Scandalo Crans-Montana, Jessica Moretti smascherata: nuove accuse inquietanti e ombre di morti sospette

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Nuove prove video e cambio di accusa
Nuove prove video raccolte da telecamere interne e smartphone dei presenti stanno ridefinendo l’inchiesta sul rogo di Crans-Montana che ha devastato il locale “Le Constellation”, causando 40 morti e 116 feriti. Le clip, affidate a team dell’Università di Losanna, dell’Istituto di polizia svizzero e dell’Istituto forense di Zurigo, mostrano sequenze decisive prima e durante l’innesco. Le immagini, inizialmente contestate perché riprendevano la tragedia, sono ora considerate prove cardine.
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Un video di Capodanno 2020 documenta bottiglie con candele pirotecniche puntate verso il soffitto fonoassorbente e infiammabile, mentre uno staffer urla: “Attenzione alla schiuma!”. Elemento che indica consapevolezza pregressa del rischio da parte dei gestori Jacques e Jessica Moretti. Altre riprese immortalano l’istante dell’innesco: una cameriera, in equilibrio sulle spalle di un ragazzo, avvicina una bottiglia luminosa al soffitto e scatta la prima fiammata.
Il materiale, coordinato da quattro procuratrici cantonali, potrebbe far evolvere il quadro giuridico da colpa a dolo eventuale, con pene fino a 20 anni. I frame evidenziano inoltre la rapidità del “flashover” e la presunta assenza di misure immediate di contenimento, suggerendo una possibile responsabilità aggravata nella gestione del rischio.
Gestione del locale e omissioni fatali
Le clip mostrano un impianto di sicurezza inefficace e procedure d’emergenza assenti nel “Le Constellation”. Non si vedono estintori in uso, nessun segnale di stop alla musica, luci di sala non attivate e indicazioni di evacuazione inesistenti. Le uscite risultano poco visibili e l’affollamento ha amplificato il panico, con corridoi ostruiti e vie di fuga non presidiate.
In più filmati il personale appare disorientato e privo di formazione antincendio, mentre alcuni clienti provano a contenere le fiamme con mezzi improvvisati. La sequenza antecedente al flashover evidenzia ritardi decisivi nelle prime manovre di contenimento, senza un coordinamento centrale né un responsabile visibile a dirigere l’evacuazione.
Gli inquirenti ricostruiscono un quadro di gestione carente: materiali fonoassorbenti presumibilmente infiammabili, uso reiterato di candele pirotecniche in prossimità del soffitto e mancate correzioni nonostante allarmi interni risalenti almeno al 2020. Le verifiche si estendono ad altri locali riconducibili ai Moretti, per accertare eventuali prassi sistemiche e omissioni nei controlli e nella prevenzione incendi.
Il ruolo di Jessica Moretti e le possibili menzogne
Al centro dell’indagine figura Jessica Moretti, presente la notte del rogo e oggi sottoposta a verifiche incrociate su condotta e dichiarazioni. Testimonianze raccolte dagli inquirenti la descrivono mentre lascia il locale nelle prime fasi dell’incendio, con il sospetto che abbia portato via la cassa. Tali elementi, se confermati, aggraverebbero la posizione della comproprietaria sul piano penale e gestionale.
Le affermazioni di Moretti sulle presunte ustioni lievi non sono al momento supportate da certificazioni mediche, circostanza che alimenta dubbi sulla loro veridicità. Gli investigatori intendono comparare i racconti con i filmati acquisiti, alla ricerca di riscontri oggettivi sul suo reale coinvolgimento e sui movimenti nelle fasi cruciali.
Il materiale video, definito “documentario del disastro”, sarà utilizzato per ricostruire tempi, azioni e omissioni della manager, inclusa l’eventuale gestione della cassa e il comportamento durante l’evacuazione. Le procure valuteranno l’impatto di queste verifiche sul profilo accusatorio, anche in relazione al possibile dolo eventuale e all’ipotesi di condotte fuorvianti successive ai fatti.
FAQ
- Chi è al centro dell’indagine?
La comproprietaria del locale, Jessica Moretti, è sotto esame per condotta e dichiarazioni.
- Quali sono i sospetti principali su Moretti?
Fuga dalle prime fasi dell’incendio e presunto prelievo della cassa.
- Le ferite dichiarate da Moretti sono documentate?
No, finora non risultano certificati medici a supporto delle ustioni riferite.
- Che ruolo hanno i video nell’inchiesta?
Sono prove chiave per verificare tempi, movimenti e omissioni della gestione.
- Quale accusa potrebbe configurarsi?
Il quadro potrebbe evolvere verso il dolo eventuale, con pene fino a 20 anni.
- Le verifiche riguardano anche altri locali?
Sì, gli inquirenti estendono i controlli ad altre attività riconducibili ai Moretti.




