Regeni divide ancora l’Italia, nuove rivelazioni sulla verità mancata scuotono politica, diplomazia e opinione pubblica

Indice dei Contenuti:
Dieci anni dopo l’omicidio di Giulio Regeni è cambiato tutto e non è cambiato niente
Un delitto senza verità
Il 25 gennaio 2016 il giovane ricercatore italiano **Giulio Regeni** scompare al **Cairo**, mentre studia i sindacati indipendenti dei venditori ambulanti per l’Università di **Cambridge**. Pochi giorni dopo viene ritrovato senza vita lungo l’autostrada per **Alessandria**, con segni evidenti di torture protratte per giorni.
Le indagini italiane individuano responsabilità nei servizi di sicurezza egiziani e chiedono il processo a carico di quattro agenti, rimasti però sempre irreperibili. Il dibattimento a **Roma** si arena più volte: prima per l’assenza degli imputati, poi per continui nodi procedurali rimessi alla **Corte costituzionale**.
Nel frattempo, le autorità egiziane forniscono versioni contraddittorie, tra incidenti stradali, rapine e presunti regolamenti di conti, mentre vengono documentati depistaggi e omissioni. La collaborazione giudiziaria tra **Italia** ed **Egitto** resta minima, nonostante le missioni di investigatori italiani e le richieste formali di cooperazione.
La mobilitazione che non si spegne
La famiglia di Regeni, **Paola Deffendi** e **Claudio Regeni**, insieme all’avvocata **Alessandra Ballerini**, trasforma un lutto privato in una campagna civile permanente. In centinaia di città compaiono gli striscioni gialli di **Amnesty International** e del quotidiano la Repubblica, panchine dedicate, iniziative nelle scuole e nelle università.
Il volto devastato del ricercatore, riconosciuto solo dalla punta del naso, diventa simbolo delle violazioni sistematiche dei diritti umani sotto il regime di **Abdel Fattah al Sisi**. Racconti, libri e il docufilm prodotto da **Fandango**, intitolato Tutto il male del mondo, tengono vivo il caso nel dibattito pubblico italiano e internazionale.
L’obiettivo dichiarato dei genitori è evitare che la vicenda venga archiviata come un “incidente diplomatico”, costringendo istituzioni e magistratura a non abbandonare il percorso giudiziario, per quanto lento e ostacolato.
Interessi di Stato e diritti umani
I governi italiani alternano proteste ufficiali e riaperture pragmatiche dei rapporti con il **Cairo**. Nel 2016 l’ambasciatore **Maurizio Massari** viene richiamato, ma nel 2017 un nuovo rappresentante, **Giampaolo Cantini**, torna in Egitto, mentre procedono accordi economici ed energetici strategici.
Il ruolo di **Eni**, presente dal 1954 e protagonista del grande giacimento di gas “Zohr”, pesa nella postura diplomatica. A ciò si aggiungono la cooperazione su energia, agricoltura, controllo dei flussi migratori e la recente classificazione dell’Egitto come “paese sicuro” da parte del governo guidato da **Giorgia Meloni**.
Nel 2020 l’Italia autorizza la vendita di due fregate militari all’Egitto, spingendo i genitori di Regeni a denunciare lo Stato italiano per violazione della legge sulle esportazioni di armi verso paesi responsabili di gravi abusi. La frattura tra ragion di Stato e richiesta di giustizia resta il nodo politico irrisolto del caso.
FAQ
D: Chi era Giulio Regeni?
R: Un ricercatore italiano di 28 anni, dottorando a **Cambridge**, ucciso in Egitto nel 2016 mentre studiava i sindacati indipendenti.
D: Perché si ritiene che l’omicidio sia politico?
R: Perché la sua ricerca riguardava realtà sindacali autonome, viste con sospetto dal regime autoritario di **Abdel Fattah al Sisi**.
D: A che punto è il processo in Italia?
R: Il procedimento presso la Corte d’Assise di **Roma** contro quattro agenti dei servizi egiziani è sospeso in attesa di nuove decisioni della **Corte costituzionale**.
D: Perché gli imputati non sono mai comparsi?
R: Le autorità egiziane non hanno collaborato alla notifica degli atti e non hanno fornito indirizzi e recapiti utili alla citazione in giudizio.
D: Come ha reagito la società civile italiana?
R: Con campagne diffuse di solidarietà, manifestazioni, striscioni gialli, panchine dedicate e iniziative promosse da **Amnesty International**, scuole e università.
D: Qual è il ruolo degli interessi economici italiani in Egitto?
R: Il peso di **Eni** e di altri accordi su gas, armamenti e cooperazione economica condiziona da anni la linea diplomatica dei governi italiani.
D: Cosa denunciano i genitori di Regeni?
R: Denunciano il mancato rispetto dei diritti umani in Egitto e accusano lo Stato italiano di non subordinare gli affari alla ricerca della verità sul figlio.
D: Qual è la principale fonte giornalistica citata sul caso?
R: Le ricostruzioni e gli aggiornamenti sulla vicenda sono stati approfonditi in particolare dal quotidiano online Il Post, che ha seguito continuativamente il caso Regeni.




