Rottamazione cartelle esattoriali, nuova sanatoria debiti fiscali spiegata passo passo: scadenze, rate, rischi nascosti per contribuenti

Indice dei Contenuti:
Rottamazione quinquies 2026: guida completa, requisiti, debiti ammessi e rateizzazione
Come funziona davvero
La misura consente di chiudere i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, pagando solo capitale, spese di notifica ed eventuali spese esecutive. Restano esclusi sanzioni, interessi di mora e aggio, con un taglio effettivo del debito spesso superiore al 40-50%.
La definizione agevolata non è automatica: la domanda va presentata online entro il 30 aprile 2026, tramite area riservata con SPID, CIE o CNS, oppure tramite form pubblico allegando documento di identità. È obbligatorio indicare una e-mail ordinaria per ricevere ricevute e comunicazioni.
Prima dell’adesione è consigliabile scaricare il Prospetto informativo, che riepiloga cartelle definibili, importi dovuti e spese residue. I carichi inseriti in contenzioso possono rientrare, ma occorre rinunciare formalmente al giudizio per le partite rottamate, pena l’esclusione dall’agevolazione.
Dopo la domanda, entro il 30 giugno 2026 l’Agente della riscossione invia l’esito: accoglimento con piano di pagamento e moduli, oppure diniego motivato. Chi usa l’area riservata trova tutto solo nel cassetto personale, senza invio cartaceo.
Debiti ammessi ed esclusioni
Rientrano i debiti da controlli automatici e formali su dichiarazioni IRPEF, IRES e IVA (artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973, artt. 54-bis e 54-ter DPR 633/1972), i contributi previdenziali INPS omessi (non da accertamento), le multe stradali statali irrogate dalle Prefetture e le posizioni già inserite in vecchie rottamazioni, saldo e stralcio o rottamazione-quater decadute entro il 30 settembre 2025.
Restano fuori tributi locali come IMU, TARI, TASI, il bollo auto, i tributi regionali, gli avvisi di accertamento, le cartelle integralmente pagate al 30 settembre 2025 e le sanzioni elevate da Comuni o Polizie Locali. Per queste tipologie restano applicabili solo gli ordinari piani di rateizzazione, senza condoni.
Per le multe statali, l’agevolazione cancella interessi e aggio, ma non la sanzione principale, che va onorata integralmente. La selezione delle cartelle da includere diventa quindi cruciale per concentrare la liquidità sui carichi con il maggior beneficio economico.
Rate, scadenze e rischi di decadenza
Il pagamento può avvenire in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in massimo 54 rate bimestrali, pari a 9 anni, con rata minima di 100 euro. Sugli importi residui decorrono interessi al 3% annuo dal 1° agosto 2026, calcolati dal piano comunicato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
La domanda blocca nuove azioni esecutive e sospende quelle in corso, salvo vendite già aggiudicate; restano tuttavia fermi amministrativi e ipoteche già iscritti. Il debitore non è considerato inadempiente ai fini DURC e pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni per tutta la durata della definizione, se rispetta le scadenze.
La decadenza scatta con il mancato pagamento dell’unica soluzione, con due rate non pagate, anche non consecutive, o con l’omesso saldo dell’ultima rata. Le somme versate restano acconto sul debito ordinario, riprendono pignoramenti e iscrizioni e non è ammessa una nuova rateizzazione ex art. 19 DPR 602/1973 sui carichi interessati.
FAQ
Chi può aderire?
Possono aderire persone fisiche, professionisti, imprese e enti che hanno cartelle affidate alla riscossione tra il 2000 e il 2023, purché rientrino nelle tipologie ammesse.
Come verificare quali cartelle sono incluse?
Attraverso l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione o richiedendo il Prospetto informativo con l’elenco dei carichi definibili.
Si possono inserire cartelle già rateizzate?
Sì, ma le rateizzazioni sui debiti rottamati vengono revocate dal 31 luglio 2026; i debiti non rottamabili nello stesso piano vanno invece continuati a pagare.
Le cartelle con cause in corso sono ammesse?
Sono ammesse solo se il contribuente rinuncia espressamente al contenzioso per i carichi inseriti nella domanda di definizione agevolata.
Cosa succede se salto una sola rata?
Con un solo mancato pagamento non c’è decadenza, ma si sommano interessi e more; la perdita del beneficio scatta con due rate omesse o con il mancato saldo finale.
È possibile anticipare le rate?
Sì, è sempre consentito pagare rate anticipate o saldare in anticipo il residuo, riducendo gli interessi dovuti dal piano originario.
Le Pubbliche Amministrazioni possono sospendere i pagamenti?
Durante la definizione regolarmente pagata il debitore non è considerato inadempiente, quindi i pagamenti PA non possono essere bloccati per quelle posizioni.
Qual è la fonte di riferimento?
Le informazioni derivano da un’analisi della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) e da approfondimenti pubblicati da testate specialistiche di settore, tra cui articoli di taglio fiscale e legale su quotidiani economici nazionali.




