Rottamazione IMU e tributi locali decisa esclusivamente da Comune e Regione

Definizione agevolata dei tributi locali: quadro normativo attuale
La “definizione agevolata” dei debiti fiscali, nota come rottamazione, assume caratteristiche diverse quando riguarda tributi locali ed entrate patrimoniali. Per IMU, TARI, canoni e altre entrate gestite da Regioni, Province e Comuni, non opera alcun automatismo nazionale. Le scelte dipendono dagli enti territoriali, entro i confini fissati dalla legge statale, in particolare dall’art. 1, commi 102‑104, della Legge di bilancio 2026, che disciplina la rottamazione quinquies nel perimetro locale.
Rottamazione quinquies e autonomia degli enti territoriali
Per le entrate di Regioni ed enti locali la definizione agevolata è solo una facoltà. L’ente può decidere se introdurla e con quali caratteristiche, senza alcun obbligo di “copiare” il modello statale. La norma riconosce un’autonomia regolatoria ampia, ma vincolata a criteri di coerenza con il quadro nazionale e di sostenibilità finanziaria. Ne deriva una mappa disomogenea sul territorio: alcuni enti varano rottamazioni locali strutturate, altri restano sulle procedure ordinarie.
Ambito oggettivo: quali debiti possono rientrare
Nella rottamazione quinquies locale possono rientrare tributi come IMU, TARI, addizionali, canoni patrimoniali e altre entrate gestite dall’ente, incluse sanzioni e interessi, nei limiti stabiliti dall’atto istitutivo. Restano esclusi i tributi erariali, di competenza statale, salvo che l’ente non gestisca attività di riscossione delegate. La scelta dell’ambito oggettivo è cruciale anche per gli equilibri di bilancio, perché la rinuncia a sanzioni e interessi impatta direttamente sulle entrate future.
Strumenti normativi per l’attivazione a livello locale
La rottamazione quinquies su base territoriale nasce solo da un atto specifico dell’ente. La Legge di bilancio 2026 indica percorsi distinti per Regioni ed enti locali, richiamando le regole generali sull’autonomia impositiva. Senza una legge regionale o un regolamento comunale, la definizione agevolata semplicemente non è operativa, a prescindere dalle campagne mediatiche o dalle rottamazioni nazionali in corso.
Ruolo delle Regioni: leggi ad hoc e coordinamento
Le Regioni attivano la definizione agevolata tramite legge regionale, con cui definiscono criteri di accesso, scadenze, modalità di pagamento e tipologie di entrate interessate. Spesso vengono stabilite linee guida per garantire un coordinamento con gli enti del territorio, specialmente su tributi compartecipati o su entrate gestite in forma associata. Le leggi regionali devono inoltre rispettare i vincoli di finanza pubblica e il coordinamento con lo Stato.
Comuni e Province: regolamenti ex art. 52 D. Lgs. 446/1997
Comuni e Province intervengono mediante regolamento adottato ai sensi dell’art. 52 del D. Lgs. 446/1997. Il testo deve indicare con chiarezza termini di adesione, numero e cadenza delle rate, percentuali di stralcio su sanzioni e interessi, oltre all’elenco delle entrate definibili. La pubblicazione sul sito istituzionale è un passaggio essenziale per rendere efficace il provvedimento e per garantire trasparenza verso contribuenti e operatori economici.
Scadenze minime, riscossione e soggetti coinvolti
La normativa impone agli enti un vincolo temporale preciso: la scadenza finale dei pagamenti non può cadere prima di 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto sul sito istituzionale. Parallelamente, la definizione agevolata può funzionare anche se la riscossione è affidata a soggetti diversi da ADER, purché gli atti locali garantiscano compatibilità con il quadro statale e chiarezza procedurale per i contribuenti.
Il vincolo dei 60 giorni e la tutela dell’informazione
Il termine minimo di 60 giorni tra pubblicazione dell’atto e scadenza ultima di pagamento impedisce iniziative troppo rapide e poco conoscibili. Gli enti devono programmare calendari realistici, che consentano informazione capillare, aggiornamento dei concessionari e adeguamento dei sistemi informativi. Il rispetto del termine è anche presidio di legittimità: scadenze fissate in violazione dei 60 giorni espongono la misura a rischi di contenzioso e annullamento.
Riscossione con concessionari diversi da ADER
La rottamazione quinquies locale si applica anche quando la riscossione è gestita direttamente dall’ente o affidata a soggetti individuati dall’art. 52, comma 5, lett. b), del D. Lgs. 446/1997 e dall’art. 1, comma 691, della L. 147/2013. Non è richiesto il coinvolgimento di ADER. L’ente deve però coordinare regolamenti, flussi informativi e contratti di servizio con i concessionari, per garantire corretta quantificazione dei debiti, applicazione uniforme delle riduzioni e gestione puntuale delle rateizzazioni connesse alla definizione agevolata.
FAQ
La rottamazione dei tributi locali è automatica sul territorio nazionale?
No, per IMU, TARI e altre entrate locali la rottamazione non è automatica. Ogni Regione o Comune deve istituirla con un proprio atto: legge regionale o regolamento.
Quali debiti possono rientrare nella definizione agevolata locale?
Possono essere inclusi tributi comunali e regionali, canoni patrimoniali e altre entrate dell’ente, secondo quanto stabilito nella delibera o nella legge. L’ambito oggettivo non è fisso ma deciso dall’ente.
Come si individua la scadenza minima per i pagamenti agevolati?
L’ultima rata o il pagamento in unica soluzione non può scadere prima di 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto sul sito istituzionale dell’ente. Termini più brevi sarebbero illegittimi.
È possibile aderire se la riscossione non è gestita da ADER?
Sì, la definizione agevolata può operare anche con concessionari privati o società in house. Conta che l’ente abbia approvato un atto coerente con la Legge di bilancio 2026 e informato il soggetto riscossore.
Quali informazioni deve contenere il regolamento comunale sulla rottamazione?
Il regolamento deve indicare entrate interessate, riduzioni su sanzioni e interessi, termini di adesione, modalità di presentazione delle istanze e piani di rateizzazione, oltre a canali di assistenza ai contribuenti.
Dove è stato chiarito il perimetro della rottamazione quinquies locale?
Il perimetro applicativo è stato chiarito, tra l’altro, nel Question Time alla Camera dei deputati del 3 febbraio 2026, in risposta all’interrogazione n. 5-04969 sulla definizione agevolata dei tributi locali.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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