Rottamazione IMU e TARI cambia tutto: Comuni divisi sulle nuove regole, rischiano famiglie e imprese incerte
Indice dei Contenuti:
Rottamazione IMU e TARI: in attesa delle regole dei Comuni
Nuove chance per i debiti locali
Con la Legge di Bilancio 2026 il legislatore apre una fase inedita per i tributi gestiti da Regioni e Comuni, riconoscendo agli enti ampia libertà nel varare proprie definizioni agevolate. La misura si inserisce nel filone delle sanatorie fiscali, ma sposta il baricentro dalle norme nazionali alle scelte dei singoli territori.
I nuovi poteri coprono anche situazioni già in contenzioso davanti alla giustizia tributaria, superando il tradizionale limite delle sole posizioni non ancora accertate. Gli enti potranno intervenire sui carichi in riscossione, sugli accertamenti in corso e sulle liti pendenti, con margini di manovra più ampi rispetto alle passate “rottamazioni” statali.
La disciplina impone tuttavia paletti chiari: rispetto dei principi costituzionali in materia fiscale, tutela dell’equilibrio di bilancio, attenzione ai crediti di difficile esazione. Contestualmente viene superata la vecchia cornice del 2003, ormai inadatta a gestire la complessità dell’attuale sistema di finanza locale.
Cosa può cambiare per IMU e TARI
Nel nuovo quadro, IMU, TARI e altri tributi locali potranno essere oggetto di piani di definizione con riduzione o azzeramento di interessi e sanzioni, a fronte del pagamento del solo tributo entro termini fissati da ciascun ente. La finestra temporale non potrà essere inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione del regolamento sul sito istituzionale del Comune o della Regione.
Gli enti mantengono la possibilità di riconoscere sistemi premiali per i contribuenti virtuosi e sono chiamati a calibrare ogni misura in modo coerente con i principi generali dell’ordinamento tributario. Ciò significa interventi mirati, soprattutto su posizioni datate o difficilmente recuperabili, più che sanatorie generalizzate.
Le definizioni andranno approvate con le stesse procedure previste per i regolamenti tributari ordinari, rafforzando il ruolo dei consigli comunali e regionali. L’estensione alle controversie in corso apre inoltre a possibili chiusure rapide di liti su IMU e TARI che intasano da anni le commissioni tributarie.
Regole dei Comuni ancora in arrivo
Dopo le rottamazioni nazionali, come la cosiddetta “quinquies” sulle cartelle gestite da Agenzia delle Entrate-Riscossione, molti contribuenti aspettano ora le mosse degli enti locali. IMU, TARI e gli altri prelievi sul territorio rappresentano infatti una quota rilevante del contenzioso con i cittadini e le imprese, soprattutto nei grandi centri come Roma, Milano e Napoli.
Le misure locali non saranno uniformi: ogni Comune potrà decidere quali tributi includere, quanto tagliare su interessi e sanzioni, come trattare le liti pendenti e con quante rate consentire il pagamento. Il tutto dovrà avvenire nel rispetto delle regole processuali del Dlgs 546/1992 e dei vincoli di bilancio.
Al momento, molti enti non hanno ancora pubblicato i regolamenti attuativi e la platea dei potenziali interessati resta in stand-by. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le amministrazioni useranno davvero questa leva per ridurre il contenzioso e incassare crediti che oggi restano solo sulla carta.
FAQ
D: Che cosa prevede la nuova definizione agevolata per i tributi locali?
R: Consente a Regioni e Comuni di ridurre o azzerare interessi e sanzioni, chiedendo ai contribuenti il pagamento del solo tributo entro termini fissati dall’ente.
D: IMU e TARI rientrano nelle possibili rottamazioni locali?
R: Sì, rientrano tra i tributi per i quali gli enti locali possono introdurre proprie definizioni agevolate, se previsto dai regolamenti approvati.
D: Le nuove misure valgono anche per cause già pendenti?
R: Sì, la norma consente di applicare la definizione agevolata anche a procedimenti di accertamento e contenziosi tributari in corso, se l’ente lo stabilisce.
D: Chi decide tempi e modalità di adesione?
R: Ogni Regione o Comune fissa in autonomia scadenze, numero di rate, condizioni di decadenza e gestione delle liti, nel rispetto dei vincoli di legge.
D: Esiste un termine minimo per aderire alle sanatorie locali?
R: Sì, il termine non può essere inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto sul sito istituzionale dell’ente.
D: La definizione agevolata può riguardare solo i tributi?
R: No, la facoltà degli enti può estendersi anche alle entrate di natura patrimoniale, se così deciso nei regolamenti.
D: I Comuni sono obbligati a introdurre la rottamazione?
R: No, si tratta di una facoltà e non di un obbligo; ogni amministrazione valuta la convenienza in base ai propri conti e al portafoglio crediti.
D: Qual è la fonte giornalistica di riferimento per queste informazioni?
R: Le indicazioni qui riassunte riprendono e rielaborano i contenuti pubblicati dalla testata specializzata Il Sole 24 Ore sul tema della definizione agevolata dei tributi locali.




