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Come l’articolo 33 riscrive il rapporto tra sport, merito e Costituzione
Chi: l’associazione Meritocrazia Italia, guidata da Walter Mauriello e dalla coordinatrice Paola Panza, con giuristi, manager e protagonisti dello sport.
Cosa: la prima Direzione Nazionale 2026, dedicata a “L’ordinamento sportivo dopo l’art. 33 Cost. – il trionfo del merito anche a livello costituzionale”.
Dove: presso l’hotel NH Machiavelli di Milano.
Quando: il 28 marzo 2026, nel primo grande confronto nazionale dopo la riforma costituzionale che ha inserito lo sport nell’articolo 33.
Perché: per analizzare l’impatto del riconoscimento costituzionale dello sport su educazione, inclusione sociale, tutela dei minori, infrastrutture e fair play, e per definire come organizzare il merito in un sistema sportivo più equo, accessibile e coerente con i principi della Carta.
In sintesi:
- La riforma dell’articolo 33 valorizza lo sport come diritto educativo, sociale e di benessere psicofisico.
- Giuristi e manager sportivi chiedono politiche concrete su infrastrutture, periferie e tutela dei minori.
- Il merito va organizzato: dallo sport dilettantistico al professionismo, servono criteri oggettivi e inclusivi.
- Lo sport diventa laboratorio costituzionale su diritti, eguaglianza sostanziale e responsabilità politica.
Sport in Costituzione: merito, inclusione e nodi irrisolti dell’ordinamento
Al centro del confronto, moderato dal giornalista di Rai Sport Saverio Montingelli, Paola Panza ha indicato lo sport come spazio in cui far convivere libertà, qualità e responsabilità, ricordando che «Meritocrazia Italia nasce con l’ambizione di contribuire al dibattito pubblico con idee, competenze e capacità di proposta».
Gabriella Squitieri ha sottolineato che lo sport, ora riconosciuto in Costituzione, riguarda tutti e che il merito «va organizzato», rendendo efficiente ogni apparato del settore. Alessandro Serrao ha richiamato il valore educativo e inclusivo, citando gli atleti paralimpici come paradigma del merito fondato su sacrificio e rinuncia.
Da remoto, l’Avvocato dello Stato Paolo Del Vecchio ha ricordato che il diritto allo sport era già ricavabile dagli articoli 2 e 3 della Costituzione, portando l’esperienza del comitato “Sport per Napoli” contro la dispersione scolastica. Il Presidente del Comitato Italiano Fair Play Ruggero Alcanterini ha denunciato il “merito travisato” e la scarsa razionalità nelle scelte gestionali, invocando il recupero di impianti abbandonati come lo Stadio Flaminio e una cultura del rispetto oltre la mera vittoria.
Dal merito costituzionale alle ricadute pratiche su politica, club e giovani
La responsabile nazionale Alessia Fachechi ha definito la riforma dell’articolo 33 un passaggio decisivo, ma ha evidenziato la distanza tra proclamazione di diritti e loro effettività, specie nelle periferie prive di spazi sportivi e in un calcio dominato dal business più che dalla valorizzazione dei talenti locali.
L’ex giudice FIGC e già Consigliere di Stato Carlo Buonauro ha legato il merito all’articolo 34 sulla scuola, leggendo il riconoscimento dell’attività sportiva come presa d’atto di un diritto naturale. Il professore di Diritto sportivo Andrea Lepore ha ridimensionato l’impatto formale della riforma, ma l’ha definita un potente “amplificatore” di valori già iscritti nella Carta, ponendo interrogativi concreti: dalla trasformazione delle squalifiche in misure rieducative fino all’annullamento di sanzioni in contrasto con la Carta Europea dello Sport.
La manager Michela Macalli ha ricordato il fondo “dote famiglia” da 30 milioni stanziato nel 2025 per favorire l’attività motoria dei minori svantaggiati e ha citato i progetti sociali dei club di Serie A nelle carceri minorili. Il presidente di Opes Juri Morico ha richiamato lo spirito “pop” dello sport degli anni Ottanta, chiedendo politiche di sistema per trasformare lo sport in risorsa condivisa.
Prospettive: giovani, dilettanti e identità culturale nello sport del futuro
Il professor Fabio Iudica ha messo a fuoco gli abusi psicologici nello sport, specie nei settori giovanili e nella ginnastica artistica, dove regole di ferro e diete estreme possono degenerare. Ha chiesto un rafforzamento delle tutele dei minori e tempi di prescrizione più adeguati, ricordando che «merito è concedere anche la possibilità di sbagliare».
Simone Alberici, presidente della Lega Nazionale Dilettanti Emilia Romagna, ha evidenziato il ruolo cruciale del volontariato sportivo nel contrastare l’isolamento dei ragazzi e l’aumento delle terapie psichiatriche infantili. In chiusura, Walter Mauriello ha collegato la sentenza Bosman alla riduzione dei calciatori italiani titolari e alle difficoltà della Nazionale, riaffermando una linea post-ideologica: «non vuole essere né di destra né di sinistra, bensì apportatrice di intelligenza e cultura».
Per Meritocrazia Italia, la sfida futura è usare lo sport come leva di ricostruzione dell’identità culturale nazionale e come laboratorio avanzato di meritocrazia costituzionale, in grado di ricucire fratture sociali, educative e istituzionali.
FAQ
Cosa cambia con l’inserimento dello sport nell’articolo 33 della Costituzione?
Il cambiamento riconosce costituzionalmente lo sport come attività educativa, sociale e di benessere psicofisico, rafforzando il dovere delle istituzioni di garantirne accesso e tutela, soprattutto per giovani e fasce deboli.
Perché Meritocrazia Italia collega sport e meritocrazia costituzionale?
Perché ritiene che lo sport sia il contesto ideale per misurare merito, responsabilità e inclusione, trasformando i principi costituzionali in politiche concrete su formazione, infrastrutture e partecipazione.
Qual è il ruolo dello sport dilettantistico secondo gli esperti intervenuti?
Il ruolo viene descritto come essenziale per aggregare i giovani, prevenire devianza e isolamento, soprattutto nelle periferie, sostituendo “strada” e solitudine con contesti educativi, volontariato e socialità organizzata.
Come viene affrontato il tema degli abusi sui minori nello sport?
Viene affrontato denunciando abusi psicologici e fisici, chiedendo maggiori tutele, percorsi rieducativi, allungamento dei tempi di prescrizione e un’educazione sportiva che preveda anche il diritto all’errore.
Quali sono le fonti informative alla base di questo articolo?
Le informazioni derivano effettivamente da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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