Rottamazione quinquies verso nuova proroga estesa a Imu Tari e multe
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Rottamazione quinquies, verso riapertura e inclusione dei tributi locali
La rottamazione quinquies, disciplinata dalla legge n. 199/2025, ha raccolto circa 1,8 milioni di adesioni, meno del previsto, chiudendo le domande il 30 aprile 2026. Ora il governo valuta una riapertura con estensione a Imu, Tari, bollo auto e multe stradali, oggi escluse.
Nel mirino l’ampia platea dei contribuenti con debiti locali verso i Comuni, finora tagliata fuori dall’agevolazione.
La possibile revisione, sostenuta anche da Associazione Nazionale Commercialisti e da emendamenti al decreto fiscale, punta a incrementare il recupero crediti e ad allargare la sanatoria ai tributi comunali e regionali, mantenendo l’impianto base: pagamento del capitale e azzeramento di sanzioni e interessi.
In sintesi:
- Adesioni rottamazione quinquies sotto le attese, platea giudicata troppo ristretta.
- Verso riapertura termini ed estensione a Imu, Tari, bollo auto e multe.
- Ogni Comune deciderà se aderire alla nuova sanatoria locale.
- Confermate rate fino a 9 anni e stop a diverse esecuzioni.
Come cambierebbe la rottamazione con l’ingresso dei tributi locali
La rottamazione quinquies oggi copre i debiti erariali e contributivi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, escludendo molte cartelle comunali e, per scelta della Legge di Bilancio 2026, le cartelle da accertamento.
Secondo le prime bozze emendative, la nuova finestra potrebbe ricomprendere Imu, Tari, bollo auto, multe stradali e altri tributi locali, allineando il meccanismo a quello statale: saldo del solo capitale, spese di notifica e costi procedurali, con cancellazione di interessi di mora, sanzioni e maggiorazioni.
Per le multe la sanzione principale resterebbe dovuta, mentre verrebbero sgravati interessi e oneri aggiuntivi, riducendo sensibilmente gli importi accumulati in anni di mancato pagamento.
Elemento cruciale sarà il ruolo degli enti locali: l’adesione alla sanatoria non sarebbe automatica, ma rimessa alla scelta di ogni Comune, che dovrà deliberare e comunicare la partecipazione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro termini fissati da un decreto attuativo.
Ne deriverebbe una geografia fiscale differenziata, con territori più “permissivi” e altri più rigorosi, sia in termini di opportunità di definizione agevolata sia di programmazione degli incassi per i bilanci comunali.
Nel frattempo, “la scarsa partecipazione registrata conferma la necessità di correttivi sull’accesso e sulla decadenza”, sottolineano dall’Associazione Nazionale Commercialisti, spingendo governo e Parlamento a intervenire rapidamente.
Rate lunghe, sospensione esecutiva e possibili effetti futuri
La struttura dei pagamenti dovrebbe restare invariata: fino a 54 rate bimestrali (circa 9 anni) con interessi ridotti rispetto alle procedure ordinarie.
Dalla presentazione della domanda scatta la sospensione di numerose procedure esecutive, tra cui pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche, rendendo la misura appetibile per contribuenti con esposizioni rilevanti.
Un’eventuale estensione ai tributi locali, se accompagnata da una reale adesione dei Comuni, potrebbe trasformarsi in un reset selettivo delle posizioni debitorie pregresse, con impatto diretto sul tasso di riscossione effettiva e sulla capacità di gettito strutturale degli enti territoriali.
La sfida politica e tecnica nelle prossime settimane sarà bilanciare l’esigenza di fare cassa, la sostenibilità dei bilanci comunali e la richiesta di equità tra contribuenti in regola e morosi.
Una nuova rottamazione “allargata” potrebbe diventare anche un test per future riforme della riscossione locale, orientate a maggiore semplificazione, certezza dei tempi e riduzione del contenzioso, elementi cruciali per il quadro fiscale italiano in vista dei prossimi cicli di finanza pubblica.
FAQ
Chi può aderire alla rottamazione quinquies attualmente in vigore?
Possono aderire i contribuenti con debiti erariali e contributivi affidati all’Agenzia Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023, se rientrano nelle tipologie ammesse dalla legge 199/2025.
Imu, Tari e multe sono già incluse nella rottamazione quinquies?
Attualmente no: molti tributi locali, tra cui Imu, Tari e multe, risultano esclusi. L’eventuale inclusione è oggetto di emendamenti al decreto fiscale in discussione.
Come funzionerebbe lo sconto su sanzioni e interessi delle multe stradali?
Agirebbe cancellando interessi e oneri aggiuntivi, mentre la sanzione principale resterebbe interamente dovuta. L’effettiva operatività dipenderà dal testo definitivo della norma e dalle delibere comunali.
I Comuni sono obbligati ad applicare la nuova sanatoria locale?
No, l’adesione sarebbe facoltativa. Ogni Comune dovrebbe deliberare e comunicare formalmente la scelta all’Agenzia Entrate-Riscossione entro termini fissati nel decreto attuativo.
Quali sono le fonti informative utilizzate per questo approfondimento?
Il contenuto deriva da una elaborazione congiunta delle informazioni diffuse da Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.



