anni. Sotto l’effetto della gravità, il materiale si deforma lentamente, si assottiglia al collo dell’imbuto e, dopo un lungo periodo di tensione, si separa in una goccia che cade. Ogni distacco segna un nuovo punto dati per misurare il comportamento di questo fluido anomalo nel tempo.
La temperatura dell’aula della University of Queensland è un parametro decisivo: minime variazioni modificano la viscosità, accelerando o rallentando il flusso. L’installazione dell’aria condizionata negli anni Ottanta ha reso l’ambiente più stabile ma ha anche raffreddato leggermente la pece, prolungando l’intervallo tra una goccia e l’altra. Oggi telecamere e sensori monitorano continuamente l’imbuto, per registrare il momento esatto del distacco che, finora, nessuno ha mai osservato dal vivo.
FAQ
D: Che cos’è il Pitch Drop Experiment?
R: È un esperimento di lunga durata alla University of Queensland che misura il comportamento estremamente lento della pece, un fluido molto viscoso, mentre forma e lascia cadere gocce nel corso di decenni.
D: Perché la pece sembra solida ma è un fluido?
R: A temperatura ambiente la pece appare rigida, ma nel lungo periodo si comporta come un liquido molto denso, deformandosi e colando lentamente sotto l’azione della gravità.
D: Quanto è lenta la discesa della pece?
R: La pece scorre circa 100 miliardi di volte più lentamente dell’acqua, motivo per cui una singola goccia può impiegare sette-otto anni a formarsi e staccarsi dall’imbuto.
D: Che ruolo ha la temperatura nell’esperimento?
R: Piccole variazioni di temperatura cambiano la viscosità della pece. L’aria condizionata introdotta negli anni Ottanta ha raffreddato l’aula e allungato i tempi tra una goccia e l’altra.
D: Quante gocce sono cadute finora?
R: Dall’avvio del test sono state osservate nove gocce già depositate nel contenitore; la decima è attesa e potrebbe cadere in qualunque momento, secondo i ricercatori.
D: Perché nessuno ha mai visto una goccia staccarsi?
R: Ogni caduta è avvenuta in assenza di osservatori o durante interruzioni tecniche, come blackout o problemi di ripresa, impedendo la registrazione diretta del momento critico.
D: Qual è la fonte principale delle informazioni sull’esperimento?
R: I dati e i resoconti provengono direttamente dalla University of Queensland e dai comunicati diffusi dagli scienziati coinvolti nel Pitch Drop Experiment, oltre agli articoli di cronaca scientifica che ne seguono l’evoluzione.
Perché la decima goccia è così attesa
La prossima goccia del Pitch Drop Experiment non è solo un passaggio di routine: sarà la decima in quasi cento anni e arriva dopo un intervallo insolitamente lungo dalla caduta del 2014. Questo ritardo ha trasformato un esperimento di fisica dei materiali in un evento seguito in streaming da appassionati, studenti e curiosi, con un’attenzione paragonabile a quella di un lancio spaziale, ma dilatata su scale temporali estreme.
La lunga attesa alimenta la tensione scientifica e mediatica. Per i ricercatori, catturare per la prima volta in modo chiaro il distacco di una goccia significa chiudere una lacuna storica dell’esperimento, finora segnato da coincidenze sfortunate, guasti tecnici e blackout proprio nei momenti decisivi. Per chi osserva da fuori, la caduta rappresenta un raro esempio concreto di quanto la linea tra solido e liquido sia meno netta di quanto suggerisca l’esperienza quotidiana.
La decima goccia è anche un test per la nuova infrastruttura di monitoraggio installata dal team guidato da Andrew White. Telecamere potenziate e sistemi di registrazione ridondanti sono stati progettati per evitare di perdere ancora l’istante chiave. Se tutto funzionerà, l’esperimento offrirà finalmente l’immagine che manca da quasi un secolo: il momento esatto in cui la pece, apparentemente immobile, cede alla gravità e si stacca dall’imbuto.
FAQ
D: Perché la decima goccia del Pitch Drop Experiment è considerata così importante?
R: Perché arriva dopo un intervallo insolitamente lungo e potrebbe essere la prima ad essere documentata chiaramente grazie alle nuove apparecchiature di monitoraggio installate alla University of Queensland.
D: Cosa rende eccezionale la durata dell’esperimento?
R: Il test è in corso da quasi un secolo e ha prodotto solo nove gocce, diventando uno degli esperimenti di laboratorio più longevi mai condotti in modo continuativo.
D: Qual è il principale obiettivo scientifico della prossima osservazione?
R: Registrare l’istante esatto del distacco per studiare in dettaglio la deformazione della pece e affinare i modelli che descrivono il comportamento dei fluidi estremamente viscosi.
D: Perché il pubblico segue in diretta la caduta della goccia?
R: Perché l’esperimento unisce semplicità visiva, tempi lentissimi e incertezza sul momento esatto dell’evento, creando una suspense continua amplificata dalla diffusione online.
D: Che ruolo ha il custode Andrew White nella fase attuale?
R: White coordina la sorveglianza dell’imbuto, gestisce le strumentazioni di ripresa e cura la comunicazione scientifica e divulgativa legata al Pitch Drop Experiment.
D: Come contribuisce questo esperimento alla comprensione di solidi e liquidi?
R: Mostra che materiali che appaiono solidi possono comportarsi da liquidi su scale temporali molto lunghe, mettendo in discussione la distinzione netta tra stati della materia.
D: Qual è la fonte giornalistica citata più spesso a proposito del Pitch Drop?
R: Le informazioni vengono diffuse principalmente dalla University of Queensland e riprese da testate di divulgazione scientifica internazionale, tra cui articoli di cronaca pubblicati su riviste e portali specializzati che documentano l’evoluzione dell’esperimento.




